Formula 1 | Perez e i dubbi sul caso-Wehrlein: “Spero non ci sia sotto qualcosa”

Desta perplessità l’atteggiamento di Wehrlein, che sarà assente per la seconda gara consecutiva. Il tedesco non si è ancora ripreso dall’incidente alla Race of Champions

Qualcuno l’ha soprannominato la “Principessa Pascal“, altri non hanno visto di buon occhio la sua decisione di gettare la spugna nel momento decisivo, ovvero alla vigilia delle qualifiche del GP d’Australia, lasciando la Sauber nei guai (poi la soluzione è stata trovata mettendo al volante Giovinazzi). Quello che è certo è che il comportamento di Pascal Wehrlein comincia a suscitare qualche perplessità.

L’incidente alla Race of Champions risale ormai a più di due mesi fa (accadde a fine gennaio) e da allora l’atteggiamento del tedesco è stato a tratti indecifrabile. Assente alla prima quattro-giorni di test a Barcellona, Wehrlein è tornato al volante a inizio marzo, accumulando esperienza a bordo della nuova Sauber C36 e non lasciando dubbi circa la sua partecipazione in Australia. Una volta a Melbourne, il tedesco ha rassicurato tutti sul fatto che sarebbe riuscito a completare il week end, ma tempo due sessioni di prova e si è accorto che secondo lui non era il caso, visto il persistere del dolore.

Nemmeno due settimane gli sono bastate per recuperare, infatti in Cina sulla Sauber salirà di nuovo Giovinazzi. È inevitabile che qualche ombra inizi ad addensarsi sul pupillo della Mercedes, il quale pare avere un carattere per niente facile. Così si spiegherebbe, del resto, il rifiuto della Force India, che gli ha preferito Ocon, e le parole di Toto Wolff, che non voleva Wehrlein in squadra per evitare attriti con Lewis Hamilton (oltre che per la sua ridotta esperienza).

Una situazione simile, proprio alla Sauber, l’ha vissuta Sergio Perez nel 2011, il suo anno di debutto. Il messicano andò a sbattere nelle prove del GP di Montecarlo, saltò la gara e all’appuntamento successivo, in Canada, tentò di partecipare alla corsa, ma dopo le libere dovette dare forfait.

“La vicenda di Pascal mi ricorda un po’ quella che ebbi io – ha commentato Perez – e spero che non ci sia sotto qualche cosa che noi non sappiamo. Di solito, dopo un incidente si vuole tornare in macchina al più presto, senza guardare troppo se sei esattamente al 100% o meno”.

“Certo, ogni pilota è fatto a modo suo, ma la vicenda di Wehrlein mi sembra un po’ particolare. Spero non ci sia qualcosa di nascosto e che lui possa tornare il prima possibile. Io, dopo l’incidente di Montecarlo, ci ho messo quattro o cinque gare per riprendermi, ma volevo correre anche se non ero completamente a posto. Volevo correre a tutti i costi, non avrei mai permesso a qualcuno di prendere la mia macchina”.

Più cauto il giudizio di Marcus Ericsson, compagno di Wehrlein alla Sauber: “Quando Pascal ha rinunciato, sono rimasto stupito. Pensavo fosse nelle condizioni di correre senza troppi problemi. Però è difficile giudicare dall’esterno, solo Pascal sa cosa è meglio fare”.

 

Scritto da: Luca De Franceschi

Luca De Franceschi
Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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