Formula 1 | Hamilton, Vettel e quella stretta di mano (avvenuta) ma negata dai media: storia di un finto caso

Hamilton è stato preso di mira da giornalisti, presunti opinionisti, tifosi della Ferrari ed haters per la mancata stretta di mano con Vettel. Peccato che c’era stata pochi minuti prima…

La sfida tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel si fa sempre più accesa e, nella maggior parte dei casi non per colpa dei diretti interessati. Se il pilota della Ferrari e quello della Mercedes, staccati di 14 punti in classifica, dopo i fatti di Baku, e le conseguenti scuse pubbliche del tedesco, pensano solo ed esclusivamente alla lotta sul campo, sono i media (accreditati e considerati per di più autorevoli) a voler trasformare ogni cosa in un caso.

Ma facciamo un passo indietro: torniamo al termine delle qualifiche del Gran Premio d’Austria. Bottas, Vettel e Hamilton si dirigono verso il rettilineo principale dove, come introdotto dai nuovi proprietari della Liberty Media, si svolge la tradizionale conferenza stampa. In un momento in cui la regia internazionale non stava riprendendo, mentre il tedesco parlava fitto col finlandese, l’inglese della Mercedes si è diretto proprio in direzione del ferrarista per stringergli la mano.
Un gesto spontaneo, come sottolineato dagli addetti ai lavori che hanno assistito alla scena. Ben prima dell’arrivo di Davide Valsecchi, inviato di Sky Sport F1, scelto dalla FOM per intervistare i piloti nel post-qualifica.

L’unica colpa (se così vogliamo definirla) di Hamilton in questo caso è stato non aver ripetuto la stretta di mano in modo plateale, davanti alle telecamere, a seguito della petizione di Valsecchi stesso. L’inglese ha risposto con un laconico “Lo abbiamo già fatto“. Da questo momento il pilota della Mercedes è preso di mira da giornalisti, presunti opinionisti, tifosi (che mi vergogno pure a definire tali), haters, parola che va tanto di moda nei social network. Hamilton viene definito come un cattivo, immaturo, indisponente e perfido, giusto per evitare di dare ulteriore risalto a volgarità e bassezza, legate al colore della pelle.
Oggi si è svolta una vera e propria gara, ma non si parla del Gran Premio. Tutti si sono divertiti a sparare a zero sul pilota inglese, incolpevole delle negligenze che gli sono state affibbiate.

Ma se sempre più spesso il popolo dei social network si trova imbottito di utenti dalla dubbia capacità intellettiva, sono sempre di più gli utenti che nelle ultime si sono chiesti perché andare ancora a seminare zizzania su una storia chiusa, perché fomentare odio senza una mezza verità, perché un media che per antonomasia, dovrebbe fare informazione si lasci andare a determinati comportamenti vergognosi nei confronti di un pilota dall’immenso talento, portandosi dietro, inevitabilmente in casi come questo, una tifoseria che non dovrebbe appartenere nemmeno di nome al mondo della Formula 1.

Per fortuna anche questo sabato di polemica (inutile) è passato. Il gioco torna in mano ai piloti e domani il Gran Premio d’Austria potrebbe regalarci non poche sorprese.

Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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