VIDEO Formula 1 | GP Monaco 2017, analisi del circuito

Il sesto round stagionale andrà in scena sullo storico circuito di Montecarlo, sede del leggendario GP di Monaco: scendiamo in pista con la McLaren di Jenson Button

Se il classico circuito di Barcellona-Catalunya ha rievocato in voi la malinconia dei GP di una volta, allora il tracciato di Montecarlo porterà la vostra nostalgia ai massimi livelli.

Il sesto round della stagione 2017, infatti, porta il Circus iridato a gareggiare tra le stradine del Principato di Monaco, sede di quel leggendario GP presente in calendario fin dal 1929.
La pista di Montecarlo fa entrare subito ogni pilota in una mentalità d’altri tempi: qua contano capacità e tecnica di guida, tanta precisione e quel pizzico di follia per poter entrare nella Hall of Fame dei grandi Campioni, tra i quali spiccano Ayrton Senna (sei vittorie all’attivo), Graham Hill (soprannominato, per l’appunto, Mr Monaco) e Michael Schumacher.

Lungo 3,337 km con 19 curve in totale, il circuito di Montecarlo ha costretto la FIA ad adottare delle deroghe per potervi far correre le monoposto attuali: innanzitutto la distanza di gara è ridotta a 260 km rispetto ai canonici 305, inoltre il weekend, con le prime prove libere, ha inizio il giovedì anziché il venerdì, riservato alle competizioni delle formule minori.

Ma come nasce questa storica pista? Quali sono le sue caratteristiche peculiari? Cosa la rende così magica? C’è da dire che la preparazione al GP mette in moto una serie di attività sulle stradine del Principato: gli operai sistemano le barriere di protezione, i guard rail, i cordoli, le tribune, oltre a livellare le disconnessioni dell’asfalto utilizzato, solitamente, dal traffico cittadino.

Sono due le particolarità di Montecarlo: innanzitutto l’altitudine, perchè la salita che porta alla Beau Rivage fino al Casinò arriva al punto più alto di 89,5 metri sul livello del mare. Poi, dalla Mirabeau, inizia la discesa di circa 40 metri verso la Darsena. Ma anche lo spazio: le alte barriere di protezione a filo dei marciapiedi, infatti, sembrano rendere la carreggiata ancora più stretta di quanto già non lo sia. E poi, la solita domanda: ma come fanno 20 monoposto di Formula 1 a passare in mezzo a queste anguste stradine, soprattutto al Fairmont-Hairpin (dove, tra l’altro, Sutil nel 2013 riuscì a passare Fernando Alonso)? Per non parlare del lungo tunnel che porta alla staccata della Nouvelle Chicane, a cui si arriva a quasi 300 km/h!

E dopo questa lunga premessa, andiamo a scoprire curva per curva come si guida sul leggendario circuito di Montecarlo.

PRIMO SETTORE: Al termine del rettilineo principale, unico punto dove è possibile utilizzare il DRS (ala mobile), si arriva alla prima curva, la Sainte Devote, a circa 280 km/h quando dalla settima marcia si passa in quarta (o in terza per avere il motore leggermente più “in tiro”), si frena decisi ma subito si lascia scorrere la monoposto per inserirla verso la lunga salita della Beau Rivage che porta prima alla curva numero 3, la Massenet da affrontare in quarta, e poi alla numero 4, la famosa Casinò. Da qua si “scollina” verso il settore più tecnico, nel quale spicca il celebre Fairmont-Hairpin.

SECONDO SETTORE: Dalla curva del Casinò si procede verso la Mirabeau Haute, una destra che porta immediatamente nella zona più spettacolare di tutta Montecarlo: si tratta del famoso Fairmont-Hairpin, un tornantino molto secco da percorrere rigorosamente in prima marcia e che rallenta notevolmente l’andatura della nostra monoposto. Poi è il turno della curva numero 7, la Mirabeau Bas, e della numero 8, la Portier, due curve quasi speculari entrambe a destra in cui bisogna giocare molto con freno ed acceleratore (in seconda marcia) per lanciarsi verso il lungo curvone numero 9, corrispondente al famoso tunnel dove, qualche anno fa, è stato bandito l’uso del DRS per ragioni di sicurezza.

TERZO SETTORE: Al termine del tunnel si raggiungono quasi i 300 km/h in settima marcia, quando sul più bello è necessario attaccarsi ai freni per affrontare la Nouvelle Chicane, una spigolosa sinistra-destra che spezza il ritmo e che in più di un’occasione in passato ha indotto in errore diversi piloti. Una volta superata, stando attenti alle barriere di protezione in uscita, ci si lancia verso la curva numero 12, quella del Tabaccaio: bisogna aggredirla con decisione, soprattutto in inserimento per evitare di perdere velocità. A questo punto si procede verso la zona delle piscine, ultima parte del circuito di Montecarlo.

SETTORE FINALE: Con gli yacht ormeggiati nel molo ormai superati, ora dobbiamo affrontare la zona delle piscine: la prima curva è la numero 13, la Louis Chiron, da percorrere a tutta velocità verso la 14, che ci fa rallentare dalla sesta marcia a quasi 250 km/h fino in terza. Stiamo aderenti ai cordoli e proseguiamo nel successivo curvone numero 15 che ci porta verso la numero 16, la Rascasse. Cambio di direzione verso l’ultima chicane, la Anthony Noghes, nella quale è facile perdere trazione in uscita quando è il momento di riaccelerare sul rettilineo principale verso la bandiera a scacchi.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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