Formula 1 | Lewis Hamilton sincero: "Senza soldi non puoi entrare in F1"

Formula 1 | Lewis Hamilton: “Senza soldi non puoi entrare in F1”

Nell’intervista sul giornale Rolling Stone, Lewis Hamilton rivela alcuni retroscena della sua vita e come sia impossibile entrare in F1 senza le spalle coperte

Lewis Hamilton: tre titoli mondiali nel 2008 e nel biennio 2014-2015, 192 GP disputati, 54 vittorie, 107 podi, 63 pole position e 33 giri veloci.
Questo il palmares del britannico nato a Stevenage e sostenuto a correre sulle quattro ruote fin dall’infanzia dal padre: “Quando entro nell’abitacolo corro per lui: se non fosse stato per il suo aiuto non sarei dove sono ora. Lavorava di giorno per una ditta di distributori automatici, ma poi di notte faceva altro pur di farmi correre. Gli devo tutto”.

La sua storia verso l’entrata nel Circus iridato, quindi, è molto particolare, un percorso che difficilmente può essere seguito dai giovani d’oggi: “In 24 anni di corse non ho mai incontrato un altro pilota nero – ha ammesso Hamilton – Solo adesso comincio a vedere che le cose stanno cambiando. Nel mio caso… da ragazzo uscivo da scuola il venerdì, poi nel weekend correvo in macchina. Ho perso gran parte della mia adolescenza, ma in compenso ho un lavoro che adoro. Anche se, al giorno d’oggi, la Formula 1 è un mondo inarrivabile per chiunque sia di umili origini: senza soldi non fai tanta strada, e anche se sei un ragazzino che vince tutte le gare, sarà sempre preferito quello che ha il portafoglio gonfio”.

Serve un cambiamento di rotta: ci proverò, perchè nella mia vita non mi sono mai arreso – ha continuato il tre volte Campione del Mondo – Da piccolo ho subito il bullismo da alcuni miei compagni di scuola, per questo ho chiesto a papà di fare arti marziali. Un giorno, poi, sono riuscito a battere uno più forte di me. È grazie a mio padre che possiedo questo mio carattere di non mollare mai. Preferisco continuare a lottare”.

Dalla Formula 1 alla sua vita personale, il passo è breve: “Mi piace molto la musica, che ascolto ogni giorno – ha proseguito Lewis – Ma adoro anche la mountain bike, gli sport acquatici e la moda. Come gestisco la mia popolarità? All’inizio me ne preoccupavo, ora non mi interessa: non leggo quello che gli altri dicono di me, vado avanti per la mia strada e cerco sempre di essere positivo. La mia unica pressione sono le aspettative sul mio lavoro, ma niente può condizionarmi: ho io il controllo della situazione”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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