Niki Lauda parla del rivale Hunt: “È stata una persona fantastica”

Formula 1 | Niki Lauda parla del rivale Hunt: “È stata una persona fantastica”

In una recente intervista Niki Lauda è tornato a parlare della sua rivalità con James Hunt, un pilota che non ha mai dimenticato

Niki Lauda contro James Hunt: la freddezza dell’austriaco, calcolatore di ogni cosa, contro l’istinto del britannico, amante della bella vita e del divertimento sfrenato.
Questa è stata una delle rivalità più importanti della Formula 1, che ha trovato il suo culmine durante la stagione 1976, vinta dall’inglese della McLaren per un solo punto sull’austriaco della Ferrari.

Tra i due, però, non esisteva solamente il sapore della sfida in pista, dove ognuno voleva prevaricare l’altro: anzi, tra Lauda e Hunt nacque successivamente una grande amicizia, al punto che Niki arrivò ad aiutare un James ormai sull’orlo del baratro qualche anno più tardi, in modo da riportarlo sulla retta via oltre che sui tracciati di tutto il mondo.

Conoscevo James dai tempi della Formula 3 – ha affermato Lauda in una recente intervista con il giornalista Graham Bensinger – Stavamo seguendo lo stesso percorso per arrivare in Formula 1. Avevamo un buon rapporto: infatti quando ha vinto il Mondiale 1976 per un solo punto ho affermato che ero felice che fosse diventato lui Campione piuttosto che un altro pilota”.

Quando è andato in pensione si è cacciato in una situazione personale terribile – ha continuato l’attuale Presidente non esecutivo della Mercedes – Beveva molto e aveva perso tutti i soldi che aveva investito in una società le cui azioni erano a fondo perduto. Lui mi ha contattato e gli ho detto che lo avrei incontrato a Londra. Quando l’ho visto arrivare su una bicicletta con le gomme sgonfie, i capelli lunghi e gli abiti trasandati… non credevo ai miei occhi”.

Gli ho chiesto se fosse pazzo ad andare in giro così, oltre al fatto che non sarebbe durato molto in quelle condizioni. Gli ho prestato 300 sterline, facendogli promettere di tornare a correre al più presto. Quando è tornato sul serio ero contento, poi però quando sono venuto a conoscenza del fatto che era morto d’infarto… sono rimasto sconvolto. James era una personalità fantastica, una delle poche persone che veramente viveva la vita fino all’ultimo. È stata una persona veramente speciale per la mia vita: non lo dimenticherò mai”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore.
La Formula 1 rappresenta per me un’opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? “Keep fighting”.

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