Formula 1 | GP Ungheria 2017, Daniel Ricciardo: “Gara finita, meglio non aggiungere altro”

Il GP d’Ungheria di Daniel Ricciardo è durato solamente due curve, a causa di un contatto con il suo compagno di squadra Verstappen che l’ha reso davvero furibondo

Scattato dalla sesta posizione in griglia di partenza, la gara sul circuito di Budapest di Daniel Ricciardo è durata solamente poche centinaia di metri.
L’australiano, infatti, è stato coinvolto in un incidente alla seconda curva innescato dal suo compagno di squadra, un Max Verstappen che ha tentato di resistere, senza successo e con conseguenze tutt’altro che piacevoli, all’attacco del pilota di Perth.

Uscito furibondo dall’abitacolo della sua RB13, Ricciardo ha così commentato l’accaduto di fronte ai giornalisti: “Max era lento all’uscita della prima curva mentre io ero più veloce. Alla curva 2 Bottas ha preso una linea più interna, così io ho pensato di utilizzare una traiettoria esterna in modo da sfruttare la situazione. Non ho però fatto i conti con il mio compagno di squadra: anche stavolta Verstappen ha trovato un modo creativo per fare una stupidata!”.

E dire che prima dello start, come da tradizione, i vertici della Red Bull parlano ai loro piloti in modo da garantire una condotta di gara sì aggressiva ma, soprattutto, rispettosa delle regole.
Come al solito Christian Horner ci ha parlato e ci ha detto di andare forte… ma anche di stare attenti – ha continuato Ricciardo – L’importante era evitare fatti spiacevoli, un qualcosa che oggi, purtroppo, non è stato possibile evitare. Parlerò a Max dell’incidente: ad ogni modo lui ha dimostrato che è ancora tanto giovane e inesperto. Sono molto arrabbiato: la mia gara è finita e non c’è nulla che io possa fare. Meglio non aggiungere altro”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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