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Formula 1 | Qualifiche GP di Malesia 2017, le pagelle

Chiuso il primo atto del GP di Malesia 2017. Ultime qualifiche malesi amare per Vettel e la sua Ferrari SF70H. Pole per il solito Hamilton su Raikkonen

Pagelle qualifiche da Sepang. Sebastian Vettel incappa in Malesia in un’altra giornata no. Hamilton e la Mercedes sono prontissimi ad approfittarne. Kimi all’ultima curva fa un lungo che forse lo priva della pole.

Piloti

Esteban Ocon – 7

Dopo le belle qualifiche bagnate di Monza, Esteban Ocon consegue una ottima sesta posizione in griglia di partenza del GP di Malesia 2017. Approfitta dei guai imperversati sulla SF70H di Sebastian, di certo, le ha suonate sul muso duro del compagno di box, Sergio Perez. Una crescita continua nel nome della costanza in pista e della continuità di risultati. Anche relativamente il materiale a sua disposizione ad ogni gara. Un pilota solido in quest’ultimo scorcio di stagione che non sbaglia mai un colpo. Uno che si sta ritagliando un posto di prima guida in casa Force India, ed un approdo in casa Mercedes in futuro. Un ragazzo di cui la Francia potrà essere molto fiera. Temperato.

Valtteri Bottas – 4

Siamo ormai alla quarta qualifica. Una certezza assoluta relativamente un Bottas che dopo le vacanze non dimostra più di essere quantomeno in scia al caposquadra. Sarà che i giochi impongono a Lewis di alzare l’asticella, sarà che il finlandese sembra in una strana condizione di difficoltà. Niente più, niente meno, del pilota che era al volante della Williams, tenuto solo a galla da una monoposto come la W08. Vittima sacrificale per eccellenza, utilizzato per testare un nuovo pacchetto di sviluppi che non ha convinto nel venerdì malese. Il guaio è che c’è gente che continua a dimostrare di più, ed alla lunga, alla Mercedes, un pilota come il Bottas recente non serve. Irriconoscibile.

Daniel Ricciardo – 7

Il confronto in qualifica con l’olandese volante non ha più soluzione. Si, solo una manciata di millesimi, ma comunque, ancora una volta dietro. Daniel ci avrà fatto il callo, l’abitudine, ma da uno veloce e bravo come lui, questa storia del sabato comincia a pesare alquanto. Anche l’australiano sa che un domani l’essere scaltro e granitico in gara potrebbe non bastare più contro quello lì. Continua a buttare cosi, e di certo, Ricciardo è abbastanza intelligente per dover accettare questa, imprevista, situazione nelle qualifiche. Ma la pazienza è la virtù dei forti, e sembra stia risolvendo anche questi episodi di relativa poca competitività sul giro secco. Girerà, gli girerà. Seccato.

Max Verstappen – 8

L’olandese volante è sempre lì, in perenne posizione di combattimento, in lizza per giocarsi le sue carte domenicali. Non ne vuol sapere di darla vinta a Daniel, pochi millesimi che lo mettono in conduzione della seconda fila dello schieramento malese. Sempre nei dintorni, una scomoda pratica per chiunque vista la sua voglia di farla in barba a tutti. Un pilota che meritatamente si costruisce le migliori chance in qualifica approfittando di una RB13 che versa in una condizione tecnica più consona al blasone Red Bull. Un blasone, quello di Max, che continua ad ingrandirsi grazie alla sua irresistibile capacità di qualificatore. Un astro nascente che ha da invidiare ancora molto ai migliori la domenica. Irriducibile.

Kimi Raikkonen – 9

Ad un finlandese che va giù, uno che va su. Kimi si conferma come uno stacanovista di questo sport, dimostrando il peso di essere stato capace di vincere un mondiale. Una differenza sostanziale che coglie un Raikkonen alla sua veneranda età a fare una bella figura in questa stagione che volge al termine. Qui, in Malesia, uno dei suoi fortini, dove ha sempre avuto un grande feeling con il tracciato. Un giro veramente bello, sporcato all’ultima curva da un lungo, e da una SF70H #7, solo lì, sulle uova. Questione di guida, può anche darsi, un peccato che in mancanza del capitano non sia riuscito a mettersi in pole avendo a disposizione una vettura in grandissima forma tra le pieghe di Sepang. Imperfetto.

Lewis Hamilton – 10

Hamilton non butta via niente. Da grande campione si trova anche in Malesia al momento giusto nel posto giusto. Senza la sua classe in qualifica, però, gli verrebbe tutto meno facile. È straordinaria la sua forma mentis sul giro secco. Una perfezione di guida alla velocità massima della vettura che lo esalta, che gli da l’agio di esprimere il suo immenso potenziale di pilota. Un furbetto, che si nasconde dietro sbavature nelle libere, tanto per far credere di essere in leggera difficoltà su di una pista in cui la sua W08 sarebbe dovuta essere la vettura di riferimento. Poco male se la Ferrari gli risulta a tratti imprendibile, testa bassa, pacchetto vecchio, e via alla conquista dell’ennesima pole in carriera. Infallibile.

Team

Ferrari – 5

Cominciano ad avere molto peso le considerazioni di chi va dicendo che il mondiale 2017 è di quelli delle occasioni perse per la Rossa. Guardando l’accaduto tecnico sulla Gina #5, c’è da crederci. Sfortuna, solo in teoria, la Ferrari ha forse commesso qualche errore di valutazione sul problema delle libere del mattino alla PU numero 3 di Sebastian, anche colpita nel fianco con la botta di Singapore. Fa specie che una squadra, visto un pressoché irrecuperabile mondiale costruttori, trovi problemi di affidabilità sulla vettura in lotta per la classifica piloti. Forse qualche responsabilità esiste, e il capro espiatorio della sfortuna assume i connotati di una inconsistente giustificazione. Il tutto, in un posto dove la monoposto rossa di Maranello ha dimostrato di esserci alla grandissima sul piano prestazionale. Bocciata.

Red Bull – 9

La squadra austriaca continua a raddrizzare la stagione difficile con una bella prestazione nella terra di Sandokan. Un layout di pista che avrebbe svantaggiato la RB13 di inizio anno, che ha esaltato i punti storici di forza tecnici della casa di Milton Keynes. Una bella ripresa aiutata dai due mastini che si ritrova sotto contratto la triade Mateschitz, Horner, Newey. Un team che sta lavorando per ricostruire la sua fama, anche in chiave futura. Gente scaltra, sempre, da considerare comunque in gioco, nonostante periodi bui, momenti in cui le difficoltà sembrano intenzionate a divorarli. Uomini dalla pellaccia tosta, con la malsana idea di ergersi ad ago della bilancia per epilogare questa combattuta stagione 2017 recitando non un ruolo di semplici comprimari. Consolidata.

Mercedes – 10

La stella a tre punte conferma la sua forza mentale in terra malese. Ad un venerdì sottotono risponde riavvolgendo il rullino ad Hamilton, rimandandolo in pista con la “vecchia” ed efficacissima W08. Azioni di persone che hanno le idee chiare su come bisogna conseguire l’obiettivo punti. Una squadra che pare impressionarsi nel vedere la forza dei rivali senza mai perdere il contatto con il terreno, senza mai cadere nel panico. La casa di Stoccarda sta dimostrando di essere preparata a qualsivoglia battaglia in pista, anche a fronte di tre anni di dominio indisturbato. Tre anni che, a questo punto della fiera, anche in questa caratteristica mentalità possono trovare in parte la loro spiegazione. Imbattibile.

Gianluca Langella.

Scritto da: Gianluca Langella

Gianluca Langella
Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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