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Formula 1 | Qualifiche GP degli Stati Uniti 2017, le pagelle

Alla quartultima qualifica negli Stati Uniti Lewis Hamilton conferma la sua supremazia sul tracciato di Austin, Sebastian Vettel tiene botta

Pagelle qualifiche da Austin. Solito copione in quel del Texas, la Mercedes continua imperterrita il suo dominio su uno degli ultimi “Tilkodromi” meglio riusciti. Il Re è il solito Lewis Hamilton, accompagnato dallo sfidante Sebastian Vettel.

Max Verstappen – 5

Lo stato dei cowboys da rodeo restituisce un Max Verstappen offuscato. Una qualifica in netta controtendenza, una misera sesta piazza che stride non solo nel confronto col vicino di box. Un rompicapo difficile da risolvere quelle pieghe molto tecniche e peculiari del tracciato di Austin per il #33. Un pilota in balia della pista, lungo qui, largo lì, con una vettura bizzosa ed imprecisa. Un ragazzo che ha avuto una piccola battuta di arresto, ultimo dei migliori sei della griglia di partenza. Anche al Fenomeno possono capitare giornate no, ci mancherebbe. Comunque una posizione di partenza comoda e scomoda allo stesso tempo, buona per trovare lo spiraglio della prima curva, seppur a tiro dei cagnacci alle sue spalle. Battuto.

Kimi Raikkonen – 6

Kimi in settimana ha compiuto i 38. Una bella età per un pilota di F1, tra l’altro impegnato sulle monoposto forse più fisiche di sempre. L’anzianotto della compagnia, all’apparenza un tantino spento, o per bocca dei più maligni, passivo, passeggero, e via dicendo. Una prestazione buona, paritaria al millesimo con quella di Ricciardo, lontani entrambi poco più di 4 decimi dal poleman texano. Una circostanza, un distacco che dovrebbero far placare gli animi dei detrattori, quantomeno fino alla bandiera a scacchi. Un pilota che esattamente 10 anni fa era acclamato da campione del mondo con la Ferrari. Un ormai uomo che starà guardando a cosa fare oltre la pista, che nell’attesa del ritiro si impegna sebbene spesso senza impressionare. Ritardatario.

Daniel Ricciardo – 7

Ricciardo d’Australia ancora una volta batte il famigerato Verstappen. E batte il finlandese rosso tanto per avvalorare la tesi che vede lo scopiazzatore di turno avere sempre la peggio. Un recupero prestazionale al sabato all’apparenza più concreto in questo fine di stagione, che in Giappone ha celato una efficacia in gara non all’altezza della sua fama domenicale. Un uomo mercato, dichiarato tale da tutti, visto anche il rinnovo del giovane astro nascente che condivide il box bibitaro. Un pilota ancor più sotto i riflettori, entrante in una possibile condizione di stress aggiuntiva, alla ricerca di un sedile buono al di fuori di Milton Keynes. Un ragazzo sulla carta utile anche alla rossa, nonostante la presenza del suo ex compagno di squadra 2014. Concentrato.

Valtteri Bottas – 8

L’altra faccia di Finlandia pare ritornata ad un certo smalto. A quello standard per lo quale la casa di Stoccarda, a suo tempo, optò per un suo ingaggio. Un Bottas che illude in chiave prima fila tutta d’argento, costretto a soccombere sotto la furia rossa di nome Sebastian. Una seconda punta ancora spuntata, priva di quel guizzo da fuoriclasse che una vettura come la W08 tende a valorizzare. Un Valtteri che svolge un ottimo compito dopo troppi sabato a spasso nelle vicine retrovie, in un affanno quasi cronico, nonché allarmante. Uno scudiero utile alla causa Mercedes innanzitutto, di rimando e nell’eventualità anche al suo caposquadra di pista. Uno status ormai acclarato, definito, tenuto con un atteggiamento talvolta di sufficienza. Un buon pilota e nulla più!? Si vedrà. Riabilitato.

Sebastian Vettel – 9

Un calmissimo Vettel molla il colpo all’ultimo giro utile della Q3 di Austin. Una bella falciata di decimi di ritardo derivati dalla grandezza sul giro secco del suo diretto rivale 2017. Un coniglio dal cilindro, più verosimilmente l’unico tentativo in cui ha chiesto tutto il potenziale alla sua Gina. Una bella finestra domenicale, che lo vede relativamente secondo alla bandiera a scacchi per una SF70H non ben indentificata sul ritmo gara. Un finale di stagione che deve riprendere quantomeno un cammino normale, per tentare di capire i veri valori finali in campo. Una speranza abbastanza viva consistente nel sogno di vincere la maggior parte delle ultime quattro gare. Una impresa ardua, poiché siamo ancora alla ricerca di quella Ferrari intravista solo a Sepang. Indomito.

Lewis Hamilton – 10

Il Re del Texas conferma la sua carica sulla pista di Austin. Veloce, velocissimo per chiunque, imbattibile in tutti i suoi fortini. Lewis continua imperterrito a mettere mattoncini per il suo quarto titolo mondiale, incurante dei demeriti altrui. Un cammino fin troppo lineare, una costanza in qualifica che ha significato un’arma in più contro l’ostico rivale rosso. La statistica sembra essere sempre dalla sua, innamorata di un pilota mattatore specialmente in certi posti del mondo. Una ascesa costruita da Hamilton, ben “sfruttato” dalla Mercedes, ben supportato da una W08 raddrizzata dallo stesso in molte occasioni critiche. Grandissimo.

Scritto da: Gianluca Langella

Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall’arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996.
Un amore incondizionato per la F1, da me definita come “Lo Sport che risveglia i Talenti dell’uomo.” Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell’Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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