Formula 1 | GP Russia 2017: le nostre pagelle

Brillante Valtteri Bottas, un po’ meno il poleman Sebastian Vettel, mentre nelle retrovie c’è chi non è nemmeno riuscito a partire ma non molla. Ecco a voi le nostre pagelle del GP Russia

Formula 1 | GP Russia 2017: le nostre pagelle

Contrariamente a ogni previsione, il GP Russia si è concluso con la prima vittoria in carriera di Valtteri Bottas, eletto pilota del giorno dai fan. Il finlandese ha trionfato su Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, tenendo alta la bandiera Mercedes con una forte reazione in un momento buio di Lewis Hamilton. Nella gara di ieri non sono mancati gesti offensivi, lamentele via radio, incidenti e delusioni ancora prima del via, che analizzeremo in queste pagelle, valutando il week-end complessivo dei piloti.

Valtteri Bottas – voto 10: qualificato davanti al compagno di squadra, il finlandese della Mercedes ha sorpreso alla partenza, prendendo la scia di Vettel e sopravanzando il poleman con decisione. Si può affermare che l’esito della gara sia stato determinato nei primi giri grazie a un primo stint inarrivabile per i rivali.  Nel finale Bottas ha mantenuto i nervi saldi pur essendo sotto pressione e, salvo una piccola sbavatura, è riuscito a gestire il suo modico vantaggio. Finalmente riscattato da quei millesimi e centesimi che nelle prime due gare in qualifica gli erano stati ostili, Bottas ha combattuto con le proprie forze e meritato la vittoria.

Sebastian Vettel- voto 8-: dominatore delle qualifiche e forse troppo impegnato a cantare vittoria prematuramente, alla partenza nonostante lo spunto fosse buono, è stato beffato da Bottas. L’alfiere tedesco ha lottato fino all’ultimo, dando prova della competitività della sua Gina, ma bisogna ammettere che ha sprecato un’occasione d’oro. Inoltre la frustrazione in Vettel ha ancora una volta prevalso: il terzo dito mostrato a Felipe Massa durante il doppiaggio con annesse lamentele via radio non è certo sinonimo di eleganza e sportività, ed ecco spiegato il meno aggiunto al voto. D’altronde, tra ridurre il gap e sorpassare c’è di mezzo il mare.

Kimi Raikkonen- voto 7/8: dalla prima fila al terzo posto, passando per una partenza non esemplare e il tragicomico momento di confusione sulla propria posizione, la performance di Iceman è stata altalenante e ancora una volta non al livello del compagno di squadra. Questo week-end, tuttavia, complici l’assenza di Hamilton e la velocità di una Ferrari con la quale era difficile non arrivare sul podio, Kimi si salva e porta a casa una dignitosa “medaglia di bronzo” con tanto di giro veloce, tingendo di un rosso ancora più intenso la foto del podio.

Lewis Hamilton- voto 5/6: irriconoscibile il tre volte campione del mondo, che già dal venerdì aveva esposto le sue vulnerabilità. Un week-end da dimenticare, in cui il 4° posto era il massimo a cui si poteva aspirare. Mancava il feeling con la vettura, con gli pneumatici, nulla funzionava, e il passo simile a quello di Verstappen è sintomatico di un’underperformance notevole. C’è da preoccuparsi? Lo scopriremo in Spagna. Colpevole forse l’assetto sbagliato per il GP Russia, ma se questo momento negativo dovesse perdurare certamente il pilota inglese verrebbe escluso dalla lotta al titolo in breve tempo.

Max Verstappen- voto 6/7: la RB13 doveva essere una degna sfidante della Mercedes, e invece si trova a lottare con le Force India e le Williams. Verstappen ha raggiunto l’obiettivo prefissato dal team, ossia il quinto posto, precipitando tuttavia nell’anonimato più totale nel corso della gara. Poteva andargli peggio, guardando al suo compagno di box, ma resta il fatto che questa Red Bull debba delle scuse ai suoi talentuosi piloti.

Stoffel Vandoorne- voto 5: il buon Stoffel è abbonato alla demolizione da parte di Alonso, sempre una spanna sopra. Questa volta, però, la sua vettura ha collaborato e non solo è riuscita a partire, ma ha anche concluso una gara per la prima volta nel 2017. Il 14° posto, davanti alle sole Sauber, era davvero il massimo per Vandoorne? Probabilmente sì, ma non era il massimo in senso assoluto. Con un piede da mezzo secondo in più, qualcun altro avrebbe sfoderato il suo spirito combattivo, costringendo la regia internazionale a staccare da Bottas e Vettel. Ad ogni modo questi sono risultati dai risvolti tragici che stridono con il glorioso nome McLaren, dal valore progressivamente deprezzato a causa del partner che si è scelto per “continuare a scrivere la storia”.

Fernando Alonso- voto 6,5: ieri lo spagnolo ha scritto un’altra pagina nera di storia, non partendo per la seconda volta in carriera dopo il lontano GP USA 2005 (senza contare i 2 GP saltati per motivi di salute). Il bicampione ha spremuto al meglio la sua MCL32 in qualifica, passando così il taglio del Q1. La vettura è bilanciata, ma la mancanza di potenza e affidabilità è davvero troppo, tanto da non consentirgli di arrivare alla griglia per effettuare la partenza. Incriminato è l’ERS di della PU, indietro di 2,6 secondi sul rettilineo rispetto agli altri motori e incapace di non fallire. Alonso ha quindi seguito il GP Russia dall’hospitality, prendendo un gelato in attesa di riassaporare il piacere di correre alla prima occasione possibile, qui o altrove.

Felipe Massa- voto 7: l’ex ritirato brasiliano stava comodamente al 6° posto, quando una foratura lo ha relegato in nona posizione, annichilendo il gap costruito nei confronti di Sergio Perez. Il nome Felipe è risuonato ai piani alti, soprattutto in quelli della radio di Vettel per la controversa manovra di doppiaggio. Il pilota della Williams ha dichiarato di non essersi accorto subito della presenza di Vettel, ma di aver comunque lasciato lo spazio. Certo, il doppiaggio di Bottas è risultato una passeggiata in confronto a quello di Vettel, ma non era assolutamente cruciale per quanto riguarda l’esito della corsa. Se gli stewards non lo hanno nemmeno considerato, un motivo ci sarà.

Carlos Sainz- voto 8: un punticino che sa di sollievo. Il buon madrileno sabato non ha passato il taglio per accede al Q3 del GP Russia, ma poco male. Con una buona condotta di gara, ha mantenuto la propria Toro Rosso nei punti e davanti rispetto al compagno di squadra e idolo locale Kvyat, riscattandosi dopo l’incidente con Stroll del round precedente.

Lance Stroll- voto 6,5: ancora ad anni-luce dal compagno d’esperienza Felipe Massa, il rookie canadese ha limitato i danni al GP Russia e ha visto per la prima volta la bandiera a scacchi, nonostante il contatto al via. L’undicesimo posto non è male, diamogli tempo e forse un giorno arriverà anche a punti!

Daniel Ricciardo- voto 5: disastro completo per l’australiano, con una qualifica non entusiasmante e un pesante ritiro a causa dei freni. Il trend di Ricciardo al GP Russia non è affatto positivo aggiungendo il risultato di ieri, e per la Red Bull non resta che sperare nel GP Spagna, dove debutterà un pacchetto di importanti migliorie.

Jolyon Palmer- voto 3: incidente nel Q1, replica al via. Se dall’altra parte del garage Hulkenberg sta dando dignità a questa Renault in crescita, Palmer sta dando del lavoro inutile ai meccanici della squadra francese, chiamati almeno una volta per Gran Premio a ricostruire la sua vettura incidentata. Il contratto del britannico è basato sui risultati positivi ottenuti nella seconda parte del 2016, ma un team non può permettersi di attendere che un pilota si svegli dal letargo dopo la pausa estiva.

Altre valutazioni senza commento: Sergio Perez 8; Esteban Ocon 8; Nico Hulkenberg 7,5;  Daniil Kvyat 6; Kevin Magnussen 5,5; Marcus Ericsson 5,5; Pascal Wehrlein 5; Romain Grosjean 4. 

Autore

Beatrice Zamuner

Mi chiamo Beatrice, ho 19 anni e frequento il Liceo Classico Franchetti a Mestre. Faccio parte di f1world da 2 anni, mentre dal giugno 2016 collaboro anche con rachf1.com, in inglese. L’interesse per la F1 è nato dalle vittorie di un giovane ma carismatico Fernando Alonso. Ho una venerazione per il circuito di Monza e ogni anno faccio il conto alla rovescia per sapere quanto manca al Gp d’Italia. Da grande vorrei diventare giornalista sportiva, perché ritengo che unire passione e professione sia la cosa migliore che un individuo possa attuare in tutta la propria vita.

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