Formula 1 | Classic F1: le dieci livree più eccentriche del Circus iridato

Se il rosa shocking delle Force India 2017 vi ha incuriosito, allora date un’occhiata a questa speciale top ten delle livree più pittoresche della F1

Dite la verità: cosa avete pensato quando avete scoperto la livrea “pink” della Force India 2017?
La Formula 1 di Barbie? La monoposto della “Pantera Rosa”?
Quello che è certo è che, una volta in pista, la VJM10 affidata a Sergio Perez ed Esteban Ocon fa un certo effetto e si distingue tra le altre vetture, queste con delle colorazioni sicuramente molto meno “pittoresche”.

Ma nella storia del Circus iridato ci sono state anche tante altre livree che hanno catturato l’attenzione (e le critiche) del pubblico in tribuna e da casa: ecco quindi che vi presentiamo una speciale top ten delle colorazioni più eccentriche che sono state portate in pista da una macchina di Formula 1. Belle o brutte che siano… di sicuro saltano all’occhio, vero?

1) Hesketh P308D (1976): La prima in ordine cronologico è la Hesketh P308D del 1976, appartenente a quel team di Lord Hesketh nel quale fino al 1975 aveva corso un certo James Hunt vincitore nel GP d’Olanda. Per la stagione successiva lo sponsor principale della scuderia britannica era addirittura…Penthouse, il quale aveva disegnato sulla monoposto motorizzata Ford Cosworth addirittura una rappresentazione di una giovane fanciulla bionda. Una scelta che servì a poco, perchè da lì a un paio di stagioni il reparto corse inglese affittò le proprie vetture ad altri team fino al suo inesorabile declino.

2) Shadow DN9 (1979): Se invece tra gli sponsor ci sono i tradizionali tabacchi, allora è più facile ritrovarsi sulla carrozzeria delle scritte… oppure una testa di leone avvolta tra le fiamme, come quella della Shadow DN9 sponsorizzata dall’olandese Samson. Questa monoposto, nonostante la livrea molto aggressiva, si dimostrò molto mansueta in pista, portando a casa solamente tre punti grazie alla quarta piazza di Elio De Angelis nel GP degli Stati Uniti sulla pista di Watkins Glen.

3) Ligier JS39 (1993): Inizialmente presentata nella sua tradizionale livrea azzurra, la Ligier JS39 del 1993 venne poi modificata nei colori per gli ultimi due GP del Giappone e dell’Australia. Il risultato? Una colorazione molto strana, quasi maculata che riproduce due pin-up femminili nella zona centrale assieme alla scritta “Gitanes” dello sponsor principale, azienda di tabacchi francese.

4) Footwork FA15 (1994): Tra i tanti team che hanno tentato di farsi strada nella Formula 1 degli anni ’90, un posticino è riuscito a ritagliarselo anche la Footwork, scuderia anglo-giapponese che inizialmente rilevò la Arrows grazie ad ingenti investimenti a partire dalla stagione 1991. La partnership durò fino al 1996, ma una delle monoposto che gli appassionati ricordano è la FA15, con la sua livrea pixelata… da colori non proprio in sintonia gli uni con gli altri.

5) Mastercard Lola T97/30 (1997): La storia del team Lola in Formula 1 inizia a metà anni ’90, quando il fondatore Eric Broadley decide di compiere il grande passo firmando contratti di sponsorizzazione con la Mastercard, con la Ford (fornitrice dei motori, quelli utilizzati dalla Sauber nel 1995) e con la Bridgestone per le gomme. Nacque così la T97/30, la quale disputò solamente prove libere e qualifiche a Melbourne nel primo GP del 1997: le sue prestazioni così disastrose indussero gli sponsor a ritirare tutti i fondi stanziati, lasciando a piedi non solo i due piloti (Vincenzo Sospiri e Ricardo Rosset), ma facendo chiudere l’intero team britannico. Almeno ci hanno provato… anche con una livrea multicolore che ricorda più i mattocini dei Lego che una monoposto di F1!

6) Jordan 197 (1997): E chi si dimentica della famosa Jordan, scuderia irlandese che a partire dalla stagione 1996 iniziò a pitturare le proprie monoposto di un giallo (quasi) canarino che la faceva risaltare su tutto il resto della griglia? La versione del 1997, per l’inciso, era ancora più particolare: al fine di far paura ai propri avversari, sul muso della 197 venne stilizzata la bocca di un serpente dallo sguardo cattivo e con i denti avvelenati. Affidata alla coppia Ralf Schumacher – Giancarlo Fisichella, a fine stagione totalizzò 33 punti e finì quinta in classifica costruttori, miglior risultato di tutta la sua storia.

7) Bar 555 (1999): Un’altra scuderia storica del Circus iridato è sicuramente la BAR, acronimo di British American Racing creata per gareggiare nel Mondiale 1999 dalla BAT, quella British American Tobacco proprietaria dei prodotti Lucky Strike e 555. Lo scopo della grande azienda americana di tabacchi all’interno della F1 era proprio quello di sponsorizzare i suoi due marchi: per questo motivo all’esordio vennero preparate due livree separate per Jacques Villeneuve (in versione Lucky Strike) e per Ricardo Zonta (in versione 555). Una scelta che venne bocciata dalla FIA, la quale affermò che la colorazione doveva essere uguale per entrambi i piloti a parte numero di gara, nome e nazionalità. Ma la soluzione arrivò di lì a poco: una livrea divisa in due, metà Lucky Strike e metà 555 con tanto di cerniera lampo a dividere le due parti.

8) Williams FW21 (1999): Fino al 1997 le Williams sfoggiavano in pista quella bella livrea bianco-blu dovuta allo sponsor principale della Rothmans. Poi, dal 1998 l’arrivo dell’australiana Winfield cambiò l’intera colorazione, dapprima tutta rossa con qualche sprazzo di bianco (per la sponsorizzazione della tedesca Veltins) per poi passare nel 1999 a delle striate rosso-giallo-blu che sembrano degli abbozzi di tempera fatti da un bimbo alle sue prime esperienze con i colori. Nonostante tutto però… ha un suo perchè.

9) Honda RA107 (2007): Dopo la lunga partnership con la Lucky Strike, durata fino al 2005 sotto i colori della BAR e nel 2006 direttamente sotto il controllo diretto della Honda, il colosso giapponese si trovò nel 2007 senza alcuna importante sponsorizzazione. Per questo motivo, si presentò in pista con una monoposto sulla quale era sfoggiata l’immagine del pianeta Terra, con l’intento di portare avanti la causa ecologica nei confronti dei problemi ambientali. La livrea, chiamata “Earth Livery”, non riscosse successo né sul fronte delle collaborazioni, né su quello delle performance in pista, dal momento che raccolse solo 6 punti a fine stagione.

10) HRT F111 (2011): La Hispania Racing Team (HRT) è entrata in Formula 1 nel 2009, ma fin dal principio ha sempre dovuto battagliare con diverse vicende societarie e importanti mancanze di sponsor. Questo problema la costrinse nel 2011 a mandare in pista la F111 con una livrea sulla quale era presente una scritta particolare: “This could be you”. L’intento? Chiedere palesemente aiuto nel trovare i fondi necessari per proseguire la loro avventura in F1, che si concluse definitivamente al termine della stagione successiva.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

1 Commento

  1. Preferisco l’azzurro e il blu della Benetton-Ford B194B di Michael Schumacher per il mondiale di Formula 1 1994.

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