Formula 1 | Team Haas, un 2017 di alti e bassi per il team statunitense

Nonostante la stagione venga vissuta tra alti e bassi, il team principal Gunther Steiner è soddisfatto.

La seconda stagione del Team Haas in Formula 1 è stata fin qui vissuta tra alti e bassi, con domeniche rovinate da problemi tecnici (con conseguenti arrabbiature di Romain Grosjean) e domeniche chiuse con preziosi piazzamenti a punti. Nell’altalena dei piazzamenti, il team statunitense ha comunque concluso la prima parte di stagione con 29 punti, eguagliando già adesso il bottino raccolto nel 2016.

Ciò significa che il team di Gunther Steiner ha evitato la ”crisi del secondo anno” che ha spesso colpito le nuove scuderie. Il team principal della casa di Gene Haas si è detto soddisfatto per questo: “Ho imparato in passato che il tunnel del secondo anno è un pericolo reale così l’anno scorso, nonostante le critiche, ci siamo concentrati sul 2017 e siamo stati bravi a non mollare ottenendo un miglioramento. Siamo più organizzati, non che prima non lo fossimo, ed il team è migliorato. L’anno scorso in molti ci hanno criticato quando abbiamo fermato gli aggiornamenti per concentrarci sulla nuova vettura ma a quanto abbiamo visto è stata la scelta giusta”.

Anche quest’anno la Haas F1 fermerà gli sviluppi dopo Singapore ma la situazione dovrebbe comunque essere buona vista la possibilità di ricevere power unit aggiornate dalla Ferrari. Già in Austria la VF-17 ebbe un propulsore evoluto e fece bene sia al sabato che alla domenica, con Romain Grosjean sesto in griglia ed al traguardo dopo aver tenuto alle spalle per qualche giro Lewis Hamilton nelle fasi iniziali di gara. Proprio dal francese, ormai pilota esperto e maturo, sono arrivati la maggior parte dei punti: l’ex Renault è stato nei primi 10 in 5 occasioni ed ha dimostrato una volta di più di essere il leader della scuderia, anche se la chimera del sedile Ferrari, che sembrava cosa fatta un anno fa, si allontana sempre di più. A contribuire alla causa della scuderia americana è stato anche Kevin Magnussen: il danese ha messo insieme 11 punti, aiutando la sua scuderia a migliorarsi. Se per Grosjean la domenica migliore è stata quella austriaca, per Magnussen il momento dei sogni è stato a Baku quando in una gara pazza il pilota della vettura numero 20, grazie anche a dei bei sorpassi, ha cullato per qualche giro il sogno del podio, chiudendo alla fine settimo risucchiato dalla rimonta dei big rimasti invischiati a centro gruppo.

Dopo la sosta il team proverà a fare il massimo bottino possibile di punti per mantenere il settimo posto nei costruttori dove al momento precede l’ambiziosa Renault. Basterebbe inoltre un solo punto per migliorare il bottino 2016. Dopo Spa, Monza e Singapore ad ogni modo tutte le forze saranno incanalate nella VF-18, la monoposto che nel 2018 proverà a conquistare piazzamenti di prestigio e, perchè no, i primi podi per la scuderia statunitense.

Scritto da: Pietro Saccone

Pietro Saccone

Mi chiamo Pietro Saccone, sono nato il 05.06.1984 a Savona, vivo a Finale Ligure.
Sono un grande appassionato di formula 1, dal 1996 seguo i GP con immensa passione.
Sono in realtà appassionato di tutti gli sport, sono diventato un corridore di trail ed ultratrail, ma ho un passato da canottiere, ho giocato a calcio, allenato sempre a calcio, ho anche un paio di uscite con i go kart!!
Appassionato di scrittura, ho lavorato per Edizioni Sportmedia dal 2004 al 2007 scrivendo di sport, con articoli pubblicati sul Secolo XIX.
Dopo aver avuto un importante problema di salute, ho deciso che vorrei tornare a scrivere.
Sono libero professionista e papà.

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