Formula 1 | GP Cina: tra simboli e velocità

In attesa della gara di Shanghai, riviviamo insieme la storia del GP della Cina

Formula 1 | GP Cina: tra simboli e velocità

Dopo l’Australia, il circus della Formula 1 sbarca nella terra della Grande Muraglia per il Gran Premio della Cina. Le monoposto sfrecceranno sul circuito Tilkiano di Shanghai: un mix di tecnologia e spettacolarità che si snoda per 5 451Km su di un terreno paludoso, nella periferia dell’enorme metropoli cinese.
La particolarità che rende unica questo tracciato è la forte presenza simbolica: la pista stessa, infatti, ha la forma del carattere cinese “Shang” che significa “Alto” o “Al di sopra”. Gli edifici che formano il circuito, poi, sono rossi e neri: i colori della fortuna e del potere ; inoltre vi è la presenza dell’acqua attorno ai motorhome che richiama alla tranquillità e alla riflessione.

Facciamo un tuffo nel passato e riviviamo la storia di questo GP: senza dimenticare che, secondo le statistiche, chi vince in Cina vince il mondiale.

Nonostante la sua costruzione risalga ad inizio secolo, il tracciato non riceve subito il via libera perché giudicato non adeguato. Per questo, le vetture di Formula 1 scendono per la prima volta in pista in Cina solo nel 2004 e ad imporsi è subito la Ferrari con Barrichello .
Ai suoi albori il GP di Cina si disputa nell’ultima fase del campionato: infatti, nel 2005 è l’ultimo appuntamento della stagione e consacra Alonso e la Renault campioni del mondo. Lo spagnolo, con il titolo già in tasca, scatta dalla pole; Raikkonen riduce il distacco negli ultimi giri ma non può far altro che accontentarsi della seconda posizione.

Dopo giorni di pioggia, il cielo si schiarisce per il GP del 2006: Alonso parte sempre dalla pole, mentre la Ferrari è sesta con Schumacher pronto a compiere la sua ultima impresa. All’ottavo giro il Kaiser supera la Honda di Barrichello, al tredicesimo tocca a Button, poi è il turno di Alonso e infine attua uno straordinario sorpasso su Fisichella in uscita dai box, andando a conquistare la sua ultima vittoria in Formula 1.

 

Nel 2007 il mondiale è già di Hamilton, il pilota McLaren ha la strada spianata verso il primo gradino del podio, ma l’inglese non ha fatto i conti con Raikkonen: il finlandese recupera giro su giro e porta a Maranello la vittoria numero 200.

Dal 2009 si decide di anticipare l’appuntamento con il GP, che diviene così la terza gara del campionato: a sorpresa, a dominare è la RedBull che ottiene la prima pole e, poi, il primo posto con Vettel.

L’anno successivo è Button a mostrare il meglio di sé e lo fa sul bagnato: l’inglese non si lascia ingannare da qualche goccia di pioggia e decide di non rientrare ai box, mantenendo il comando e prendendosi il primo posto a Shanghai.

Nell’edizione 2011 gli occhi sono tutti per Mark Webber: l’australiano è autore di una strepitosa rimonta che lo porta dalla diciottesima posizione al terzo gradino del podio, con tanto di giro veloce.

La Mercedes si impone nel 2012 con Nico Rosberg, che conquista la sua prima pole e vittoria in carriera; dall’altro lato dei box, invece, Schumacher è costretto al ritiro.

Nel 2013 Shanghai si tinge di Rosso Ferrari: un weekend coi fiocchi per Alonso, che termina sul podio seguito da Raikkonen e Hamilton; crisi totale in casa RedBull, con Webber che viene rimandato in pista con un pneumatico mal fissato.

Hamilton domina sul bagnato il gran premio del 2014, con il compagno di squadra Rosberg recupera sulla Ferrari e finisce secondo davanti ad Alonso.

Quella del 2015, invece, è la diciottesima doppietta per le Frecce D’Argento, ma subito dietro s’intravede una scia rossa minacciosa: è la Ferrari di Vettel.

L’anno scorso è stata ancora la Mercedes a mettere la firma, con Rosberg seguito da Vettel e un ottimo Kvyat.

Pochi giorni e scopriremo chi scriverà il proprio nome nella storia del GP di Cina, l’appuntamento è domenica!

Autore

Anna Polimeni

Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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