Formula 1 | Jules Bianchi, l’indimenticabile angelo vestito da pilota, oggi avrebbe compiuto 28 anni

Passione genuina e dedizione assoluta per la Formula 1 che era il suo sogno e la sua vita stessa. Auguri a Jules Bianchi, l’angelo vestito da pilota. Ovunque tu sia, abbi cura di splendere!

Ci sono cose che non vorremmo mai scrivere, perché per quanto la scrittura sia utile ad esternare ciò che si prova e per quanto faccia bene all’anima, a volte neanche lei può cancellare la rabbia, la tristezza ed i mille perché che alcuni avvenimenti provocano. Jules Bianchi oggi avrebbe compiuto 28 anni, ve lo scrivo così direttamente, senza girarci intorno. Immaginate, che lo stia urlando tutto d’un fiato, come se facesse meno male dirlo così, come se potesse colmare il vuoto che ha lasciato.

Almeno oggi non dovrei scrivere di una Formula 1 che troppe volte ha messo al primo posto lo spettacolo, a spese della vita stessa dei piloti o di una Formula 1 che aspetta che accadano le disgrazie, per poi prendere provvedimenti per aumentare la sicurezza. Ma proverò a raccontarvi di quella Formula 1 che Jules Bianchi amava tanto ed aveva messo al centro del suo mondo, che è la stessa che amiamo noi, seppur avvenimenti come questo mettono in discussione tutto. Perché l’amiamo così tanto seppur ci fa soffrire? Questa spiegazione non sono mai riuscita a darmela, seppur non è la prima volta che mi ritrovo a scrivere tra le lacrime. Ma come può emozionarci e al tempo stesso farci così male?

La passione che lega i piloti alla Formula 1 è un qualcosa di indescrivibile, che difficilmente si riesce a spiegare, ma la gioia che aveva Jules Bianchi ogni qual volta scendeva in pista gliela si leggeva negli occhi e valeva più di mille parole o spiegazioni. Aveva gli occhi che sorridevano e che brillavano, e specialmente quando parlava del suo sogno era capace di creare una magia quasi sconvolgente. Mai scontato o fuori posto, Jules Bianchi non si sentiva per niente un divo, ma un semplice ragazzo che si era guadagnato il suo posto nella Formula 1 a cui molti ambivano, e che lavorava duramente per mostrare il suo talento e quello che avrebbe potuto regalare ai tifosi ed alla Formula 1 stessa.

Indimenticabili i 2 punti ottenuti con una Marussia per niente competitiva e la gioia di chi ha sempre creduto in lui ed in quello che avrebbe potuto donarci con una vettura prestazionale. Meritava quel mondiale che tanto sognava con la Ferrari, lo meritava per l’intensità con cui amava quello che faceva, per l’esempio di semplicità assoluta che ci ha regalato, per la dedizione che aveva per uno sport, che alla fine gli ha tolto la vita stessa, ma che non potrà mai portarci via ciò che ha trasmesso. Jules Bianchi è fonte d’ispirazione per i giovani piloti, come l’amico Charles Leclerc, che segue le sue orme, non perdendo occasione per ricordarlo e fonte d’ispirazione per chi crede nella bellezza dei sogni, che seppur a volte possono essere spezzati da un destino crudele, non verranno mai dimenticati da chi porta Jules Bianchi nel cuore. Il suo ricordo è intenso, proprio come lo è stata la sua vita, seppur sia stata troppo breve.

Parlando di intensità, vi ripropongo una citazione di Max Conteddu, che avevo già inserito quando ho scritto l’articolo per l’anniversario della morte di Jules Bianchi: “Chi muore non va via per sempre, ci aspetta. Ma nel mentre vuole vederci vivere fortissimo”. Parole del genere sono in grado di alleviare, seppur in parte il dolore e la rabbia che si provano, perché è così, Jules Bianchi ci aspetta, ma vuole vederci vivere intensamente come avrebbe fatto lui, seppur non sia semplice e non è certo la stessa cosa. Auguri splendido angelo vestito da pilota, ovunque tu sia abbi cura di splendere. #CiaoJules

Scritto da: Sabrina Aceto

Sabrina Aceto
Mi chiamo Sabrina ho 25 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l'aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

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