Formula 1 | GP Russia 2017, analisi del circuito

Il quarto round stagionale è ospitato sull’Autodromo in Sochi, in Russia: andiamo a scoprire tutti i suoi segreti curva per curva per un ottimo giro lanciato

Dopo il circuito Sakhir di Manama attorniato dal rovente deserto del Bahrain, il Circus della Formula 1 si sposta nel freddo della Russia… anche se, a dire il vero, le temperature dal clima primaverile rendono la terra degli Zar, al giorno d’oggi, meno estrema di quanto non fosse un tempo.

Stavolta è il turno dell’Autodromo di Sochi, primo circuito russo progettato dal famoso ingegnere tedesco Hermann Tilke e costruito appositamente per ospitare in maniera esclusiva la Formula 1. Lungo 5,848 km e con 19 curve all’attivo, delle quali dodici a destra e sei a sinistra, si tratta di una pista che alterna settori molto tecnici e impegnativi ad altri più scorrevoli e più portati ad elevate velocità di punta.

PRIMO SETTORE: Il rettilineo principale dove è possibile attivare per la prima il DRS (ala mobile) è in realtà composto da due tratti collegati da una curva a destra, la numero 1: in questo tratto si arriva a quasi 330 km/h, e a questo punto bisogna attaccarsi ai freni per affrontare la curva numero 2. Si tratta di una svolta che mette a dura prova l’impianto frenante e che immette nella 3, un lungo curvone verso sinistra nel quale le gomme più sollecitate sono l’anteriore e la posteriore sinistra.

SECONDO SETTORE: Al termine del curvone inizia un tratto molto tecnico nel quale il segreto per affrontarlo al meglio e spigolare bene ogni singola curva, toccare leggermente il freno in entrata, arrivare alla corda lasciando scorrere il più possibile la monoposto per poi accelerare in maniera decisa in uscita.
Con questo metodo si affrontano le curve dalla 5 fino alla 11, alternando le marce dalla sesta alla quarta (e viceversa) in rapida successione. Attenzione alla doppia curva 9-10, da affrontare in quinta marcia a tutta velocità.

TERZO SETTORE: Una volta usciti dalla curva 11, una 90° molto difficile in cui in uscita è possibile che il retrotreno cominci a scivolare, è il momento di affrontare il secondo rettilineo dove è possibile azionare il DRS (ala mobile), sul quale si arriva in fondo a quasi 320 km/h. A questo punto bisogna affrontare la curva 13, simile alla numero 2 e molto esigente in termini di risorse dal momento che, ancora una volta, mette a dura prova l’impianto frenante.

SETTORE FINALE: Siamo nell’ultima parte della pista, un settore di tipo “stop & go” dove sono privilegiate le doti di trazione e frenata della nostra monoposto. Qua bisogna prestare particolare attenzione alle curve 16-17: in ingresso sembrano facili da affrontare, ma poi in percorrenza e in uscita possono portare il retrotreno a scivolare, compromettendo tutti i nostri sforzi nell’arrivare sotto la bandiera a scacchi con un buon tempo. Le ultime due curve, la 18 e la 19, sono altre due svolte a 90° molto secche che costringono a frenate decise e brusche riaccelerate… e che spezzano inevitabilmente il ritmo.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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