Formula 1 | Salvate il soldato Fernando Alonso!

Fernando Alonso è un campione, un coraggioso, un combattente. Lo dimostra ogni domenica nonostante il mezzo non all’altezza. Lo dice la storia

È un campione, anzi per meglio dire un bi-campione del Mondo. Lo dice la storia, i numeri. È un coraggioso, un combattente e, come se fosse ancora necessario sottolinearlo, lo dimostra ogni domenica, in ogni Gran Premio che si stia lottando per la 13esima posizione o per la vittoria.
Nonostante tutto quello che si possa dire o scrivere, più passa il tempo e personalmente fatico sempre di più a capire Fernando Alonso. Nessun pilota, che rischia la vita in gara, meriterebbe di chiudere la propria carriera in Formula 1 a bordo di un trabiccolo, tanto meno uno che è riuscito a scrivere il proprio nome nell’Albo d’Oro della Formula 1.

Tenendo conto del mezzo che si trova a dover guidare, ancora una volta in Bahrain Fernando Alonso è riuscito a dare vita a una gara brillante, ricca di sorpassi, per un misero 13esimo posto, tanto da arrivare a oscurare gente come Vettel e Hamilton (non due a caso) che stavano lottando per la vittoria e per la leadership del Mondiale. Uno dei punti di forza della classe regina del Motorsport è la sua pericolosità, il rischio. Un errore di guida che arriva mentre la vettura si trova lanciata a oltre 200 km/h si può pagare caro ma questo aspetto, tanto caro agli appassionati, sembra non interessare al pilota spagnolo che continua a battersi e a lottare col coltello tra i denti, con onore, come tutti i grandi samurai hanno fatto prima di lui.

Fernando Alonso ha 35 anni, ha denaro sufficiente col quale potebbe vivere più e più volte su questa terra, ha una famiglia che lo ama, una fidanzata che lo segue in giro per il mondo come fosse la sua ombra, tifosi, progetti e ambizioni lontani dalla Formula 1. Eppure quando si infila il casco in qualche modo che è difficile spiegare è capace di ritrovare una motivazione talmente elevata che personalmente mi è difficile comprendere. Se volessimo fare un paragone semplice sarebbe come se un cane sempre alimentato alla casalinga, con tutti cibi freschi, passasse all’improvviso alle crocchette. Difficile abituarsi.
Non voglio essere fraintesa: non passa giorno in cui non riesco a non ammirare Fernando Alonso per la sua immensa capacità di estraniarsi da tutto una volta salito in macchina, per dimostrare di essere ancora il migliore in circolazione, nonostante il mezzo non gli permetta di esprimersi ad alti livelli. Il pilota ovietense, fin dai suoi esordi in Minardi nel 2001, è sempre stato uno capace di spaccare la tifoseria. Sarà stato per la sua naturalezza, per la schiettezza, per il talento naturale che è immoralmente reato negargli. Le simpatie e le antipatie sono altre cose e in determinati casi vanno lasciate a riposare in un cassetto. Credo che ogni tifoso che segue la Formula 1 dovrebbe essere orgoglioso di questo pilota che butta sempre il cuore oltre ogni singola curva per provare in tutti i modi di terminare la gara, passare sotto la bandiera a scacchi.

Fernando Alonso rimane un coraggioso e, anche se probabilmente è una decisione nata dalla deludente situazione nella quale vegeta la McLaren, la scelta di correre la 500 Miglia di Indianapolis non fa altro se non che avvalorare la tesi. Come se non ci fossero Gran Premi a dividerci dal prossimo 28 maggio, gli appassionati di motorsport del mondo intero non vedono l’ora di vedere se una delle stelle della Formula 1 sarà capace di imporsi sugli specialisti di una categoria così differente.
Nonostante i 35 anni anagrafici con lo spagnolo non si gioca. In un’epoca dove i piloti sono più dei concentrati di tecnologia, più ingegneri che assi del volante, la Formula 1 può contare ancora su talenti cristallini, figure carismatiche ed enigmatiche. Uomini per le quali, la strada più facile non si può perseguire. E Fernando Alonso è tutto questo. E lo sappiamo.

Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 30 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono una dog-sitter. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso, cosa che mi ha creato non pochi grattacapi. Sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle.

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