GP Singapore 2017: analisi del circuito

Formula 1 | GP Singapore 2017: analisi del circuito

Dal Tempio della Velocità all’intricatissimo Marina Bay di Singapore: andiamo ad analizzare la pista del 14° round con la Red Bull di Ricciardo

Se vi siete emozionati nel scendere tra i cordoli dell’Autodromo Nazionale di Monza, allora venite di nuovo con noi per un altro giro di pista al cardiopalma.
Stavolta è il turno del circuito di Singapore, il famoso Marina Bay Street Circuit, che ospiterà questo weekend il 14esimo round della stagione 2017.

Si tratta di un tracciato parecchio differente rispetto al Tempio della Velocità: mentre su quest’ultimo la velocità pura era determinante per un ottimo giro lanciato, sul Marina Bay sono privilegiate le doti di agilità e rapidità nell’affrontare le 23 curve che compongono il suo layout di 5,065 km.
Una caratteristica che lo rendono il circuito più intricato di tutto il calendario del Circus iridato, con una conformazione di tipo “stop and go” che costringe i piloti a frenate al limite e repentine accelerazioni da bassa velocità.

Oltre a ciò, l’altra peculiarità del Marina Bay Street Circuit è il fatto di essere stato il teatro della prima gara di F1 completamente in notturna: questo tracciato, infatti, è dotato di un potente impianto di illuminazione artificiale, conforme agli standard della FIA e capace di garantire uno spettacolo veramente unico nel suo genere.

Fatta questa premessa, ora scendiamo in pista con la Red Bull di Daniel Ricciardo e andiamo alla caccia della pole position!

GP Singapore 2017: analisi del circuito

PRIMO SETTORE: Ci troviamo sul rettilineo principale con il DRS attivato quando, al cartello dei 100 metri, scaliamo dall’ottava marcia alla quarta e inseriamo decisi la nostra monoposto nella prima curva, la Sheares. Qui poi passiamo in terza e, dopo aver pennellato la curva numero 2, puntiamo dritti verso la terza, un tornantino da spigolare opportunamente per poi lanciarci nella parte di pista seguente. Questa è composta da una curva, la quattro, raccordata e simile in tutto e per tutto a un piccolo rettifilo, che termina con la numero 5, una destra dove dobbiamo scalare altre due marce in direzione del secondo rettilineo dove è possibile utilizzare l’ala mobile. Qua si raggiunge la velocità massima di oltre 310 km/h, ma subito è il momento di attaccarsi ai freni per affrontare la curva numero 7, la Memorial Corner. Si tratta di una brusca svolta verso sinistra di 90°, che costringe a una forte decelerazione e ci introdurrà nella seconda parte del tracciato.

GP Singapore 2017: analisi del circuito

SECONDO SETTORE: Dopo aver affrontato la Memorial Corner, ci aspetta la curva numero 8, la Stamford, cioè un’altra secca svolta (stavolta verso destra) che ci porterà verso la 9, la Padang. Qui inizia la parte più difficile del circuito di Singapore: per riuscire a firmare un buon tempo, infatti, bisogna mantenere una velocità il più possibile elevata. In prossimità della Singapore Sling e della variante successiva che ingloba le curve 11 e 12 quest’obiettivo può diventare una vera e propria impresa, visto che la precisione di guida è fondamentale per evitare di finire a contatto con i muretti protettivi a bordo pista. In seguito troviamo la curva numero 13, uno stretto tornantino verso sinistra che ci lancia su un altro piccolo rettilineo e che termina con la 14, la Connaught: questa è l’ennesima svolta brusca di 90° che saremo chiamati ad affrontare, la quale ovviamente rallenterà la nostra velocità e spezzerà il ritmo.

GP Singapore 2017: analisi del circuito

TERZO SETTORE: L’ultimo settore del Marina Bay Street Circuit è decisamente spezzettato e presenta dei tratti che costringono a pelare costantemente l’acceleratore e il freno: ogni curva, come la Esplanade (la 17) e la Bay (la 18), può presentare un’insidia, per cui il segreto è quello di rimanere concentrati e cercare di lasciar scorrere il più possibile la nostra monoposto senza forzare gli inserimenti o le uscite. Una volta terminata la curva 21 ci troveremo ad affrontare le ultime due svolte, la 22 e la 23, da percorrere a tutta velocità dando solamente un leggero tocco di freno in ingresso per poi puntare verso la bandiera a scacchi.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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