F1 Story 1988 gp del messico

Formula 1 | F1 Story 1988, GP del Messico: Doppietta McLaren, Prost mette in riga Senna

Nel quarto round della stagione 1988 le McLaren-Honda hanno fatto doppietta sul circuito del Messico, con un Alain Prost imbattibile davanti a Senna e alle Ferrari di Berger e Alboreto

Dalle strette stradine del Principato di Monaco alla velocissima pista dell’Autodromo Hermanos Rodriguez: il Circus iridato della stagione 1988 si sposta per il quarto round stagionale sul circuito di Città del Messico, un tracciato molto particolare posizionato in quota all’altitudine di 2.240 metri.
Condizioni molto difficili per tutte le monoposto in griglia, soprattutto per quelle dotate dei nuovi propulsori aspirati, che secondo le stime dell’epoca sarebbero andati incontro a una perdita di potenza pari al 20-25% a causa dell’aria rarefatta.

Le due McLaren-Honda di Senna e Prost in qualifica

Discorso differente per le vetture ancora provviste di motorizzazione turbo: ancora una volta sono le McLaren-Honda a dominare la scena delle qualifiche del sabato, con Ayrton Senna capace di firmare la sua 20esima pole position in carriera, nonché la quarta di fila dall’inizio del Campionato. Il suo tempo, un impressionante 1’17”468 ottenuto nella prima sessione di qualifica, è stato più veloce di un secondo rispetto al crono fatto segnare da Nigel Mansell l’anno precedente, a dimostrazione dell’assoluta superiorità delle monoposto di Woking.

Al fianco del brasiliano si qualificò il suo compagno di squadra Alain Prost, anche se staccato di sei decimi di secondo, mentre conquistarono la seconda fila rispettivamente la Ferrari di Gerhard Berger e la Lotus-Honda di Nelson Piquet. I loro compagni di squadra erano subito dietro, con Alboreto quinto e Nakajima sesto, seguiti dalla Arrows-Megatron di Cheever, la prima delle Benetton di Nannini, la seconda A10B di Warwick e la March motorizzata Judd di Ivan Capelli.
Molto più staccata in griglia la prima delle Williams affidata a Nigel Mansell, solo 14esimo per problemi alla sospensioni attive.

Il terribile incidente di Alliot al volante della Lola-Ford

Andò molto peggio a Phillippe Alliot, protagonista nell’ultimo turno di qualifica di uno spaventoso incidente con la sua Lola motorizzata Ford: all’uscita dell’ultima curva, che andava affrontata a oltre 240 km/h, il francese perse il controllo della LC88 che andò a finire dritta contro il muro disintegrandosi in mille pezzi. Il pilota, fortunatamente, uscì dall’abitacolo con le sue gambe, mentre i tecnici del reparto corse transalpino dovettero fare gli straordinari durante la notte per riparare una monoposto così distrutta che fu sostituito addirittura il telaio.

Giro di ricognizione prima della partenza

Un inconveniente diverso, invece, condizionò la prima partenza: al termine del giro di ricognizione, infatti, la Benetton di Alessandro Nannini andò incontro a uno stallo del motore, che costrinse tutti a un ulteriore “sighting lap” e alla riduzione della lunghezza della corsa da 68 a 67 giri. Il secondo start fu quello decisivo: mentre Senna partì male per l’apertura anticipata della valvola pop-off del turbo, il suo compagno Prost scattò alla perfezione andando a prendere immediatamente la testa della corsa. Il brasiliano fu anche passato dalla Lotus di Piquet, che però ripassò al termine del primo giro all’altezza dell’ultima curva, la Peraltada.

Gerhard Berger in lotta con Satoru Nakajima

Nonostante questo recupero immediato, “Magic” non riuscì più ad avvicinarsi al francese, che mostrò un passo inavvicinabile per chiunque. Più staccati, intanto, si davano battaglia le due 100T di Piquet e Nakajima assieme alla Ferrari di Berger, con l’austriaco capace di beffarle entrambe dopo pochi giri riuscendo a conquistare la terza posizione. A metà gara, inoltre, Gerhard cominciò anche a sentire il profumo della seconda piazza, dal momento che una segnalazione sbagliata di poco carburante a bordo aveva indotto Senna a rallentare fino a veder ridotto il gap dal suo avversario intorno ai 3 secondi.

Nelson Piquet in azione sulla Lotus-Honda 100T

Ayrton, però, si accorse in tempo della situazione e ricominciò ad aumentare il ritmo. Nel frattempo nelle retrovie Nakajima fu passato anche da Alboreto, e nel corso del 28simo giro fu costretto al ritiro per un grippaggio di un pistone all’interno del propulsore Honda della sua Lotus. Andò incontro a un destino simile anche il suo compagno di squadra, un Nelson Piquet che stava lottando per la quarta posizione ma fu costretto a sventolare bandiera bianca a pochi giri dalla fine.

Alain Prost vince il GP del Messico 1988

Con le due 100T uscite di scena, la gara fu letteralmente dominata dal primo all’ultimo giro dalla MP4/4 di Alain Prost: il Professore conquistò così la sua terza vittoria stagionale, facendo segnare anche il giro più veloce della corsa in 1’18”608 nel corso del 52esimo giro.
Non potè nulla Ayrton Senna, che si dovette accontentare della medaglia d’argento arrivando sul traguardo con sette secondi di distacco dal suo acerrimo rivale. Gradino più basso del podio per la prima delle Ferrari F1 87/88C di Gerhard Berger, seguita dalla gemella di Michele Alboreto e dalle due sorprendenti Arrows di Derek Warwick e di Eddie Cheever, in lotta fino alla fine e separati sul traguardo da nemmeno un secondo di differenza.

Le prime monoposto dotate di propulsori aspirati furono le due Benetton-Ford di Alessandro Nannini e di Thierry Boutsen, seguita dalla sorprendente Lola del francese Yannick Dalmas, partito 15esimo, scivolato poi in 22esima posizione e capace di recuperare fino alla nona piazza. Completò la top ten la Ligier-Judd di Stefan Johannson, mentre fu un peccato la resa di Bernd Schneider. Il tedesco era al suo primo GP con la Zakspeed ed era riuscito a risalire fino all’11esimo posto… quando nel corso del 17esimo giro il motore turbo della sua 881 spirò il suo ultimo respiro in una mesta fumata bianca che segnò il suo ritiro dalla corsa.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore.
La Formula 1 rappresenta per me un’opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? “Keep fighting”.

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