Formula 1 | GP Austria 2017: analisi del circuito

Nono round stagionale: ci troviamo in Austria, sul circuito del Red Bull Ring. Scendiamo in pista con la HAAS di Grosjean e scopriamone tutti i segreti

In seguito allo scorso appuntamento in Azerbaijan sul nuovissimo circuito cittadino di Baku, il Mondiale di Formula 1 si sposta per il nono round in Austria, sullo storico tracciato del Red Bull Ring. Situato nelle vicinanze della cittadina di Spielberg bei Knittelfeld (Stiria), nel corso della sua storia è conosciuto anche come circuito di Zeltweg, Österreichring e A1-Ring.

La prima versione della pista austriaca che ha ospitato l’edizione inaugurale del GP locale (1964) era stata ricavata all’interno dell’aerodromo militare di Zeltweg, con un layout a forma di L costituito da coni e balle di fieno. L’anno successivo, però, ci si accorse che la superficie dell’asfalto era sconnessa e altamente abrasiva: motivo in più per la comunità locale di progettare una pista completamente nuova.

A meno di un chilometro di distanza dall’aeroporto, quindi, la cittadina di Spielberg creò quello che sarebbe diventato il famoso Österreichring, che ospitò la Formula 1 dal 1970 fino al 1987, anno in cui la Federazione non lo ritenne più adeguato agli standard di sicurezza.
In quel momento entrò in gioco la società telefonica A1, la quale, dopo diversi lavori di ammodernamento, lo fece tornare in calendario con il nome di A1-Ring a partire dalla stagione 1997. La pista in questione era stata accorciata e rallentata, ma le monoposto del Circus vi continuarono a correre fino al 2003.

Poi, nel 2004, venne acquistata dalla Red Bull, la quale iniziò a sua volta un complesso progetto di restyling: mantenendo il profilo dell’A1-Ring ma rinominandolo in Red Bull Ring, lo fece tornare per la seconda a volta in calendario a partire dal 2014, con un layout lungo 4,326 km e con dieci curve in totale. Fatta questa premessa, adesso andiamo a scoprire tutti i segreti curva per curva.

Il Red Bull Ring è un circuito molto corto, ma allo stesso tempo estremamente veloce e tecnico.
Una volta fatto scattare il cronometro ci troviamo sul rettilineo principale, che culmina in salita con la prima curva chiamata Castrol Edge: è una svolta quasi a 90°, ci si arriva a 310 km/h in ottava marcia e per affrontarla bisogna scalare in quarta, inserire decisi la monoposto e riaccelerare immediatamente per aggredire il lungo “falso” rettilineo successivo.
Che porta alla curva numero 2, la Remus, un’altra svolta molto secca da affrontare in seconda e dove bisogna stare attenti in uscita al fine di evitare il pattinaggio delle gomme posteriori.
Dopodichè si passa sul primo tratto dove è possibile utilizzare il DRS e si arriva alla curva 3, la Schlossgold, da spigolare in maniera ottimale in modo da lanciarsi nella parte centrale del circuito. Qua bisogna sempre tenere il pedale dell’acceleratore leggermente puntato in modo da mantenere elevata la velocità, sia nella curva 4 (la Rauch) che nella 5 (Wűrth Kurve) e nella successiva 6, la quale poi porta verso la 7 (Rindt). Questa bisogna affrontarla entrando con decisione in ingresso, per poi proseguire verso l’ultima curva, la Red Bull Mobile, da aggredire ancora con il coltello tra i denti per poi lanciarsi sul rettilineo principale con l’ala mobile, ovviamente, attivata.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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