Formula 1 | McLaren: troppi ritiri e poca luce alla fine del tunnel. Occorre un progetto concreto e vincente per il 2018

Riviviamo la prima parte della stagione della McLaren, tra bilanci che fanno male, ritiri frustranti, voglia di lottare e di riscrivere la storia. Chi ben comincia è a metà dell’opera, ma chi mal comincia? Ora c’è bisogno di fatti e risultati concreti!

Sta per terminare la pausa estiva ed in attesa che fra pochi giorni inizi la seconda parte della stagione è tempo di bilanci. Bilanci che a volte non sono semplici da fare, che fanno riflettere, anzi che fanno anche un po’ male, ma che vanno fatti per capire, cosa può essere andato storto in una stagione che doveva essere quella della svolta ed invece si è rivelata l’ennesima da incubo, costernata specialmente da ripetuti e frustranti ritiri. Basta guardare la posizione nella classifica del Mondiale Costruttori per capire che quello non è il posto che spetta alla McLaren, per il blasone e per la storia che la caratterizza, ma specialmente per i suoi due piloti. 11 punti ed un nono posto in classifica, non possono essere sufficienti per un due volte Campione del Mondo come Fernando Alonso, che da anni lotta per ottenere il terzo titolo iridato e per Stoffel Vandoorne, che difficilmente così potrà dimostrare quello che veramente può dare a questa Formula 1.

Già il Gran Premio d’Australia non aveva lasciato presagire nulla di buono, infatti lo stesso Fernando Alonso nel post gara aveva delineato la scarsa competitività ed affidabilità della monoposto, dicendo che in condizioni normali, nelle altre gare, sarebbe stato difficile arrivare in zona punti sia per lui che per Stoffel Vandoorne. Affidabilità e sfortuna hanno costretto il pilota spagnolo al ritiro, a pochi giri dal termine della gara, quando era inaspettatamente nella top ten, dimostrando ancora una volta di saper disputare una gran gara, pur in pessime condizioni. Il ritiro è avvenuto anche a causa di un problema a una sospensione per un probabile contatto con la Force India di Esteban Ocon, nel momento in cui il francese ha provato a superare Fernando Alonso. Male anche Stoffel Vandoorne, doppiato e in ultima posizione.

Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera, ma chi mal comincia? Continua il declino anche nel Gran Premio cinese, con entrambe le McLaren out. Apre le danze Stoffel Vandoorne, che mentre si trovava in 18esima posizione è stato costretto al ritiro, a causa della power unit Honda, incriminata nuovamente di consumare combustibile in modo davvero eccessivo. Sembra anche scontato dire che Fernando Alonso stava compiendo l’ennesimo miracolo portando la McLaren nella zona punti per più di metà gara, guidando oltre il limite, prima del nefasto ritiro, avvenuto per le medesime cause del Gran Premio australiano.

Prossimo Gran Premio, ma medesimi problemi, anche il Gran Premio del Bahrain è stato tutto fuorché semplice per la McLaren Honda, che a pochi minuti dall’inizio del GP ha dovuto far a meno di Stoffel Vandoorne per problemi alla power unit della sua monoposto, perciò la McLaren ha puntato il tutto per tutto su Fernando Alonso, ma per lui la gara non è stata di certo rose e fiori, anzi a pochi giri dalla fine è stato costretto al ritiro per un problema al motore. L’ennesimo ritiro, che ha fatto doppiamente male, a causa della scarsa potenza e velocità dimostrata dalla McLaren, specialmente sul rettilineo.

Continua l’incubo per la McLaren e specialmente per Fernando Alonso, nel quarto appuntamento della stagione. Il pilota spagnolo, a causa della sua monoposto che si è fermata dopo il giro di formazione, non è riuscito ad arrivare alla griglia, per effettuare la partenza per il Gran Premio della Russia. Il bilanciamento della monoposto era buono, ma la mancanza di potenza e affidabilità è stata nuovamente eccessiva. A nulla sono serviti gli sforzi del due volte Campione del Mondo che in qualifica era riuscito ad arrivare in Q2, ma l’ERS della power unit l’ha tradito, costringendolo a seguire il GP dall’hospitality. Stoffel Vandoorne ha limitato i danni, riuscendo a portare la sua McLaren al traguardo, seppur soltanto in 14esima posizione. Il pilota belga è riuscito a piazzarsi davanti alle Sauber, avrebbe potuto fare di più? Certamente qualcun altro al suo posto avrebbe sfoggiato il suo spirito da samurai, rubando così la scena a Bottas e Vettel.

Il weekend di casa per Fernando Alonso inizia con un venerdì di prove libere da incubo, ma con una qualifica da urlo, infatti il due volte Campione del Mondo ottiene un ottimo ed inaspettato settimo posto in griglia. Nella sua Spagna, Fernando Alonso zittisce e stupisce tutti, con un giro che lo porta davanti a Force India e Williams, una cosa impensabile, visti gli innumerevoli problemi accusati dalla McLaren, dall’inizio di questa stagione. Un miracolo in perfetto stile Alonso, che però si è scontrato con la dura realtà della gara, conclusa ottenendo soltanto la dodicesima posizione. I limiti di vettura e power unit sono sempre più evidenti. Stoffel Vandoorne il confronto con Fernando Alonso ancora non riesce a reggerlo. Il pilota belga ha ottenuto la 19esima posizione in qualifica ed in gara si è ritirato al 33esimo giro, per un contatto con la Williams di Felipe Massa. Oltre il danno anche la beffa, perché il pilota belga è stato punito dai commissari con 3 posizioni di penalità da scontare sulla griglia di partenza a Monaco e con la decurtazione di 2 punti dalla licenza. Ancora non ci siamo, la vettura non è un granché, ma Stoffel sembra la brutta copia del fenomeno che abbiamo visto in GP2.

formula1-2017-gp-spagna-stoffel-vandoorne

Per il Gran Premio di Monaco, la McLaren ha dovuto far a meno di Fernando Alonso, impegnato a disputare la 500 Miglia di Indianapolis. Lo spagnolo è stato sostituito da Jenson Button, che riesce ad ottenere la decima posizione in qualifica, peccato per la penalità di 15 posizioni che ha dovuto scontare in griglia. Qualifica discreta anche per Stoffel Vandoorne, che ottiene la nona posizione, entrando nella top ten per la prima volta in questa stagione, peccato soltanto per le 3 posizioni di penalità che ha dovuto scontare in griglia. Ma in gara la musica non cambia, infatti entrambi le McLaren si ritirano. Stoffel Vandoorne a causa di un errore di troppo è stato costretto a ritirarsi a 10 giri dalla fine della gara, alla prima curva dopo la Safety Car. Jenson Button invece è stato coinvolto nell’incidente che ha ribaltato la Sauber di Pascal Wehrlein poco prima del tunnel, alla curva Portier. Un azzardo che gli è costato il ritiro e che ha rovinato un rientro niente male. Divertentissimo il suo siparietto via team radio con Fernando Alonso, prima della partenza.

Continua la maledizione del motore Honda anche nel Gran Premio del Canada. A pochi giri dal termine, Fernando Alonso stava realizzando l’impresa di regalare i primi punti stagionali alla McLaren, ma il motore si è nuovamente opposto e allora si è reso protagonista di un’emozionante show, entrando in una tribuna e confondendosi tra il pubblico. Stoffel Vandoorne invece riesce a portare la sua McLaren fino al traguardo, ma ottiene soltanto la 14esima posizione.

Nella lotteria di Baku, avvenuta durante il Gran Premio d’Azerbaijan, che è stato ricco di colpi di scena ed imprevisti, la McLaren torna a sorridere, grazie ai primi 2 punti iridati, ottenuti da Fernando Alonso che come al solito ha lottato come un leone, spingendo la vettura oltre il limite, rendendosi protagonista di una gara, che senza i soliti problemi di affidabilità e competitività, ha affermato di poter addirittura vincere. 12esima posizione per Stoffel Vandoorne, i suoi primi punti iridati tardano ancora ad arrivare.

Ennesimo GP da dimenticare per Fernando Alonso. Il pilota spagnolo è stato costretto al ritiro già nel primo giro del Gran Premio d’Austria, a causa di un contatto con Daniil Kvyat. Il due volte Campione del Mondo aveva recuperato ben due posizioni alla partenza e questa carambola disgraziata, che sembrava una partita di bowling più che una gara di Formula 1, non solo ha creato un grande dispiacere, ma anche molti danni alla vettura. Gara discreta per Stoffel Vandoorne, che riesce a portare la sua McLaren al traguardo, ottenendo però, soltanto la 12esima posizione.

Dopo una Q1 da urlo, in cui Fernando Alonso si è reso protagonista di una splendida magia, realizzando il miglior tempo con le gomme da asciutto su pista bagnata, mostrando nuovamente il suo immenso talento ed emozionando il pubblico come solo lui sa fare, la gara purtroppo non è stata delle migliori, non solo per la partenza dall’ultima casella della griglia a causa di alcune penalità. Infatti il due volte Campione del Mondo si è dovuto ritirare al 34esimo giro del Gran Premio di Gran Bretagna, a causa della solita mancanza di potenza. Quel suo “No power” detto tramite team radio è ormai un incubo per i suoi tifosi. Stoffel Vandoorne ha disputato un’ottima qualifica, la migliore della sua carriera, ottenendo l’ottava posizione, ma seppur ha dato il massimo in gara, sfiora la zona punti, piazzandosi con la sua McLaren in 11esima posizione.

Entrambe le McLaren che terminano la gara sembra un sogno, figuriamoci entrambe a punti, sembra addirittura un miracolo! Merito dello Spec 3, della conformazione del tracciato ungherese favorevole alla McLaren, dei suoi piloti capaci e affamati di buoni risultati, un mix di tutto ciò ha regalato sorrisi e spensieratezza ai tifosi ed a tutto il team. La strada da percorrere è ancora lunga, ma si è intravista un po’ di luce in quell’oscuro tunnel, anche se il lavoro da fare è ancora tanto ed il tempo stringe, specialmente se la McLaren vuole che Fernando Alonso rinnovi con loro per la prossima stagione. Il pilota spagnolo in Ungheria ha ottenuto la sesta posizione, ha lottato con il connazionale Carlos Sainz, che ha sopravanzato grazie a una manovra magistrale all’uscita della curva 2, ha effettuato il giro più veloce ed infine si è reso protagonista di un simpatico siparietto nel dopo-gara, quando si è posizionato sulla sdraio per ricordare l’ironia con cui prese i guai tecnici della sua McLaren, durante le qualifiche del Gran Premio Brasile del 2015. Un po’ di luce anche per Stoffel Vandoorne che parte dalla nona posizione in griglia e termina la gara in decima posizione, peccato però per l’errore al pit-stop, dove è arrivato un po’ troppo lungo.

Non è stata una prima parte di stagione semplice per tifosi, piloti e per l’intero team. La partnership tra McLaren e Honda sembra compromessa, ma si spera che la seconda parte di stagione sia nettamente migliore, con una power unit all’altezza e con la voglia di creare finalmente un progetto vincente per il 2018, perché risultati dai risvolti tragici che stridono con il glorioso nome e blasone della McLaren, fanno solo male. Il valore di tale scuderia si sta progressivamente perdendo, a causa del partner scelto per “continuare a scrivere la storia”. E’ ora di mettercela tutta per far capire alla McLaren ed ai tifosi stessi che oltre le parole ci saranno finalmente i fatti.

Scritto da: Sabrina Aceto

Sabrina Aceto
Mi chiamo Sabrina ho 25 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l'aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Il logo F1 FORMULA 1, F1, FORMULA 1, FIA FORMULA ONE WORLD CHAMPIONSHIP, PIRELLI, sono marchi registrati e di proprietá dei rispettivi titolari.