Jean Todt approva l'idea dell'Halo in stile Tour de France

Formula 1 | Jean Todt approva l’idea dell’Halo in stile “Tour de France”

Il Presidente della FIA Jean Todt ha vagliato l’idea di colorare in maniera differente l’Halo del leader del Mondiale, giudicandola un’ottima idea

È di nuovo l’Halo a tenere banco sui dibattiti in termini di sicurezza per la prossima stagione 2018, a partire dalla quale il nuovo sistema di sicurezza entrerà in vigore sia nella classe regina che nella propedeutica Formula 2.
Una scelta fortemente voluta dalla Federazione Internazionale, che ha giudicato fondamentale proteggere quella che rimane ad oggi la parte più soggetta ai rischi esterni una volta in pista: la testa del pilota.

E mentre nello scorso weekend di Monza a nessuno è venuto in mente di rivedere la diabolica regola del parco chiuso, che non permette alcuna modifica di assetto tra le prove libere e le qualifiche e tra queste e la gara della domenica e che ha portato a quel rovinoso incidente di Romain Grosjean in Q1 a causa di un pericolosissimo aquaplaning patito su una HAAS VF-17 dotata di set-up da asciutto su pista allagata… oggi la FIA ha vagliato l’ultima idea balzata agli onori della cronaca per rendere l’Halo più gradevole alla vista.

A quanto pare dal prossimo anno questo sistema di sicurezza avrà un colore diverso sulla monoposto leader del Mondiale, al fine da differenziarla da tutte le altre. Insomma, sulla stessa linea della “maglia gialla” che si vede nel Tour del France.
Una proposta che ha subito incontrato il parere favorevole di Jean Todt, Presidente della FIA: “Alcune delle ultime congetture riguardo all’Halo sono sensate: la più intelligente è quella di colorare questo dispositivo con una tinta differente sulla monoposto del leader di classifica”.

A dire la verità mi piacerebbe anche vedere i nomi e i numeri dei piloti sull’Halo – ha continuato Todt – Alcuni team, inoltre, sembra che abbiano convinto i loro sponsor ad apparirvi sopra. Sono certamente delle ottime idee, che sminuiscono senz’altro le continue critiche a questo sistema: a me importa che se succede qualcosa in pista ci sia una protezione per il pilota , in modo da rendere la situazione il più sicura possibile”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore.
La Formula 1 rappresenta per me un’opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? “Keep fighting”.

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