Formula 1 | Classic F1: 41 anni fa l’incidente di Niki Lauda al Nurburgring

Oggi è il primo di agosto ed esattamente 41 anni fa Niki Lauda fu protagonista di quello spaventoso incidente con la sua Ferrari al Nurburgring

1 agosto 1976 – 1 agosto 2017. Sono passati esattamente 41 anni da quello spaventoso incidente in cui Niki Lauda rimase vittima al Nurburgring: una botta dettata da tanti fattori ma che lo sfigurò irrimediabilmente in volto. Ripercorriamo quella triste domenica in cui la sua Ferrari si scontrò contro le rocce della curva Bergwerk.

Niki Lauda al GP di Germania 1976

Stagione 1976, ottava prova del Mondiale di Formula 1. Ci troviamo sul celebre Nurburgring Nordschleife, storico circuito tedesco lungo 22,835 km e reso unico dalla sua pericolosità insita praticamente in ogni sua curva.
Il weekend inizia con il miglior tempo di James Hunt davanti a quello di Niki Lauda, una situazione che si ripete puntuale durante le qualifiche del sabato, condizionate da una leggera pioggia che disturbò tutti i piloti tant’è che nessuno riuscì a migliorare il proprio crono del venerdì.

Il brutto tempo, però, decise di mettere lo zampino anche nella gara della domenica: pochi minuti prima del via, infatti, la pioggia si ripresentò e questo fece sì che i piloti scelsero inizialmente le gomme da bagnato per poter correre da subito. Tutti tranne Jochen Mass, che optò per le slick da asciutto sulla sua McLaren: una scelta che pagò, dal momento che nei primi giri tutti i top driver si accorserò che la mescola wet non permetteva di essere competitivi.

L’incidente di Niki Lauda al Nurburgring

Tutti tornarono ai box, compreso Niki Lauda, partito male e finito in ottava posizione già allo start. In seguito al cambio gomme l’austriaco tentò di forzare il ritmo per recuperare posizioni e tempo perduto… ma di lì a poco il destino gli avrebbe giocato uno scherzo che gli avrebbe potuto costare la vita.
Alla curva Bergwerk, infatti, la sua Ferrari 312 T2 passò con le gomme ancora fredde su un tratto bagnato: fu un attimo e la Rossa numero 1 scartò verso le rocce di destra in un botto tremendo che terminò in mezzo alla pista.

Nell’urto Lauda perse il casco che si scalzò immediatamente e questo lo rese praticamente inerme nei confronti delle fiamme che si generarono per la fuoriuscita di benzina dai serbatoi: il pilota rimase intrappolato nell’abitacolo della sua Ferrari, ma di lì a poco alcuni suoi colleghi si fermarono per aiutarlo. Si trattava di Harald Ertl, Guy Edwards, Brett Lunger ma soprattutto Arturo Merzario, che lo estrasse immediatamente e lo pose nell’erba vicino al nastro d’asfalto.

Il volto sfigurato di Niki Lauda dopo l’incidente

Le condizioni di Niki erano gravissime: il suo viso e parte del suo corpo erano bruciati dalle ustioni, ma ancora più tremenda era stata l’inalazione dei velenosi fumi del carburante, che avrebbero potuto danneggiare irrimediabilmente i polmoni e il suo sangue. Trasferito subito in elicottero nel vicino ospedale militare di Coblenza, passò i successivi giorni tra Mannheim e Ludwigshafen lottando tra la vita e la morte. Dopo 42 giorni di convalescenza, il suo ritorno proprio al GP d’Italia che terminò al quarto posto.

Il 1976 terminò con la vittoria del titolo da parte del suo rivale James Hunt, ma l’austriaco ebbe la sua rivincita nell’anno successivo, sempre al volante della Rossa di Maranello, e poi nel 1984 con la McLaren, in una carriera da pilota terminata nella stagione 1985 e che oggi lo vede come presidente non esecutivo del team Mercedes AMG Petronas.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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