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Formula 1 | Qualifiche GP del Messico 2017, le pagelle

Nelle qualifiche del GP del Messico Sebastian Vettel conquista una stupenda pole position, la numero 50 della carriera. Max Verstappen batte Lewis Hamilton

Pagelle qualifiche da Città del Messico. Un giro superfucsia di Sebastian Vettel allieta un periodo durissimo della Ferrari e di tutti i suoi sostenitori. Il solito Hamilton piegato anche da un infuriato Max Verstappen.

Piloti

Esteban Ocon – 7

Il francese della Mercedes, Esteban Ocon, continua a crescere. Il mondiale volge verso la fine, e questo nuovo astro nascente d’oltralpe è oramai una non più sorpresa. Demolisce il pupillo di casa, Sergio Perez, il suo compagno di squadra, disperso in decima piazza a circa 9 decimi. Una prestazione eccezionale, venuta su per la dedizione, la grande professionalità, il cristallino talento di guida. Una scommessa di pilota che pare di già un successo, un gioiellino che la Force India potrà tenere tra le proprie fila forse solo per il prossimo anno. Un ragazzo pronto, prontissimo, impressionante per costanza di risultati. Un roseo futuro che assume sempre più le sembianze di un florido presente. Maturo.

Kimi Raikkonen – 5

Il momento Ferrari è stato complicato, ma Raikkonen sembra, a volte, metterci anche del suo in negativo. Troppa la differenza tra la SF70H #7 e la #5, davvero troppa. Un Kimi lontano, imbambolato, apparentemente senza particolari problemi, di fatto relativamente disperso alla Perez. Un giro da qualifica senza mordente, loffio, sancito dall’imparzialità del cronometro. Una di quelle prestazioni per cui il finlandese è definito da molti alla stregua di un peso morto per la Ferrari odierna. Al sabato messicano ha preso parte in qualifica quel Kimi lì, l’inspiegabile. Svogliato.

Valtteri Bottas – 6

Di Finlandia in Finlandia. Bottas rimane nella dimensione, un po’, avulsa del dopo vacanze. Quarto in griglia, una posizione che non rende giustizia alla monoposto che si trova a guidare, la neo-campione del mondo W08. Un trend che pare ormai irreversibile, anche sul tracciato messicano che sembrava ben disposto a sorridergli. In realtà una prestazione di assoluto rilievo stavolta in riferimento al pianeta Mercedes. Solo di 24 millesimi più lento di sua maestà Lewis Hamilton. Un Bottas che veramente, quantomeno in Messico, sembra riuscito nell’intento di digerire l’aggiornata W08 della Malesia. Rientrato.

Lewis Hamilton – 7

Le giornatine no investono anche i migliori, nella fattispecie il tanto idolatrato Lewis Hamilton. Un ultimo giro non degno del miglior poleman di tutti i tempi, visibilmente al limite con la vettura nell’ultimo settore di pista. Una qualifica imprevista per il nativo di Stevenage, una sorpresa in negativo per moltissimi. Una casualità del tutto naturale, quantunque qualsiasi uomo non è infallibile. Un palcoscenico quello di Città del Messico che lo propone in apertura della terza fila, in una delle giornate di qualifica meno esaltanti della Mercedes. Comunque, un mondiale da chiudere definitivamente, nulla conta più del suo quarto titolo in bacheca. Contratto.

Max Verstappen – 9

Ritorna l’olandese volante in tutta la sua magnificenza, in tutta la sua classe di pilota. Un possibile mattatore delle qualifiche messicane dalle FP3, una nomina mantenuta con autorevolezza fino alle porte della Q3. Un Max che ha trovato nel cronometro un muro insormontabile, un tempo sull’1:17.5 dal quale non è riuscito più a schiodarsi nel momento decisivo. Un pilota che ha avuto tutto dalla sua attuale RB13, alla quale ha dato anche di più. Una guida davvero particolare, per abilità assoluta, per facilità disarmante nell’attitudine alla velocità. Un ragazzo giovanissimo che non smette di fare la sua voce grossa, sempre. Non ne parliamo quando fuori dalla pista. Uno che fa paura a tutti, proprio tutti. Affamato.

Sebastian Vettel – 10

Un coniglio dal cilindro di nome Sebastian Vettel, questo è quanto ha riservato il burlone tracciato di Città del Messico. Una SF70H in versione mascherata fino all’ultimo giro della Q3. Una prova di forza per rintronare un tantino chi ha perso la fiducia, chi ha mollato anche la speranza di vedere una ancora bellissima Ferrari. Un pilota che sa fare lo stessissimo lavoro del poleman migliore di tutti i tempi, come quando ad avercela la miglior vettura era proprio lui. Un giro facile anche in riferimento al cagnaccio olandese che si ritroverà di fianco in partenza, l’occasione propizia per esorcizzare l’orrore di Singapore. L’occasione migliore per regalarsi e regalare una nuova gioia, soprattutto per addolcire gli animi rossi feriti. Anche a rischio di rinsaldarne il rammarico. Grandioso.

Team

Red Bull – 8

La Red Bull sembra intenzionata a ritornare in alto, molto in alto. Una vettura abbastanza cresciuta, che trova certezze nel suo giovane campione sull’asfalto levigato di Città del Messico. Una monoposto spinta anche dalla nuova power unit Renault, grazie alla quale sembra ritornata una più decente velocità sul dritto. Un buon lavoro di recupero attuato da Newey & Co., un plausibile spauracchio in chiave 2018, magari anche per Mercedes. Una squadra che ha iniziato leggermente a parlare meno, in cui solo il gelido Helmut Marko continua a gestire in maniera discutibile la sfera vivaio. Un discorso comunque parallelo alle buonissime prestazioni in pista degli appannati “bibitari”. Una dimensione forse spettrale, così, di punto in bianco, per il carissimo Daniel Ricciardo, piombato in un purgatorio messicano alquanto inaspettatamente. Ascendente.

Mercedes – 8

A cose fatte, concluse, la Mercedes può anche permettersi una normale qualifica in terza fila. Una notizia sonora dal rientro estivo, un accomodamento forse, in minima parte, concesso per una power unit #4 avente un cospicuo chilometraggio sul groppone. Una giornata non da extraterrestri, su di un tracciato per buona parte, ed in teoria, di certo non sfavorevole alle peculiarità della W08. Semplicemente un normale sabato in cui, per un motivo o per un altro, ad essere stati più bravi sono stati gli altri. Un sabato da comprimari, venuto in un momento della stagione opportuno, quello in cui le briciole possono anche essere lasciate per strada senza conseguenza alcuna. Rilasciata.

Ferrari – 10

La Rossa di questo periodo è croce e delizia per eccellenza. Una vettura davvero stupenda la SF70H, che nonostante una buona serie di problemi ed ombre, varie ed eventuali, sa ancora incantare, pur non potendo far sognare. Una bella Ferrari, nonostante tutto, soprattutto tutti. Una prova di orgoglio, di coraggio, una prestazione vera, limpida, costruita e tirata fuori con pazienza. Una squadra decisamente più distesa, rasserenata nella rassegnazione, ritornata lucida, almeno in Messico, dopo le sberle rimediate dalla sfidante di Germania. Un bel sabato da trasformare in una bellissima domenica, almeno per scacciare, momentaneamente, le paure di tutti i tifosi. Sorprendente.

Scritto da: Gianluca Langella

Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall’arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996.
Un amore incondizionato per la F1, da me definita come “Lo Sport che risveglia i Talenti dell’uomo.” Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell’Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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