Formula 1 | Toto Wolff: “Il gesto di Hamilton? Potremmo rimpiangere quei 3 punti persi”

Alla Mercedes ricordano bene che negli ultimi anni differenze minime di punti hanno determinato un Mondiale intero. Ecco perché quei 3 punti ceduti da Hamilton potrebbero costare caro

Lewis Hamilton va in vacanza con 14 lunghezze da recuperare a Vettel invece di 11 e Toto Wolff si ritrova con un gran mal di testa, sprofondato nell’incubo di rimpiangere quei preziosi 3 punti a fine anno.

Del resto, la Formula 1 degli ultimi anni ci ha abituati a finali al cardiopalma, dove pochi punti hanno determinato un intero Mondiale: per fare qualche esempio, lo stesso Hamilton nel 2007 perse il titolo per un punto, nel 2008 invece lo vinse per la stessa differenza; Alonso nel 2010 perse per 4 punti, nel 2012 proprio per 3 (in entrambi i casi a favore di Vettel), mentre lo scorso anno Hamilton finì con 5 lunghezze in meno del campione Nico Rosberg.

Differenze minime, ma che in alcuni casi hanno determinato persino una buona fetta della carriera di un pilota: ad esempio, Alonso ha perso due titoli con la Ferrari (nel 2010 e 2012) per un totale di 7 punti.

Alla Mercedes lo sanno benissimo e l’immagine di Toto Wolff che sferra i pugni sul tavolo la dice lunga sullo stato d’animo del team principal dopo il podio ceduto volontariamente da Hamilton all’ultima curva, col rischio di farsi infilzare da Verstappen che stava tallonando Bottas. Un gesto comprensibile quando non c’è in ballo nulla, ma in una lotta così serrata potrebbe costare caro.

“No, non posso dire che non rimpiangerò questa decisione – ha commentato Wolff – sarebbe privo di senso affermarlo. La verità è che se ad Abu Dhabi perderemo per 2 o 3 punti, tutti ripenseranno a Budapest. E io sarò il primo a spararmi addosso”.

“Ma lo spirito Mercedes è questo. Siamo stati fedeli ai nostri valori, che ci hanno permesso di vincere tre titoli piloti e tre costruttori di fila. Impartire quest’ordine è stato il compito più difficile degli ultimi cinque anni, perché dietro a Bottas c’era anche Verstappen e non sapevamo quale sarebbe stato alla fine il margine tra i due”.

“Non sono contento di come è andata. Ma se non vinceremo, almeno possiamo dire di essere stati fedeli ai principi dello sport. Abbiamo visto che in passato certe decisioni spietate, mirate a privilegiare un solo pilota e sacrificare l’altro, hanno avuto effetti negativi sul brand a livello di immagine, pur essendo redditizie per la classifica. Ma noi siamo qui per vincere in modo leale e vogliamo continuare su questa linea. Anche se è stato terribile prendere una decisione così“.

 

Scritto da: Luca De Franceschi

Luca De Franceschi
Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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