VIDEO Formula 1 | Classic Cars: Benetton B194, la misteriosa prima vincente di Michael Schumacher

Nuovo appuntamento con la rubrica Classic: si prosegue con un’altra monoposto vincente, quella Benetton B194 con cui Michael Schumacher vinse il Campionato 1994

Cari appassionati nostalgici, in occasione di uno dei pochissimi periodi liberi tra un weekend di gara e l’altro, ecco a voi il nuovo appuntamento della rubrica Classic.
Siamo partiti ufficialmente l’anno scorso con la dominatrice McLaren-Honda MP4/4, per poi passare all’avveniristica Williams-Renault FW14B. Il primo giorno dell’anno nuovo ho presentato la Ferrari F1-91 643, ma poi sono passati alcuni mesi prima di vedere una vettura classica girare sul nostro sito. A Marzo… ecco la McLaren-Honda MP4/6, a cui ha fatto seguito un piccolo “ritorno al passato” con quel missile turbo che risponde al nome Williams-Honda FW11B.

E oggi… ecco la prima monoposto vincente del pilota più vittorioso del Circus iridato: si tratta della mitica Benetton B194 di Michael Schumacher, con la quale il Barone Rosso di Kerpen vinse il Campionato 1994.
Realizzata dalla celebre accoppiata Rory Byrne e Ross Brawn, era una vettura assolutamente avveniristica e… molto misteriosa.
Dal momento che il pilota di punta dell’epoca della Scuderia Benetton era Schumi, la B194, rispetto alle precedenti B192/B193, fu progettata appositamente per lui: razionale ed efficace dal punto di vista aerodinamico, era dotata di musetto alto, pance laterali voluminose e provviste di pinne deviatrici di flusso davanti alle bocche d’aspirazione.
Il motore utilizzato fu l’ultimo di una lunga stirpe che affondava le sue radici nei Ford V8: si trattava dell’EC Zetec-R da 3.5 Litri e 760 CV, decisamente più affidabile rispetto agli HBA usati fino alla stagione precedente ma ancora molto lontano nelle prestazioni dal successivo Renault RS7 V10, in dotazione alle Williams-Renault e che venne fornito al reparto corse di Flavio Briatore sulla B195 dell’anno seguente.

Il motore Ford V8 EC Zetec-R della Benetton B194

Ho detto, però, che la nostra B194 era… misteriosa. Perchè? Per rispondere a questa domanda, bisogna tornare esattamente all’inizio del Campionato 1994, che portò diversi cambiamenti regolamentari in modo da rendere maggiormente determinante il ruolo del pilota durante i Gran Premi, senza favorire alcuna scuderia (come la dominatrice Williams) rispetto alle altre.
A tal proposito, vennero banditi, soprattutto in seguito al tragico incidente che costò la vita ad Ayrton Senna sul circuito di Imola il primo di maggio, tutti gli ausili alla guida fino ad allora utilizzati. Niente più controllo di trazione, sospensioni attive, cambio automatico, quattro ruote motrici e sterzanti, ABS, freni assistiti, differenziale elettronico e telemetria bidirezionale.
Inoltre, vennero autorizzati i rifornimenti di carburante durante le gare, il che permise ai progettisti di creare vetture con serbatoi più contenuti.

Ayrton Senna (Williams-Renault FW16) e Michael Schumacher (Benetton B194)

Insomma, sembrava che tutte le macchine della stagione 1994, almeno a livello di elettronica a bordo, dovessero essere tutte uguali… ma la repentina competitività della nuova Benetton con livrea azzurra della Mild Seven destò da subito diversi sospetti.
Il primo ad accorgersene fu proprio il “Campeao” brasiliano, che lottò contro Schumacher solamente nella gara inaugurale a Interlagos quando, mentre tentava di mettere il sale sulla coda alla B194 numero 5, la sua Williams-Renault FW16 andò mestamente in testacoda.
Nel successivo appuntamento del Pacifico, Senna uscì di pista per un contatto alla prima curva con la McLaren di Mika Hakkinen a cui si aggiunse la Ferrari di Nicola Larini.
Con la gara ormai compromessa, Ayrton decise però di sfruttare quest’occasione per osservare da bordo pista le due Benetton di Schumacher e di Jos Verstappen: notò subito che esisteva una differenza a livello di sound delle due monoposto, apparentemente identiche, e che quella dell’olandese era decisamente più instabile nelle traiettorie.

Lo spaccato della Benetton B194

Agli occhi del brasiliano, sembrava che la B194 di Michael utilizzasse ancora una sorta di sistema di controllo della trazione, e non passò molto che tutti questi sospetti vennero approfonditi dalla Federazione. Per comprovare la regolarità delle elettroniche a bordo, la FIA richiese a Williams, McLaren, Ferrari e Benetton di fornire un riscontro sui propri sistemi informatici, il quale venne convalidato dalla scuderia di Grove e da quella di Maranello, ma non dalle altre due.
Il loro rifiuto venne sanzionato con una multa di 100.000 dollari… ma questa faccenda era appena iniziata.

In seguito il giornale britannico The Independent pubblicò un rapporto nel quale sosteneva l’esistenza di un file chiamato “Launch Control” all’interno del software della B194: un programma nascosto che consentiva a Schumacher di effettuare delle partenze perfette grazie all’annullamento del pattinamento delle ruote posteriori attraverso una particolare parzializzazione della valvola a farfalla del V8 Ford. Si trattava di un file risalente alla vecchia B193B del 1993, che con il nuovo regolamento era diventato illegale.

Ma a quanto pare i tecnici della scuderia capitanata da Flavio Briatore erano riusciti a nasconderlo sapientemente all’interno di una riga di codice apparentemente vuota e criptata con una chiave segreta che, una volta inserita, metteva in azione il Launch Control senza che nulla venisse mostrato sullo schermo di controllo dell’elettronica né sulla dashboard della vettura.

Anche se, poi, la FIA non indagò ulteriormente, la Benetton ammise la presenza di questo programma ma affermò che, data la complessità del sistema, era impossibile ripulirlo da tutti i sistemi della stagione 1993 ma comunque che la criptatura usata lo rendeva praticamente inutilizzabile. Una giustificazione prontamente contestata da un programmatore di un’altro team, il quale sostenne che lui stesso aveva provveduto alla ripulitura delle centraline elettroniche e che lo stratagemma messo in piedi dalla Benetton era decisamente sospetto.

La Benetton B194 di Michael Schumacher in azione

Insomma, da tutta questa vicenda l’intero Circus iridato credeva che la B194, almeno quella di Schumacher, utilizzasse ancora quegli ausili alla guida banditi all’inizio della stagione 1994 e che consentivano alla monoposto della Mild Seven una competitività assolutamente sopra le righe.
Un’altra soluzione, sempre scoperta dalla FIA, che lasciò molti dubbi sulla regolarità della Benetton fu l’utilizzo di una valvola priva del filtro per l’immissione della benzina sulle macchine rifornitrici durante i pit-stop. Questo consentiva di velocizzare del 12,5% i rifornimenti in gara perchè l’assenza del filtro permetteva al carburante di fluire più rapidamente nei serbatoi… ma rendeva anche l’intera operazione molto meno sicura.

L’incendio della Benetton B194 di Jos Verstappen al GP di Germania 1994

Se lo ricorda molto bene Jos Verstappen, quando fu vittima di un pirotecnico incendio durante un pit-stop nel GP di Germania che, fortunatamente, si risolse senza gravi conseguenze.
Il punto è che anche la seconda guida del team italiano si era accorta delle differenze tra la sua vettura e quella di Michael: “Sono convinto che la mia macchina era diversa dalla sua – spiegò molto tempo dopo il pilota olandese – In più di un’occasione ho provato a fare delle frenate aggresive e ad affrontare le curve in maniera più veloce, ma la B194 non ti permetteva di arrivare in maniera sicura al limite perchè, quando meno te lo aspettavi, perdeva aderenza al retrotreno e non riuscivi a controllarla. Quella di Schumacher era diversa, aveva degli aiuti elettronici che io non avevo”.

Michael Schumacher (Benetton B194) contro Damon Hill (Williams-Renault FW16B)

Questa dichiarazione è sicuramente la riprova che la B194 era una monoposto costruita appositamente per il Barone Rosso di Kerpen, il quale portò a casa a fine stagione otto vittorie, due secondi posti e sei pole position che gli valsero 92 dei 103 punti validi per la classifica Costruttori.
Le uniche battute a vuoto del Kaiser? Innanzitutto quella del GP d’Inghilterra, quando nel giro di allineamento non rispettò la sua seconda posizione e passò più volte in pista il rivale Damon Hill. Una manovra che gli costò quei famosi cinque secondi di penalità da scontare in pit-lane che lui ignorò e che indussero i commissari ad esporgli la bandiera nera, non rispettata a sua volta. Schumacher terminò la gara in prima posizione, ma gli fu prontamente tolta per non aver rispettato le direttive che gli erano state imposte. Poi ci fu l’episodio di Spa-Francorchamps, dove Michael conquistò una vittoria che, anche in quel caso, fu annullata per il consumo eccessivo del fondo della sua vettura riscontrato dalla commissione tecnica. Un azzardo che lo costrinse, poi, a saltare i successivi GP d’Italia e del Portogallo, permettendo al rivale Hill di farsi sotto in classifica.

Michael Schumacher e Damon Hill: rivalità e rispetto

Il titolo mondiale venne deciso all’ultima gara, sul circuito cittadino di Adelaide, in Australia.
Schumacher comandava il Campionato per un solo punto, e in gara riuscì ad avere la meglio… almeno nella prima parte. Perchè poi Damon cominciò a recuperare, fino a eliminare completamente il margine conquistato dalla Benetton nei confronti della sua Williams-Renault FW16. Poi, nel corso del 36° giro, la svolta: Michael commise un errore e andò a sbattere contro le barriere, ritornò in pista e, probabilmente consapevole di non poter più proseguire la corsa, tentò di chiudere la traiettoria nei confronti del rivale che si era buttato all’interno per sorpassarlo.
I due si toccarono, la B194 sbalzò per aria e si fermò nel muro di gomme successivo. Sembrava che la gara del Kaiser, e di conseguenza la possibilità di vincere il Campionato, fosse finita…

L’incidente tra Michael Schumacher e Damon Hill ad Adelaide 1994

E invece il destino giocò a suo favore: la Williams di Damon Hill, infatti, non era passata indenne all’incidente, ma era rimasta danneggiata a livello della sospensione anteriore sinistra. L’inglese ritornò ai box e i suoi meccanici tentarono invano di ripristinare il danno, ma non ci fu nulla da fare.
Per un solo punto, e con una manovra che ancora oggi fa discutere, Michael Schumacher diventò per la prima volta Campione del Mondo, in una stagione costellata da mille dubbi e sospetti per una Benetton B194 che passerà alla storia come la monoposto più controversa di sempre.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

1 Commento

  1. Nostalgia per il mondiale 1994 di Formula 1 vinto dal pilota tedesco della Benetton-Ford Michael Schumacher nel mondiale piloti e dalla Williams-Renault con l’ultima vittoria di Nigel Mansell al Gran Premio d’Australia sul circuito cittadino di Adelaide nonostante la scomparsa di Roland Ratzenberger il pilota austriaco della Simtek-Ford e Ayrton Senna il pilota brasiliano della Williams-Renault durante il fine settimana al Gran Premio del San Marino all’autodromo di Imola? Bisogna rivivere tutto quanto.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Il logo F1 FORMULA 1, F1, FORMULA 1, FIA FORMULA ONE WORLD CHAMPIONSHIP, PIRELLI, sono marchi registrati e di proprietá dei rispettivi titolari.