Formula 1 | Classic F1: In ricordo di papà, Mick Schumacher sulla Benetton B194 a Spa

Prima dello start del GP del Belgio, il giovane Mick Schumacher è sceso sulla pista di Spa con la prima monoposto iridata del padre Michael, la Benetton-Ford B194

Cosa ricorderemo del GP del Belgio di quest’anno? Il dominio tattico di Lewis Hamilton, il tentativo mancato di Sebastian Vettel alla ripartenza dopo la safety car, le bandiere gialle ignorate da Kimi Raikkonen, il doppio sorpasso subito da Valtteri Bottas e che ha subito portato alla mente la manovra di Mika Hakkinen su Michael Schumacher nella stagione 2000 con quel Ricardo Zonta impassibile in mezzo alla pista. Per non parlare dei due attacchi suicidi di Sergio Perez nei confronti del compagno di squadra Esteban Ocon prima di affrontare la Eau Rouge, che avrebbe potuto portare a un disastro simile a quello dell’edizione del 1998…

Ma oltre a tutto questo, anche un evento particolare che ha colpito il cuore degli appassionati più nostalgici del Circus iridato: poco prima della partenza, infatti, i fans di tutto il mondo hanno potuto rivedere in pista una delle monoposto che hanno fatto la storia della Formula 1, quella Benetton-Ford B194 con cui Michael Schumacher vinse il suo primo Titolo Iridato nel 1994.

Al volante, però, non c’era purtroppo il sette volte Campione del Mondo tedesco… ma suo figlio Mick, che ha regalato a tutti quanti un giro di pista proprio in onore del padre, che debuttò nella massima serie iridata 26 anni fa.
Era il 1991 e il suo manager Willi Weber aveva convinto Eddie Jordan ad affidare al giovane Schumi la sua monoposto nel GP del Belgio, quella Jordan 191 con la quale conquistò in qualifica un sorprendente settimo posto.

In gara, però, la frizione della vettura verde sponsorizzata dalla 7up cedette dopo qualche centinaio di metri: i sogni di gloria di Schumacher sembravano perduti, ma in suo soccorso intervenne Flavio Briatore, boss della Benetton che aveva un contratto pronto per farlo correre già nel successivo GP di Monza. In quella stagione conquistò solo qualche piazzamento, mentre nella successiva, a un anno esatto dal suo debutto, salì sul gradino più alto del podio… indovinate dove? Esatto, proprio nella “sua” Spa-Francorchamps.

Da quel momento Michael diventò finalmente Schumacher, e nel giro di un paio d’anni riuscì a mettere in bacheca il suo primo Titolo Mondiale: correva la stagione 1994, che tutti ricordano per l’incidente di Ayrton Senna a Imola ma anche per il forsennato duello all’ultima gara tra il Barone di Kerpen e Damon Hill, che si concluse ad Adelaide con la vittoria a tavolino del tedesco della Benetton.

Questo è solamente l’inizio della storia del grande Michael Schumacher, che ieri è tornato a vivere nel cuore di tutti gli appassionati grazie al figlio Mick. È bastato un solo giro di pista per far scaldare gli animi dei tifosi, che hanno esultato il suo arrivo quando ha parcheggiato la B194 sul rettilineo e si è tolto il casco speciale che indossava, colorato per metà con le tinte che utilizza nel Campionato di Formula 3 Europea e per metà con la livrea che utilizzava il padre durante i suoi primi anni in F1. E voi, vi siete emozionati a rivedere la leggendaria Benetton tra i cordoli?

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore.
La Formula 1 rappresenta per me un’opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? “Keep fighting”.

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