Formula 1 | Kimi Raikkonen e il piccolo Thomas in lizza per il premio Laureus

Tra i candidati dei Laureus Awards per il miglior momento sportivo dell’anno c’è anche Kimi Raikkonen assieme al piccolo Thomas, scoppiato in lacrime nel GP di Spagna

La sua ultima vittoria in Rosso risale al GP del Belgio della stagione 2009, mentre il suo ultimo trionfo assoluto è datato 2013 nel round di apertura di Melbourne.
Il profumo del successo in casa Raikkonen manca da un bel po’, ma presto il finlandese potrebbe diventare il vincitore di una competizione che gli permetterebbe di mettere in bacheca un premio veramente speciale.

Si tratta dei Laureus Awards, evento internazionale che ogni anno, da agosto a dicembre, propone delle candidature per poi scegliere il miglior momento sportivo dell’anno attraverso votazioni aperte al pubblico sul proprio sito ufficiale.
E tra le varie nomination del 2017 spicca proprio quella di Raikkonen, per la precisione quella del GP di Spagna quando il finlandese incontrò il piccolo Thomas Danel, che scoppiò in lacrime quando il suo idolo fu costretto al ritiro per un contatto alla prima curva subito dopo la partenza.

In quella circostanza, infatti, le telecamere internazionali si erano concentrate sul giovane tifoso della Ferrari, il quale commosse a tal punto gli uomini del Cavallino che lo andarono a cercare per dargli l’opportunità di incontrare il suo eroe.
When tears turn into smiles”, quando le lacrime si trasformano in sorrisi: questo il titolo della candidatura che rappresenta Kimi e il piccolo Thomas, che al momento è in testa alla corsa per i Laureus Awards con un feedback del 48,9%.

Segue a distanza ravvicinata la rimonta del Barcellona nei confronti del Paris Saint-Germain andata in scena nei quarti di finale della Champions League, mentre si trovano più distanti in classifica l’addio di Francesco Totti come giocatore della Roma, la volontà del 13enne Jamarion Styles nel proseguire la sua carriera nella pallacanestro nonostante l’amputazione di entrambe le braccia, la celebre impresa di Kathrine Switzer che ha voluto correre la maratona di Boston all’età di 70 anni e, infine, la storia di due sciatori afghani autodidatti, Sajjad Husaini e Alishah Farhang, che si sono qualificati per le semifinali dei Mondiali a St. Moritz.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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