Formula 1 | Jules Bianchi, l’angelo vestito da pilota che mai verrà dimenticato!

“Chi muore non va via per sempre, ci aspetta. Ma nel mentre vuole vederci vivere fortissimo”. Cit. Max Conteddu. Parole come queste sono in grado di aggiustare cuore e anima e ci ricordano che Jules Bianchi vivrà sempre nei nostri cuori

Ci sono articoli come questo che non si vorrebbero mai scrivere, perché fa male il cuore mentre si scrivono. Eppure mi ritrovo qui, ad omaggiare Jules Bianchi, perché il ragazzo dal sorriso angelico non può essere dimenticato. Questo è il lato della Formula 1 che ho sempre odiato, il lato che la teneva lontano da me, perché vorrei che si potesse parlare di Formula 1, senza dover parlare di morte. Vorrei che si potesse parlare della passione che trasmette questo sport, delle emozioni, delle lacrime di gioia per una vittoria, dei suoi piloti che fanno di lei la propria vita ed è questa vita che andrebbe preservata sempre, prima di ogni cosa, perché all’interno di ogni vettura c’è una persona, non un pupazzo. Il mio amore-odio con lei tratta proprio questo, non poterne più fare a meno, ma avere anima e cuore a pezzi quando succede l’irreparabile.

Irreparabile che tante volte potrebbe essere evitato, irreparabile che non dovrebbe essere risolvibile solo dopo la disgrazia, ma prima che essa accada. Perché dobbiamo attendere che accada qualcosa di tragico per poi trarne insegnamento? Questa è la cosa che mi addolora di più. Due anni fa è morto un ragazzo che aveva tanti sogni, tra cui diventare Campione del Mondo di Formula 1 e gareggiare con la Ferrari. Tali sogni si sono scontrati con la più dura realtà, un tragico e maledetto incidente ci ha portato via Jules Bianchi. Ma lui non si è arreso subito, ha lottato per 9 mesi, per quella che è stata la sua gara più importante, ed in quei mesi abbiamo lottato e sperato tutti che avvenisse un miracolo, che purtroppo non c’è stato. Una vita spezzata, un ragazzo di soli 25 anni che ha dovuto lasciare incompiuti i suoi sogni, non per sua scelta.

Ma per la Formula 1 che era la sua più grande passione, e che ancora una volta, porta sulle spalle il peso di un’altra vita finita troppo presto per causa sua. Tutto ciò sembra così crudele e surreale, che accettarlo diventa e resta impossibile. Il sorriso angelico di Jules Bianchi resta nella mente e nel cuore di chi l’ha conosciuto e gli ha voluto bene, dei suoi tifosi e di chi ha lottato con lui in quei mesi terribili. Non ci si abitua mai a cose del genere, nonostante la Formula 1, specialmente nel passato, ci ha insegnato che di morti tragiche che fanno ancora male, ce ne sono state fin troppe.

“Chi muore non va via per sempre, ci aspetta. Ma nel mentre vuole vederci vivere fortissimo”. Cit. Max Conteddu. Parole come queste sono in grado di aggiustare cuore e anima e di alleviare il tormento e la rabbia che scaturiscono dopo una morte del genere. L’angelo vestito da pilota, il ragazzo dal sorriso limpido, il nostro Jules Bianchi vivrà per sempre nei nostri ricordi e nel frattempo ci aspetta, magari con un casco in mano, seduto su una monoposto perché sicuramente starà gareggiando anche lì tra gli angeli. Il suo sorriso sincero ed il suo sguardo pulito e così vero non verranno mai dimenticati. Jules aiutaci tu a vivere intensamente, così come avresti voluto e fatto tu, aiutaci a sopportare tutto questo, noi ti promettiamo che vivremo anche per te. #CiaoJules

Scritto da: Sabrina Aceto

Sabrina Aceto

Mi chiamo Sabrina ho 25 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l’aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

1 Commento

  1. Avevo visto il Gran Premio del Giappone di Formula 1 2014 sul circuito internazionale di Suzuka sotto un mattino infestato da pioggia battente avvenuto la scorsa domenica pomeriggio del 5 ottobre 2014 sulle reti RAI e poi avevo visto la Marussia-Ferrari di Jules Bianchi il pilota italo-francese che, prima della sua morte e del suo decesso entrambi avvenuti il 17 luglio 2015 e i suoi funerali celebrati il 21 luglio dello stesso anno alla cattedrale di Santa Reparata a Nizza, si è schiantata contro una gru mobile che trasportava la Sauber-Ferrari di Adrian Sutil. Speriamo che domani sera alle 21:10 sugli schermi di Canale 5, al termine di Paperissima Sprint Estate di Antonio Ricci con la conduzione del Gabibbo e Vittorio Brumotti con la partecipazione di Maddalena Corvaglia e le veline Ludovica Brasca e Irene Cioni, verrà trasmesso “Jules Bianchi: l’angelo vestito da pilota”, uno speciale del TG5 condotto da Alberto Bilà e tra gli ospiti in studio troviamo Alessandro Cecchi Paone l’opinionista di Mattino Cinque e la storica giornalista e vicedirettrice del TGcom24 Annalisa Spiezie con l’intervento del critico artistico Vittorio Sgarbi e i possibili collegamenti in diretta dalla storica e attuale sede della Ferrari di Maranello in provincia di Modena, dall’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola in provincia di Bologna, dall’Autodromo di Monza in provincia di Monza e Brianza e dalla cattedrale di Santa Reparata di Nizza.

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