La storia del GP Italia

Formula 1 | GP Italia 2017: la storia del circuito più veloce sul calendario di F1

Dopo la gara di Spa-Francochamps la Formula 1 si rimette in moto, questo fine settimana l’appuntamento è nel Tempio della Velocità per il GP d’Italia

Il GP d’Italia è la rappresentazione pura della passione per l’automobilismo, riviviamo le pagine più belle della sua storia.

Quello di Monza, con i suoi 5793m, è il circuito più veloce presente sul calendario della Formula 1 e anche il più antico. Caratteristiche tecniche a parte, ciò che rende davvero unico e amato (soprattutto dai piloti) l’autodromo brianzolo sono i suoi tifosi: migliaia di persone ogni anno affollano gli spalti, pronti a invadere la pista a fine gara. Monza ha ospitato il GP d’Italia 78 volte sulle 86 totali; in 5 occasioni infatti, il GP si è disputato in altre città, tra cui: Milano (1947) e Torino (1948).

formula-1-gp-d-italia-la-storia-nel-tempio-della-velocitaLa storia del Gran Premio d’Italia inizia nel 1921 in una cittadina nei pressi di Brescia, ma è nel ventennio ’30 e ’40 che la legenda inizia a prendere forma. Sono gli anni del mitico Tazio Nuvolari, dell’Alfa Romeo e di Alberto Ascari in Ferrari. L’edizione che si corre nel 1950 è la prima a entrare ufficialmente nel calendario iridato e a tagliare per primo il traguardo è Nino Farina in Alfa Romeo.
Nel 1956 la battaglia per il titolo è tra Collins e Fangio: l’argentino è in vantaggio quando la sua vettura lo tradisce. A quel punto il suo rivale e compagno di squadra, si ferma ai box e cede la sua monoposto a Fangio che diviene campione del mondo; “Lo meritava più di quanto lo meritassi io” risponde Collins ai giornalisti attoniti.

Durante gli anni ’50 e ’60 il dominio è tutto britannico: Stirling Moss, formula-1-gp-d-italia-la-storia-nel-tempio-della-velocitaGraham Hill, Jim Clark, Phil Hill e John Surtees si alternano sul gradino più alto del podio. Quella che passa alla storia come la più grande vittoria mancata ha come protagonista lo scozzere Clark. Nella domenica di gara del 1967 una ruota sgonfia lo costringe ai box; al ritorno in pista Clark inizia una strepitosa rimonta, staccando gli altri piloti di 3sec a giro. Al 61esimo giro riacquista la leadership ma un problema al motore gli impedisce di agguantare la vittoria.

La tragedia non tarda ad abbattersi sul GP d’Italia, è il 1970 e durante le qualifiche del sabato in un incidente perde la vita il campione austriaco Jochen Rindt (Lotus); la gara vedrà come vincitore per la prima volta in carriera Clay Regazzoni su Ferrari. Lo svizzero si ripete nel 1975, sul podio anche Lauda che festeggia il suo primo formula-1-gp-d-italia-la-storia-nel-tempio-della-velocitatitolo e la Ferrari porta a Maranello quello dei costruttori dopo ben 11 anni…i tifosi sono in delirio! L’anno seguente a vincere è Ronnie Peterson ma gli occhi sono tutti per Lauda: 42 giorni dopo essere stato sfiorato dalla morte, l’austriaco torna in pista e si prende la sua rivincita con un meraviglioso quarto posto! Due anni più tardi, mentre Lauda vince ancora, Ronnie Peterson perde la vita a causa delle ferite riportate durante un incidente in gara.

 

Dopo la tragedie la tragica fine dello svedese, Monza viene giudicata troppo pericolosa e così nel 1980 si decide di correre a Imola; sarà Nelson Piquet (Brabham) a salire sul gradino più alto del podio. Il carioca si confermerà formula-1-gp-d-italia-la-storia-nel-tempio-della-velocitaprotagonista del GP italiano in altre tre occasioni: nel 1983 e il bis nel biennio 86-87 con la Williams.
Nel 1988 (nell’unica gara non vinta dalla McLaren) Berger e Alboreto riescono a imporsi, portando a casa una strepitosa doppietta Ferrari a pochi giorni dalla morte del Drake di Maranello.
Il tutto si ripeterà 10 anni dopo ma questa volta alla guida ci sono Schumacher e Irvine, con le due McLaren di Coulthard e Hakkinen fuori dai giochi.

All’inizio del nuovo millennio Schumacher eguaglia Senna con la 41esima vittoria in carriera, ma non c’è spazio per i festeggiamenti. Poco dopo il via, nel bel mezzo di una carambola paurosa una gomma vola via e centra il commissario di pista Piero Gislimberti che muore poco dopo in ospedale. Nel corso del rituale della conferenza postgara, il Kaiser dirà “Sono esausto” e scoppierà in un pianto liberatorio, mostrando al mondo la banalità del lato umano che si cela sotto l’armatura del campione.

Il clima di terrore e sgomento dell’11 Settembre fa da cornice al GP dell’anno seguente: è la prima vittoria in carriera di Juan Pablo Montoya (Williams).

formula-1-gp-d-italia-la-storia-nel-tempio-della-velocitaNel 2006 Schumacher si appresta a dire momentaneamente addio alle corse e soprattutto a quei Tifosi che tanto ha fatto sognare, e lo fa vincendo in quella che oramai è la sua patria d’adozione; dietro di lui, nemmeno a farlo apposta, c’è Raikkonen pronto a prendere il suo posto.

 

Il GP del 2010 è il palcoscenico di Alonso (Ferrari), lo spagnolo ci mette poco ad entrare nel cuore dei ferraristi: pole, vittoria e giro veloce. L’anno dopo la partenza spettacolare dell’asturiano non basta a fermare Vettel e la sua Red Bull, i due si affiancano alla Biassono e il tedesco si prende la prima posizione con un sorpasso all’esterno. Alonso non ci sta e nel 2012 è sempre duello Spagna-Germania, il pilota ferrari tenta di passare il tedesco alla Curva Grande ma Vettel si difende, mandando lo spagnolo sulla ghiaia.

Nel 2014 in piena epopea Mercedes, Hamilton e Rosberg dominando a Monza, dietro di loro il “grande ex”: Massa in Williams.
Invece nel 2015 Lewis Hamilton ha fatto suo il weekend italiano: pole, vittoria e giro veloce; a rincuorare i tifosi Ferrari ci pensa Vettel con un secondo posto dopo che Raikkonen si è piantato alla partenza.
Altra storia il 2016 con Rosberg che vince, aggiudicandosi per la prima volta in carriera il Gran Premio d’Italia. Fernando Alonso conquista il giro veloce e Sebastian Vettel che scalda i tifosi con il terzo gradino del podio.

Pochi giorni e sapremo chi scriverà un’altra pagina di quello che è e rimane il GP più bello.

Scritto da: Anna Polimeni

Anna Polimeni

Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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