F1 Qualifiche GP Singapore 2017
Derapate

Formula 1 | Qualifiche GP di Singapore 2017, le pagelle

Sulla pista notturna meglio illuminata al mondo sono andate di scena le qualifiche del GP di Singapore. Sebastian Vettel mette tutti dietro con la Ferrari

Pagelle qualifiche da Marina Bay. Sebastian Vettel sembra essere tornato alle qualifiche del GP di Singapore del 2015. Una doppia prestazione in Q3 inarrivabile per chiunque. Una Red Bull in palla, una Mercedes in difficoltà.

Piloti

Valtteri Bottas – 5

Dopo la conferma per il 2018 in casa Mercedes, Bottas a Singapore sembra aver mollato il pezzo. Lento, in ogni sessione, in affanno cronico con la sua W08 tra le stradine di Singapore. Una distanza siderale col compagno di box. Le aspirazioni mondiali si riducono drasticamente dal ritorno dalle vacanze con le ultime tre qualifiche un po’ sottotono. Un pilota che non può permettersi simili svarioni se intenzionato a giocarsi, un giorno, un mondiale di Formula 1. Una sorta di controfigura del Valtteri di Monaco e dell’Ungheria dove, con una Mercedes non facile, aveva ben figurato rispetto alla W08 #44 di Lewis Hamilton. Un momento difficile, da sistemare il prima possibile. Sparito.

Lewis Hamilton – 6

Super Poleman, Lewis Hamilton, deve accontentarsi all’evidenza di una Mercedes non al top sul tracciato di Marina Bay. Ci mette una gran pezza, col risultato di tener dietro solo un assonnato compagno di box in griglia di partenza. Un po’ poco per uno come lui sebbene, a guardare il delta tempo sulla Mercedes #77, ce ne ha messo del suo, eccome. Una prestazione che non gli sorride a guardare quei quattro finiti lì davanti. Troppe vetture, tra lui ed il rivale per l’iride. Un weekend tenuto comunque su, con la classe, il talento, la sua maestria nel giro secco da qualifica. Un risultato al sabato di Marina Bay nell’aria da Monza, un dato di fatto che comunque risulta duro da accettare. Imbottigliato.

Kimi Raikkonen – 7

Il finlandese rosso si prende una relativa rivincita in pista viste le premesse delle libere. Un Raikkonen esploso, di punto in bianco, allo scoccare della Q1 con un settore fucsia al T1 liberatorio. Una Ferrari SF70H #7 finalmente in riga, senza problemi nell’utilizzo delle coperture. Veloce, pulito, senza errori per tutta la qualifica. Un ultimo passo che gli è mancato, quella manciata di decimi per mettere in faccia ad Hamilton almeno una delle due Red Bull. Un neo, piccolo, sulla prestazione complessiva di Raikkonen nelle qualifiche di Singapore. Una posizione buona, che in teoria non aiuta la Ferrari in chiave mondiale costruttori. Un Kimi che accusa un distacco dal suo compagno di casacca troppo elevato. Incompiuto.

Daniel Ricciardo – 8

Solo terzo, anche al GP di Singapore. Ancora una volta dietro quel diavolo a quattro di Max Verstappen. Un volto tiratissimo, a fronte dei proclami da pole position arrivati anche per un venerdì da Leone. Millesimi, un batter ciglia, che lo relega in seconda fila, che gli complica oltremodo il piano di successo domenicale. Un Ricciardo spesso infinocchiato in qualifica dalla vettura gemella, una differenza che continua ad ingrandirsi, alla quale l’australiano sembra non riuscire a trovare rimedio. Non trattasi di concentrazione, di sbagli di guida o di preparazione, bensì di velocità pura. Al momento va così, e la sua granitica calma e coscienza lo portano spesso in alto alla bandiera a scacchi. Interdetto.

Max Verstappen – 9

Ad un Ricciardo stellare al venerdì, risponde un Verstappen interstellare al sabato. Continua nel suo sport preferito di quest’anno, darle al vicino di box nel giro veloce. Un piccolo maghetto di Singapore. Una RB13 estrema, al limite, domata e messa in condizione di volare dalla testa e dal piede dell’olandese volante. Una perenne spina nel fianco di tutti, un pilota ancora troppo caldo la domenica, un limite ancora da revisionare per completare la trasformazione definitiva. Un talento speciale, che nell’ultimo tentativo della Q3 si è improvvisamente sciolto sotto i riflettori lungo tutta la pista, sotto i colpi di Sebastian Vettel. Una prima fila da sudare, conquistata con ferocia e determinazione. Irriducibile.

Sebastian Vettel – 10

È ufficiale! Sebastian Vettel è il miglior interprete del circuito di Marina Bay. Un apparente enigma al venerdì la sua SF70H. Una prova di orgoglio, di lavoro, di raffinatezza di guida fuori media al sabato. Una pole presa con il botto, nel vero senso del termine, vista la toccata alle barriere all’uscita dal tunnel. Un muro che non lo ferma, non gli fa perdere decimi in quell’ultimo superfluo tentativo della Q3. Un giro straordinario, superbo nelle intenzioni, una dimostrazione di forza cercata, sebbene sentita. Una bellissima qualifica, da Seb contro Seb, nonostante una Red Bull minacciosa e bellicosa. Una grandissima soddisfazione, una magia, l’ennesima sul tracciato asiatico, dopo quella, identica, del 2015. Maestro.

Team

Mercedes – 7

Su una pista da medio-alto carico aerodinamico la Mercedes W08 conferma le sue criticità. Una caratteristica primordiale ancora bella presente. Una vettura che pare una sottospecie di camion quando c’è da girare nello stretto, nel lento. Tutto come da previsioni di Wolff & Co., forse una brutta conferma arrivata nonostante un grandissimo Lewis Hamilton. La notte di Singapore non porta giovamento alla freccia d’argento, una vettura che scoda, scivola, fatica a mettere giù la sua potenza. Una qualifica in difesa, a prendere una terza fila che rappresenta un punto di osservazione relativamente buono per affondare qualche colpo in gara. Una Mercedes non al top, costretta a pagare dazio in una notte umida di Marina Bay. Destituita.

Red Bull – 9

La Red Bull si sente a casa in questo piccolo stato asiatico così lontano dall’Europa. Una solida vettura, al limite ultimo, che sfodera una incantevole danza tra le curve piene zeppe di sottosterzo del tracciato più glamour dell’Asia. Una risposta secondo programma, da premesse, concretizzata dai due alfieri con strabilianti prestazioni dalle libere alla Q3. Un sabato che da tempo mancava, cercato e voluto senza mezzi termini dai “Bibitari”. Un trend di crescita che ha trovato una cuspide in quel di Singapore. Una delle prime rivincite in un anno da dimenticare in base alle attese, dei non addetti ai lavori, prima dell’inizio della stagione. Una prestazione complessiva in qualifica che potrebbe proiettare la casa di Milton Keynes in qualcosa di ben più grosso alla bandiera a scacchi. Risorta.

Ferrari – 10

La Gina non tradisce le attese, nonostante i troppi capricci delle libere. Una sublime SF70H, inarrivabile tra le pieghe sottosterzanti di Singapore. Una vettura raddrizzata al sabato, che ha concluso le qualifiche con un trend prestazionale in continuo incremento. La legge della Ferrari di Monaco, dell’Ungheria, che si conferma ancora una volta, sebbene si tratti di tracciati che hanno in comune soltanto il livello di carico aerodinamico di default. Una grande occasione per trovare nuova gloria nella notte di Singapore, per recuperare punti, per provare a tornare davanti nella classifica piloti, di prerogativa Ferrari fino al difficile appuntamento di Monza. Una pole bellissima, che chiede a Seb e Gina di essere consacrata con la vittoria domenicale. Nonostante le Red Bull, nonostante i tanti potenziali pericoli di varia natura che potrebbero presentarsi dinanzi la rossa #5 dopo lo spegnimento dei semafori rossi. Imprendibile.

Gianluca Langella.

Scritto da: Gianluca Langella

Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall’arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996.
Un amore incondizionato per la F1, da me definita come “Lo Sport che risveglia i Talenti dell’uomo.” Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell’Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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