GP Giappone 2017, Kimi Raikkonen: “Dura ritrovare il ritmo dopo l'incidente”

Formula 1 | GP Giappone 2017, Kimi Raikkonen: “Dura ritrovare il ritmo dopo l’incidente”

Autore di un incidente durante le FP3, Raikkonen ha poi faticato a trovare il ritmo in qualifica, conclusa con l’11° tempo in griglia

Il weekend di Kimi Raikkonen sta assumendo la solita piega di sempre: magari il finlandese riesce a mostrare delle buone prestazioni nelle libere, ma poi nel momento decisivo, in qualifica come in gara, non riesce ad andare oltre i propri limiti.
E se ci prova rischia di compromettere tutto il lavoro svolto fino a quel punto.

Lo ha dimostrato nella giornata di oggi durante le prove libere del mattino con il botto alla curva Degner 2, dove è andato a sbattere contro le barriere di protezione distruggendo la sospensione anteriore e posteriore sinistra della sua Ferrari. I suoi meccanici, poi, hanno fatto il miracolo e gli hanno permesso di schierarsi al fine di dare il massimo in qualifica, ma la frittata ormai era fatta.

Il finlandese, infatti, non è stato più capace di trovare il ritmo giusto per portare al limite la sua SF70H, centrando alla fine un sesto tempo che è diventato solamente l’11esimo per via della penalità comminata dalla commissione gara a causa della sostituzione del cambio rimasto danneggiato durante l’incidente delle FP3.

Il suo fine settimana, quindi, sarà come al solito tutto in salita: “Dopo la mia uscita di pista nelle prove libere del mattino tutto è diventato molto più difficile – ha commentato un Raikkonen di poche parole – In qualifica è stata dura trovare il ritmo e le sensazioni giuste per centrare il miglior risultato possibile: un errore del genere, purtroppo, compromette gran parte del feeling e su una pista come Suzuka poi recuperare la concentrazione non è per niente facile”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore.
La Formula 1 rappresenta per me un’opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? “Keep fighting”.

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