Formula 1 | GP Russia 2017, Sebastian Vettel: “Guidare questa Ferrari è un piacere”

Con la sua 47esima pole position Sebastian Vettel ha riportato la Ferrari davanti a tutti, una partenza dalla prima casella che mancava dal GP di Singapore 2015

Il momento di gioia, finalmente, è arrivato in casa Ferrari. Sebastian Vettel ce l’ha fatta, ha portato la sua Rossa davanti a tutti e ha conquistato la sua 47esima pole position, che mancava addirittura dal GP di Singapore 2015.
Il racconto di come sono effettivamente andate le qualifiche sull’Autodromo di Sochi lascia però intendere che tutto non è andato esattamente secondo i piani.

Sono partito bene, poi però in Q2 ho perso il ritmo – ha esordito il tedesco della Ferrari – All’ultimo tentativo ho accusato un bloccaggio che ha avuto conseguenze anche nel primo run della Q3. Poi però sono riuscito a migliorare, soprattutto nell’ultimo settore”.

Sapevo che sarebbe stata una battaglia molto ravvicinata – ha continuato Vettel – Ero consapevole di essere già davanti a Kimi, ma poi ho chiesto via radio dove si trovassero le due Mercedes. Il mio ingegnere di pista mi ha detto inizialmente che stavano finendo il giro, poi però mi ha fatto sapere che Bottas non era riuscito a migliorare e che ero in pole position. Ero al settimo cielo!”.

La soddisfazione di Sebastian, quindi, è tutto merito di una Ferrari finalmente competitiva come lui vuole, e per questo ha voluto ringraziare tutti gli uomini del Cavallino Rampante.
La mia SF70H era fantastica oggi pomeriggio, guidarla è un vero piacere e finalmente riesco a portarla al limite con un basso carico di carburante – ha puntualizzato Seb – Questo è tutto merito della squadra, ma il nostro compito non finisce qui: dobbiamo essere pronti per domani, quindi per ora godiamoci questo momento, ma poi… testa concentrata sulla gara”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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