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Formula 1 | Qualifiche GP del Giappone 2017, le pagelle

Una bellissima pole position per Lewis Hamilton al GP del Giappone 2017. Vettel si mette alla finestra per provare l’impresa in gara

Pagelle qualifiche da Suzuka. La Mercedes ritorna imprendibile nel clima fresco del Giappone. Prima fila domenicale Hamilton-Vettel vista la penalità di Bottas dovuta alla sostituzione del cambio.

Piloti

Kimi Raikkonen – 5

Il finlandese rosso si scioglie nel paese del Sol levante. Un errore in FP3 tanto per distruggere la vettura, tanto per far lavorare anche la squadra di Sebastian nel processo di ricostruzione della SF70H #7. Così come avvenne a parti invertite in Malesia prima delle qualifiche. Una vettura ritornata per la Q1 senza mai brillare, con un Raikkonen sbadato, privo di feeling col tracciato di Suzuka. Un inizio di weekend così così, anche considerando la penalità da pagare in griglia con 5 posizioni per sostituzione del cambio. Un Kimi, scherzosamente, invidioso del connazionale argentato, finito persino dietro i due non entusiasmanti Red Bull. Al momento, un Iceman lontano per dare il suo sostegno alle classifiche iridate della Ferrari. Eclissato.

Max Verstappen – 6

Dopo la vittoria Malese, Max Verstappen si fa battere in Giappone, per questione di millesimi, dal vicino di box. Proprio qui, su una pista da campionissimi. Simpaticamente alla ricerca della telemetria giusta, con fogli che gli piovono nel cockpit, quasi a mo’ di valanga. Un Max poco abituato a partire vedendo il retrotreno della bibitara #3 lì davanti. Un Verstappen che troverà in quel pendio dai semafori all’imbocco della prima curva il suo terreno di conquista. Una buona prova, comunque, in riferimento al potenziale della RB13, e del suo diretto rivale di casacca. Di certo, un po’ insolita visto il trend che ha tenuto per tutta la stagione sin qui. Uno da tenere sempre sott’occhio per l’irruenza e la mancanza di timori reverenziali. Fregato.

Daniel Ricciardo – 7

Finalmente la soddisfazione di tener dietro quel cagnaccio olandese. Un Daniel che si incanta sulla spettacolare pista a 8 di Suzuka. Una bella qualifica, giusto per confermare di essere fortissimo anche sul giro secco. Giusto per scrollarsi di dosso, almeno per questo weekend, la possibile etichetta di forte al sabato non quanto la domenica. In realtà, un grande pilota sempre, forse diventato solo un tantino più sensibile con queste nuove vetture 2017, risultando talvolta meno efficace. Non oggi, con quell’aria pulita, in scia ai contendenti all’iride, con l’idea di provare a punzecchiarli in partenza. Con l’obbligo morale di non fare strike in fondo alla discesa. Faster than Max.

Sebastian Vettel – 8

Suzuka è un suo fortino. Fa quel che può in riferimento al duo che cronometricamente gli è finito davanti. Un Vettel accorto, molto cauto in qualifica, presumibilmente conscio di essere un battuto per il sabato. Una condotta da minimo sindacale, lontanissimo da rischi in pista, spaiato, in assoluta solitudine. Un gustoso giro, nei limiti prestazionali offerti dalla sua amata Gina quest’oggi. Nella fattispecie un bel distacco rimediato sul giro veloce, da trasformare in costanza in gara, da sfruttare come trampolino per la domenica. Di più non si poteva, contro quella Mercedes lì, contro quel rivale così. Un sabato da saggio attendista, metaforicamente in attesa sulla proverbiale sponda del fiume. Tranquillo.

Valtteri Bottas – 9

Ritorna Valterino. Riprende un filo spezzato in Ungheria, rimonta in termini di distacco dal compagno di colori. Bottas rientra nella normalità, che lo vede dietro il #44, ma non asfaltato. Come a dire, dalle stalle alle stelle, con una W08 aggiornata che va forte tra le pieghe di Suzuka. Invita il connazionale rosso in penalità da cambio, lo disperde in griglia di partenza con gran cattiveria. Il momento del riscatto, con la speranza di ritrovarsi anche in assetto gara, di attuare una fastidiosa rimonta, quantomeno sui Red Bull. Così da mettersi alla porta, ai piedi del paradiso, a gufare lo sconosciuto candidato alla medaglia d’argento di domani. Dovrà confermare questa ripresa fino alla fine della stagione, visto che, il suo, rimane un sedile ardente. Presente.

Lewis Hamilton – 10

Un conto aperto con questo circuito. Partito in pole, in altre occasioni in Giappone, ma mai a Suzuka. Una voglia di domare quest’asfalto, di dimostrare di essere il più tecnico, sapendo di poter contare sul missile argentato. Un giro da leone, alla Hamilton, per intendersi, l’ennesimo della carriera. Un giro da esaltato, su quel limite immaginario che, al momento, il solo Lewis ha la facoltà di vedere. Un pilota infallibile, in special modo dal ritorno dalle ferie estive, uno contro cui è dura combattere. Anche per Sebastian. Un Hamilton oramai abile nel plasmarsi sulla forza dell’avversario di turno, trovando giovamento in termini di lucidità, di concentrazione. In termini di sfruttamento di un talento dilagante. Ganassa.

Team

Red Bull – 7

Milton Keynes ritorna sulla terra, nel posto assegnato da inizio anno. In scia, lì a guardare la rossa e l’argentea a fare da protagoniste. Questioni di bottone magico, dicono, che su questa pista conterebbe tantissimo. Un distacco che sembrerebbe confermare questa tesi, una lacuna latente capace di manifestarsi alla prima occasione. Un limite reale di una vettura migliorata anche nella veste aerodinamica, seppur apparentemente scopiazzata, nonostante sia guidata da due mostri del volante. La strada è ancora impervia per i bibitari, alla ricerca di un equilibrio tecnico difficile da scovare, alquanto labile, strettamente dipendente dalla tipologia di tracciato. Apprendista.

Ferrari – 8

Non è una bestemmia presumere che la SF70H avesse potuto fare di più in qualifica a Suzuka. Un assetto all’apparenza imperfetto, lontano parente di quello delle ultime esibizioni. Sovente, in tali casi è questione di finestra di temperatura delle enigmatiche Pirelli. Una pur sempre, ipotetica, relativa giustificazione per quella Gina intravista in Malesia. Un livello prestazionale altalenante, un cielo quasi mai terso su Maranello. Un trend seccante, comune un po’ a tutti in questa stagione. Una tendenza che, per gli aspiranti alla remuntada, non costituisce certezza. Una Ferrari che ha preso troppi decimi nel primo settore di pista, in un suo terreno di conquista. Una monoposto di Maranello che tarda a dimostrare di essere matura. Incerta.

Mercedes – 10

La certezza fatta a monoposto quando si tratta di tirar fuori il giro secco. Una straordinaria prova su di una pista dalla “p” maiuscola. Soprattutto dopo gli affanni di Sepang. Il Giappone ha sorriso alla stella a tre punte, ancora una volta. Quantomeno al sabato. Una W08 aiutata da uno straordinario interprete di guida, non più capricciosa della rivale rossa. Una vettura in difficoltà sul passo gara, a fronte di un ritmo affetto da incostanza cronometrica. Una possibile farsa, non desumibile con certezza. Una squadra abilissima quando si tratta di vestire le maschere del teatro napoletano. Attrice?

Scritto da: Gianluca Langella

Gianluca Langella
Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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