Pierre Gasly ha convinto la Toro Rosso: sarà lui il pilota del 2018?

Formula 1 | Pierre Gasly ha convinto la Toro Rosso: sarà lui il pilota del 2018?

Nonostante la 14esima posizione finale a Sepang, Pierre Gasly è riuscito a dare una buona impressione ai vertici della Toro Rosso, che ora decideranno per il suo futuro

Quindicesimo in qualifica, quattordicesimo sotto la bandiera a scacchi e unico pilota in grado di portare al traguardo la monoposto di Faenza.
Ecco quanto è riuscito a fare Pierre Gasly, giovane francese vincitore 2016 della GP2 che a Sepang è stato chiamato a sostituire il titolare Daniil Kvyat.

Nonostante un risultato che, all’apparenza, dice poco, i vertici della Scuderia Toro Rosso hanno confermato di essere stati contenti della prestazione del pilota transalpino: “Ci sono stati ottimi riscontri, soprattutto nelle sessioni disputate sul bagnato – ha commentato Helmut Marko – Inoltre Pierre non ha sbagliato veramente nulla per tutto il weekend: veramente notevole!”.

Un debutto assolutamente rimarchevole per il giovane Gasly, che ora è diretto a Suzuka per il suo secondo appuntamento al volante di una Formula 1. Dopodichè ritornerà a correre con tutta probabilità nel Campionato Super Formula giapponese per l’ultima prova in calendario, con l’obiettivo di conquistare un Titolo distante solamente mezzo punto nei confronti del leader di classifica.

Questo round, quello di Suzuka del 21-22 ottobre, prenderà il via nello stesso weekend del GP di Austin della massima serie automobilistica: viste le notevoli prestazioni mostrate a Sepang, probabilmente i vertici del team di Faenza aspetteranno di vedere cosa Pierre riuscirà a fare nel 16esimo appuntamento del Circus, su quella stessa Suzuka dove poi correrà due settimane più tardi.
Lo scopo di questa valutazione? Permettergli di disputare il finale della stagione 2017 per poi inserirlo in pianta stabile nella line-up Toro Rosso del 2018.

Al momento non è stata presa alcuna decisione sul futuro di Gasly e su quello di Kvyat”, queste le parole di Marko, alle quali seguono quelle del giovane pilota francese, autore in Malesia di una gara portata a termine, tra l’altro, con un sedile mal fissato.
A Sepang è andata bene ma in gara ho sofferto parecchio: il sedile sulla STR12 non era perfetto e alla fine ho pagato dei dolori molto forti alla schiena. Ne proveremo uno nuovo in Giappone, dove non vedo l’ora di correre!”.