Formula 1 | GP di Monaco: per piloti d’eccezione

Questo weekend si corre il GP di Monaco, uno degli appuntamenti più amati della F1: riviviamo la sua storia.

Domenica il mondo del glamour e quello della Formula 1 si danno appuntamento sulla Costa Azzurra per il Gran Premio di Montecarlo.

Virage du Casino, Tornante Mirabeau, Rascasse: nomi che anche chi non ha mai guardato un GP, ha sentito almeno una volta nella sua vita. Queste, infatti, sono le curve che hanno reso famoso il circuito sul quale sfrecceranno le monoposto, che si snoda tra le strade tortuose del piccolo principato.

Sorpassare è quasi impossibile e a determinare l’esito della gara spesso sono le qualifiche, tutto ciò accresce la fama di questo GP e lo rende uno degli appuntamenti più attesi della Formula 1. Senna, Hill, Prost, Schumacher, Fangio, Alonso, questi sono alcuni dei nomi dei pochi che sono riusciti ad imporsi, perché il GP di Montecarlo è per i piloti d’eccezione.

Lasciamo il presente, per fare un salto nel passato e ripercorrere la storia del Gran Premio più glamour del mondo.
E’ Anthony Noghes, commerciante di tabacco e fondatore del ACM di Monaco, autore dell’approdo della velocità a Monaco: la prima gara si corre il 14 Aprile 1929 e a vincere è una Bugatti.
Nel 1950 poi, l’appuntamento entra a far ufficialmente parte del calendario di Formula 1; sempre in questa edizione, Fangio in Alfa Romeo è autore del primo Grand Chelem della storia: pole, giro veloce e vittoria.

Cinque anni più tardi, la lotta è sempre tra grandi: Fangio, Ascari e Moss, con l’italiano illeso dopo un incidente che lo vede finire in mare, mentre la Ferrari conquista la sua prima vittoria con Trintignant.

Negli anni 60 a farla da padrone sono piloti come: Moss (2), Hill (5), Bruce McLaren e Denny Hulme, che si alternano sul podio del Principe Ranieri III.

 

Il GP del 1967, tuttavia, segna una pagina nera nella storia dell’automobilismo italiano, costretto a dire addio a Lorenzo Bandini. Il pilota Ferrari perde il controllo della vettura alla chicane del porto e, dopo varie capovolte, prende fuoco; i soccorsi non sono tempestivi perché si pensa che il pilota sia già fuori, ma una volta girata la monoposto avviene la macabra scoperta: Bandini si spegnerà dopo settanta ore di agonia.

 

Gli anni 70, invece, si aprono con la straordinaria vittoria di Jochen Rindt e Chapman che lo saluta con un salto di gioia al traguardo.
La Ferrari ritorna trionfante a Monaco vent’anni dopo, è il 1975 e sotto la pioggia Lauda regala la vittoria a Montezemolo che, preso dall’emozione, sferra un pugno a Regazzoni mentre l’austriaco taglia il traguardo. Lauda non si accontenta e anche l’anno seguente stringe la mano alla bellissima Principessa Grace.

Villeneuve si prende il GP del 1981 sulla linea del traguardo, dopo aver superato Jones.
L’anno seguente a salire sul gradino più alto è un italiano: Riccardo Patrese su Brabham: Arnoux perde il controllo a la Piscine e Prost ne approfitta, ma il francese sbatte contro il guardrail e regala la gara al pilota veneto.
Nel 1984 in una Monaco inondata di pioggia, una giovane Senna dà inizio ad una rimonta incredibile arrivando al traguardo e credendo di aver vinto, ma non si accorge del vantaggio di Prost…

Un anno più tardi è di nuovo il francese a trionfare seguito da Alboreto e De Angelis. Ayrton Senna dovrà aspettare il 1987 per alzare la coppa nel Principato, dopo il ritiro del Leone Mansell. Al brasiliano non va bene l’anno successivo: quando partito al comando, al 67esimo giro perde la concentrazione e va a finire contro le barriere prima dell’entrata del tunnel e consegna così la vittoria al rivale Prost.

Il “King of Monaco” si rifarà nei seguenti 4 anni (1989-1993), battendo il record di Hill: 6 vittorie e 5 pole.

Schumacher si impone per la prima volta a Monaco nel 1994 con la Benetton, mentre tre anni dopo tinge le strade di Rosso Ferrari.

Jarno Trulli è l’ultimo italiano a salire sul gradino più alto del podio a Montecarlo: per lui pole e vittoria davanti a Button e Barrichello nel 2004.
Raikkonen trionfa nell’edizione del 2005, dodici anni dopo quella di un altro finlandese: Keke Rosberg (1983).
Il protagonista del biennio seguente, poi,  è Fernando Alonso: prima in Renault e poi in McLaren. Vettel, invece, è riuscito ad imporsi solo una volta nel 2011 con la pole e il primo posto.

Nico Rosberg porta letteralmente a casa la vittoria nel 2013, nel 2014 e nel 2015. L’anno scorso a vincere è stato Hamilton in Mercedes, grazie ad un’incomprensione nel box Red Bull durante il pit-stop a Ricciardo, che fino ad allora era al comando.

Ancora pochi giorni e vedremo quale nome si aggiungerà all’albo d’oro del GP di Monaco.

Scritto da: Anna Polimeni

Anna Polimeni
Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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