GP di San Marino Ayrton Senna

Formula 1 | F1 Story 1988, GP di San Marino: la prima vittoria di Senna con la McLaren

Secondo GP della stagione 1988, circuito di Imola: Ayrton Senna centra la pole position e domina dall’inizio alla fine, Alain Prost parte male ma recupera fino alla seconda posizione

Dopo il primo appuntamento sul circuito brasiliano di Jacarepaguà, che diede il via alla stagione 1988, il Circus iridato si spostò per il weekend del 1 maggio sull’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, in vista del secondo round di San Marino.

Come era stato nei test pre-stagionali, le due McLaren-Honda di Ayrton Senna e Alain Prost dominarono completamente la scena, monopolizzando la prima fila con il brasiliano che centrò la seconda pole position con un sensazionale tempo di 1’27”148.
Il francese si accodò con sette decimi di distacco grazie a un crono di 1’27”919, mentre tutto il resto della griglia accusò un margine ben più importante: il più veloce dietro alle due MP4/4 turbocompresse fu il Campione del Mondo in carica Nelson Piquet, che però non riuscì a infrangere il muro dell’1’30” nonostante la sua Lotus fosse dotata dello stesso motore della monoposto di Woking.

Ayrton Senna in azione

Il gap accusato dal brasiliano tre volte Campione del Mondo era dato dal fatto che la sua 100T non era aerodinamicamente così efficace come le McLaren avversarie: la loro forma particolarmente bassa e affilata, infatti, le rendeva spietate in termini di accelerazione, inoltre erano dotate di un livello di grip assolutamente non alla portata di tutte le altre in griglia.
A fianco di Piquet si qualificò la prima delle Benetton di Alessandro Nannini, mentre in terza fila Gerhard Berger riuscì a portare la sua Ferrari F1 87/88C in quinta posizione, affiancata dalla Williams di Riccardo Patrese. Il suo compagno di squadra, Nigel Mansell, invece ebbe qualche problema di troppo, e si dovette accontentare dell’11esima piazza: quella fu la prima volta dal GP del Messico 1986 che il Baffo più veloce d’Inghilterra mancò la prima fila.

La partenza del GP di San Marino 1988

Allo stesso modo delle qualifiche, anche in gara le due McLaren-Honda furono protagoniste assolute… almeno quella di Ayrton Senna, dal momento che il suo compagno di squadra Prost soffrì alcuni frequenti stalli del motore già dal giro di allineamento. Allo start la MP4/4 del francese rimase praticamente immobile e scivolò in settima posizione, mentre il brasiliano scattò perfettamente e fece valere subito la sua superiorità sul resto della griglia.

Azione alla curva del Tamburello

Nel giro di pochi giri, però, Alain riuscì a recuperare e si portò in una seconda posizione che rimase tale fino alla bandiera a scacchi: Senna, infatti, era troppo lontano e in tutto il resto della corsa riuscì a mantenere un margine che oscillava dai 6 ai 10 secondi. Solamente nell’ultimo giro il gap scese considerevolmente, visto che il brasiliano dovette rallentare per assicurarsi il livello di carburante sufficiente in modo da poter terminare la gara. Lo stesse fece Prost, anche se tentò fino all’ultimo di incrementare la pressione del turbo in modo da ridurre il proprio svantaggio dalla testa della corsa.

Alessandro Nannini vs Nelson Piquet

Il gradino più basso del podio venne occupato dal Campione del Mondo in carica Nelson Piquet, il quale dovette combattere sia con le Benetton di Nannini e Boutsen, sia con le Williams di Patrese e Mansell ma anche con la Ferrari di Berger. La sua Lotus, però, non fu altrettanto efficace rispetto alle due McLaren, che riuscirono a doppiarlo nel corso del 56esimo giro poco prima della bandiera a scacchi.

La prima monoposto dotata di propulsore atmosferico fu la Benetton di Thierry Boutsen, giunta quarta al traguardo dopo che il suo compagno di squadra Alessandro Nannini aveva condotto una furiosa battaglia con la Lotus di Nelson Piquet. Mentre il senese era più competitivo nelle curve, il brasiliano era più veloce sui rettilinei: alla fini arrivarono ruota a ruota alla Tosa verso metà gara, il che portò Nannini in un testacoda che lo fece scivolare in settima piazza. Tentò di recuperare fino alla quinta posizione, ma poi proprio nell’ultimo giro venne sopravanzato dalla Ferrari di Gerhard Berger con una manovra al limite sull’erba della variante delle Acque Minerali.

Michele Alboreto in azione prima del ritiro

Andò peggio alla Rossa gemella di Michele Alboreto, che fin dalla partenza soffrì un surriscaldamento che lo costrinse ad accodarsi a tutta la griglia di partenza. In gara tentò una rimonta disperata, ma poi nel corso del 54esimo giro il motore turbo dal Cavallino Rampante sventolò definitivamente bandiera bianca costringendo il milanese al ritiro.
Gli fece compagnia anche la Williams di Nigel Mansell: l’inglese partì bene dalla sua 11esima posizione in griglia e recuperò fino alla terza piazza superando Piquet alla Rivazza nel corso del 40esimo giro. Poco dopo, però, del fumo blu cominciò a fuoriuscire dal retrotreno della sua FW12: un passaggio più tardi venne ripassato dal brasiliano, per poi essere costretto al ritorno ai box per un problema elettrico.
Completarono la top ten la Arrows dello statunitense Eddie Cheever, seguita dalla Lotus del giapponese Satoru Nakajima, dalla seconda A10B di Derek Warwick e dalla AGS motorizzata Ford di Phillippe Streiff.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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