Formula 1 | Scuderia Ferrari: la Rossa dei miracoli a caccia della rivincita iridata

Terminati anche gli ultimi test in Ungheria, andiamo a fare un resoconto della prima metà di stagione della Scuderia Ferrari: com’è andata la Rossa finora?

Anche per la Formula 1 le vacanze sono ormai alle porte: rispetto alla MotoGP e alla Superbike, i protagonisti del Circus iridato sono quelli che faranno meno ferie di tutti, dal momento che dopo lo scorso GP d’Ungheria si sono fermati fino alla giornata odierna per disputare gli ultimi test in-season sul circuito dell’Hungaroring. Da oggi e fino alla quarta settimana di agosto potranno tirare il fiato, per poi tornare in pista con l’appuntamento di Spa-Francorchamps.

Il lavoro, quello dietro le quinte in silenzio, però non finisce mai: questo è il mantra degli uomini della Scuderia Ferrari, che proprio la settimana scorsa sul circuito di Budapest sono stati i protagonisti di una splendida doppietta per mano di Sebastian Vettel e di Kimi Raikkonen. Un successo che ha consentito al tedesco di allungare in classifica piloti con un vantaggio di 14 punti sul diretto inseguitore Lewis Hamilton, e al team di Maranello di portarsi a sole 39 lunghezze di gap dalle Frecce d’Argento di Brackley.

Per arrivare a questo risultato meccanici e tecnici del Cavallino Rampante hanno dovuto farsi in quattro, continuando ad affinare una SF70H che, al momento, si rivela letale nelle piste molto tecniche e dove l’agilità fa la differenza, mentre paga qualche decimo alle più potenti Mercedes sui circuiti veloci dove il carico aerodinamico non è un fattore così determinante. Ma tecnicismi a parte… com’è andata finora la stagione della Rossa? Ripercorriamola insieme!

ROUND 1 – GP D’AUSTRALIA L’esordio a Melbourne è stato una sorpresa per tutti: durante l’inverno Sergio Marchionne aveva ordinato il silenzio assoluto ai suoi uomini, proprio per farli concentrare sullo sviluppo della loro nuova creatura senza che venisse trapelata alcuna informazione. Una tattica talmente efficace che ha spiazzato tutti gli avversari, Mercedes in primis: in Australia la Rossa di Vettel volava, e nulla ha potuto Lewis Hamilton per contrastarla, complice anche un Verstappen con il freno a mano tirato che gli ha fatto bruciare anzitempo le gomme. E Kimi? Quarto sotto la bandiera a scacchi.

ROUND 2 – GP DI CINA Nel secondo round Lewis Hamilton si è preso immediatamente la rivincita dopo la “deludente” medaglia d’argento australiana, mentre Vettel ha perso tempo rimanendo imbottigliato nel traffico in pit-lane a causa del botto di Giovinazzi sulla Sauber. A Shanghai il tedesco della Ferrari è giunto secondo, mentre Kimi solamente quinto, complice un’incomprensione con il muretto dei box per la sua seconda sosta anticipata.

ROUND 3 – GP DEL BAHRAIN Sotto il cielo stellato del Bahrain l’epilogo della gara sembrava già scritto visto che le Mercedes avevano monopolizzato la prima fila… e invece il Gran Premio in mezzo al deserto è stato vinto proprio dalla prima guida della Ferrari, un Sebastian Vettel capace di gestire una corsa alla perfezione grazie alle direttive del suo muretto box. Di nuovo una quarta piazza per il suo compagno di squadra, stavolta però a soli 2 secondi dal podio.

ROUND 4 – GP DI RUSSIA Sull’autodromo di Sochi la prima fila tinta completamente di Rosso Ferrari sembrava presagire una gara ad appannaggio del Cavallino Rampante… ma i due ferraristi non avevano fatto i conti con Valtteri Bottas. Il finlandese, in Russia, è scattato alla perfezione, bruciando tutti e regolando i conti già dopo le prime curve. Per i “nostri” solamente le briciole… secondo posto per Vettel, medaglia di bronzo per Raikkonen.

ROUND 5 – GP DI SPAGNA Sul circuito di Catalunya è andata in scena una gara che non si vedeva da un bel pezzo: Lewis Hamilton contro Sebastian Vettel, Mercedes contro Ferrari. Il tedesco del Cavallino Rampante le ha tentate tutte per tenere lontano l’asso del reparto corse di Brackley, ma al 45esimo giro Hammer, aiutato in precedenza dal compagno Bottas in veste di “rallentatore” nei confronti della Rossa numero 5, ha sferrato il colpo di grazia alla prima staccata. In questo modo Seb è giunto secondo al traguardo, mentre Kimi è stato messo fuori gioco alla prima curva sempre dal solito Valtteri, che lo ha toccato rovinandogli la sospensione posteriore… e l’intera corsa, costringendolo al ritiro.

ROUND 6 – GP DI MONACO A Montecarlo, come in Russia, la prima fila è stata monopolizzata dalle due Ferrari, stavolta con Kimi davanti a Sebastian. Allo start il finlandese è riuscito a tenere a bada il compagno di squadra, poi però al pit-stop i tecnici in Rosso hanno preferito far rimanere in pista il tedesco, autore di una serie di giri veloci con i quali, poi, è riuscito a sopravanzare la Rossa gemella numero 7. Una strategia particolare, che ha fruttato una splendida doppietta che mancava fin dal lontano 2001 grazie a Michael Schumacher e Rubens Barrichello. Ma mentre Seb sul podio era entusiasta, Kimi aveva un muso lungo che lasciava intendere tanto disaccordo nei confronti della scelta attuata dalla sua squadra…

ROUND 7 – GP DEL CANADA Montreal, invece, è stata terra di conquista delle Mercedes, con un Lewis Hamilton autore di uno splendido hat trick e di una gara vinta praticamente guidando con un braccio fuori dall’abitacolo tanta era la sua competitività nei confronti dei rivali, e di un Valtteri Bottas secondo per una doppietta tutta sotto l’insegna della Casa dalla Stella a Tre Punte. E le nostre Ferrari? Vettel è stato centrato in partenza da Verstappen, che lo ha costretto a un ritorno ai box e a una rimonta dall’ultima posizione fino al quarto posto, mentre Raikkonen è partito male, ha sfiorato dopo poche curve le barriere di protezione e non è andato oltre la settima piazza sotto la bandiera a scacchi.

ROUND 8 – GP d’AZERBAIJAN Botte da orbi sul circuito cittadino di Baku: in partenza Bottas e Raikkonen si scontrano alla seconda curva, e mentre il finlandese della Mercedes ha dovuto percorrere un intero giro con una gomma a terra, il connazionale della Ferrari ha proseguito per poi perdere pezzi dall’ala posteriore della sua Rossa. Alla ripartenza i tecnici di Maranello hanno tentato la furbata, rimandando sì in pista la SF70H di Kimi riparata… ma andando contro il regolamento della FIA. Con il finlandese out, ci ha pensato Vettel ad animare la gara: in regime di safety car il tedesco ha tamponato la Mercedes del rivale Hamilton che procedeva a velocità da lumaca. La risposta di Seb? Un’altra ruotata alla W08 tedesca che poi gli è costata non solo una penalizzazione di 10 secondi di stop & go in pit-lane, ma anche una decurtazione di tre punti sulla sua super-licenza da pilota. Il quarto posto al traguardo è stato quindi un magro risultato per la sua squadra…

ROUND 9 – GP AUSTRIA Di nuovo Valtteri Bottas: sul Red Bull Ring austriaco il finlandese della Mercedes ha spiazzato tutti con una partenza perfetta allo spegnimento dei semafori rossi… e con una gara sapientemente gestita nonostante i problemi di blistering che hanno fatto avvicinare, senza successo, Sebastian Vettel negli ultimi giri. È andata peggio a Raikkonen, solo quinto e funestato da alcuni misteriosi problemi di settaggio della power unit che gli hanno fatto pagare ben 20 secondi di distacco dal compagno di squadra.

ROUND 10 – GP d’INGHILTERRA Silverstone è stato sicuramente il punto più basso della stagione per la Scuderia Ferrari: tutto sembrava andare per il meglio fino a un paio di giri dalla fine, quando una doppia foratura all’anteriore sinistra ha mandato in fumo la gara sia di Kimi Raikkonen, giunto poi terzo al traguardo, che di Sebastian Vettel, solamente settimo sotto la bandiera a scacchi. Problemi che hanno permesso a Lewis Hamilton di avvicinarsi pericolosamente in classifica piloti, fino a pagare solamente un punto di svantaggio dal tedesco della Ferrari.

ROUND 11 – GP d’UNGHERIA Ma in Ungheria la Rossa del Cavallino Rampante è tornata a splendere: serviva una reazione immediata che, fortunatamente, c’è stata, grazie al copioso lavoro dei tecnici in Rosso che hanno affinato gli ultimi aggiornamenti aerodinamici portati da Maranello, i quali alla fine si sono rivelati una mano santa sia per Vettel che per Raikkonen. Sull’Hungaroring la SF70H è stata imprendibile, complice una pista stretta e tortuosa che ha esaltato la sua agilità e maneggevolezza. In questo modo il tedesco è stato capace di firmare il suo quarto successo stagionale, mentre Raikkonen gli ha fatto da fedele scudiero centrando un’importantissima doppietta che ha risollevato fiducia e morale dell’intero reparto corse.

Come avete potuto leggere, la nostra Ferrari si è resa protagonista di molti alti e bassi in questa prima parte di stagione: le vittorie firmate da Sebastian Vettel sono arrivate prima in piste sì tecniche ma anche molto veloci, come quella d’esordio in Australia e quella in mezzo al deserto del Bahrain, e poi su circuiti dove ha prevalso agilità e maneggevolezza con un alto carico aerodinamico, come Montecarlo e l’Hungaroring.
Non è una novità che la SF70H, con il suo “passo corto”, sia più efficace in circuiti dove la velocità massima non è determinante, dal momento che la sua rivale Mercedes è in grado di sfruttare meglio il suo potente V6 turbo assieme a una più consistente efficienza aerodinamica che le permettono più alte velocità di punta.
Gli ultimi aggiornamenti portati da Maranello, però, potrebbero rimescolare ancora una volta le carte in tavola: dopo la pausa estiva, infatti, arriveranno piste molto veloci come quella di Spa-Francorchamps, lo storico “Tempio della Velocità” di Monza e tante altre, per cui i tecnici del Cavallino Rampante dovranno cercare di affinarli al meglio per chiudere il gap in termini di potenza con la monoposto rivale Made in Brackley.

Per quanto riguarda i piloti della Rossa, ormai tutta l’attenzione è concentrata su Sebastian Vettel, fin da inizio stagione importante pretendente al Titolo 2017. Sull’Hungaroring, infatti, è arrivata la dimostrazione che Raikkonen, anche se aveva i mezzi e le possibilità per salire su un gradino più alto del podio che gli manca da Melbourne 2013, ormai è relegato al ruolo di “scudiero” del tedesco. Una situazione che forse per il finlandese va anche bene, ma che non giova sicuramente per lo spettacolo in pista né per i tifosi. Come lui stesso ha affermato, si corre per vincere, non per arrivare secondi. Che abbia già fatto i conti e si sia già arreso nella possibile lotta per il suo secondo iride? Chissà… Sta il fatto che, al momento, Vettel guida la classifica piloti con 14 punti di vantaggio su Hamilton mentre mancano ancora nove GP da disputare prima della fine della stagione. La nostra speranza? Che la Ferrari possa tornare a gioire sul tetto del mondo conquistando un Titolo Mondiale che manca praticamente da dieci anni. Sarebbe il miglior regalo per tutti i tifosi italiani che ancora credono nelle potenzialità del Cavallino. Come disse il suo miglior interprete, quel Michael Schumacher sette volte Campione del Mondo: “Non bisogna mai mollare e continuare a combattere finchè esiste una piccola, piccolissima chance”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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