Formula 1 | Sicurezza: tanto lavoro da fare per l’introduzione dello Shield

Non sarà facile il lavoro di sviluppo che porterà all’auspicata introduzione dello Shield nel 2018, a detta dei team

Nessuno ha ancora visto scendere in pista una vettura con lo Shield, lo scudo, eppure pare che proprio questa soluzione sia destinata, almeno nelle intenzioni della FIA, ad equipaggiare le vetture del 2018. Nel weekend del GP di Cina, il progetto era stato mostrato ad alcuni piloti ed era stato promosso dallo Strategy Group come soluzione più convincente per la sicurezza del pilota a sfavore dell’Halo e dell’Aeroscreen, il sistema proposto dalla Red Bull lo scorso anno nelle libere del GP di Russia.

La FIA continua a studiare sistemi per la sicurezza della testa del pilota (che, se fossero stati applicati in passato, forse avrebbero evitato incidenti fatali come quello di Justin Wilson a Pocono) e di qui a poco dovrebbero cominciarsi a vedere i primi collaudi in pista. Perché il tempo stringe e non è un mistero che i team debbano cominciare a lavorare sui progetti futuri.

“Abbiamo visto alcuni modelli e abbiamo studiato il modo in cui integrarli al chassis della macchina – ha spiegato Andrew Green della Force India Però ci sono ancora tanti punti interrogativi e tanto lavoro da fare in un arco di tempo ristretto. Dovremo prendere decisioni intelligenti”.

Jorg Zander della Sauber ha espresso lo stesso problema, che riguarda il poco tempo a disposizione dei team per mettere a punto un elemento – lo Shield, posto davanti al casco del pilota – così importante: “Di solito, a luglio o ai primi di agosto abbiamo definito la scocca della vettura. Ora, la questione riguarda il modo in cui lo Shield andrà ad integrarsi con il chassis, quindi dobbiamo chiederci quale sarà la sua solidità strutturale. Dobbiamo assolutamente provare un sistema come questo a settembre per avere le idee più chiare. Teniamo molto alla sicurezza e vogliamo lavorare per questo obiettivo insieme alla FIA”.

Paul Monaghan della Red Bull ha rafforzato il concetto: “Non solo dovremo fare i collaudi con lo Shield, ma anche verificare il suo effettivo funzionamento e la qualità in termini di protezione per il pilota. Di conseguenza, qualsiasi cambiamento sulla struttura dello Shield avrà un suo impatto sul chassis. C’è davvero tanto lavoro da fare per introdurre questo sistema già l’anno prossimo”.

Scritto da: Luca De Franceschi

Luca De Franceschi
Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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