Formula 1 | Smith: “Addio, Ron. Alonso alla Indy 500 è la prova della nuova mentalità McLaren”

La McLaren si è de-Ronizzata. Lo hanno dimostrato gli annunci di ieri: Alonso correrà con McLaren, Honda e Andretti nella 500 miglia di Indianapolis. Dietro a tutto questo c’è Zak Brown.

L’annuncio shock di Fernando Alonso e della McLaren-Honda nella giornata di ieri ha scosso l’intero mondo del motor sport, facendo impazzire i media, stuzzicando la curiosità di tifosi, colleghi e giornalisti. La partecipazione del bicampione spagnolo alla 500 miglia di Indianapolis è, in definitiva, la dimostrazione dell’enorme influenza che Alonso esercita sul mondo dei motori, ponendosi nuovi obiettivi come l’ambitissima Triple Crown.

L’impatto, tuttavia, non è stato generato solo dall’asturiano ma anche dal team. La gloriosa McLaren farà il suo ritorno trionfale in IndyCar, motorizzata Honda e in collaborazione con il team di Michael Andretti. A tal proposito il giornalista per NBC Sports Luke Smith ha commentato la mossa della McLaren e di Alonso, definendola “una rara opportunità per la F1 e l’IndyCar di finire in prima pagina in un colpo solo“. 

A livello mediatico si tratta di un’occasione d’oro, della quale beneficeranno le testate che prenderanno, come si suol dire, due piccioni con una fava. La perspicacia di tale azione ha una mente creatrice e non si tarderà a comprendere che dietro a tutto questo ci può essere un solo uomo, Zak Brown.

Il neodirigente statunitense della McLaren, nonché genio del marketing, è subentrato da appena 6 mesi in Formula 1, eppure gli effetti del suo makeover sono già evidenti. Come analizza Smith, è l’inizio di una nuova era, in cui Ron Dennis sarebbe servito a ben poco.

Ron Dennis è stato fondamentale nel rendere la McLaren un complesso vincente, un team e una compagnia di successo, creando dinastie con le vittorie di Senna, Prost, Hakkinen, Hamilton. –scrive Smith– Tuttavia, verso la fine di questa tradizione, McLaren sembrava bloccata nell’atto di guardare alle sue glorie passate invece di lavorare per conseguirne altre. Poi è arrivato Zak Brown”.

“Molti cambiamenti sono già avvenuti, con l’addio a staff di rilievo – Jost Capito ed Ekrem Sami per dirne un paio- ma le dimostrazioni più incisive non sono state nei confronti del personale”. 

“L’annuncio è stato la prova più chiara del cambiamento radicale del mindset che la McLaren abbia dimostrato negli ultimi sei mesi. Sta rapidamente diventando un team diverso da quello che Ron Dennis ha guidato per oltre 30 anni”.

Quella di Brown è quindi una vera e propria “De-Ronizzazione”, a partire dal ritorno dell’arancio sulla livrea di F1, la cui attuazione è stata suggerita dall’ascolto del desiderio dei fan. Il nuovo nome della monoposto ha rappresentato un’altra svolta significativa, dando un taglio al cordone ombelicale dell’era Dennis e dicendo addio alla nomenclatura MP4. Il brand si è quindi riappropriato di se stesso, mettendo al centro la McLaren.

Ora, con la partecipazione alla 500 miglia, il team non solo si ricongiunge al patrimonio motoristico statunitense, ma dimostra la propria apertura e la propria propensione verso nuovi orizzonti, data anche la scarsa competitività in F1. Mansour Ojjeh ha inoltre alluso ad un ritorno alla 24 H di LeMans, promessa allettante per Alonso. Tale progetto extra-F1 potrebbe infatti essere interpretato come mezzo della McLaren artatamente creato in extremis per indurre Alonso al rinnovo. In tal caso la genialità di Brown colpirebbe ancora.

Non ci resta che vede gli sviluppi di questa emozionante avventura.

Scritto da: Beatrice Zamuner

Beatrice Zamuner
Mi chiamo Beatrice, ho 19 anni e ho frequentato il Liceo Classico Franchetti a Mestre. Faccio parte di f1world da 3 anni, mentre dal giugno 2016 collaboro anche con rachf1.com, in inglese. L’interesse per la F1 è nato dalle vittorie di un giovane ma carismatico Fernando Alonso. Ho una venerazione per il circuito di Monza e ogni anno faccio il conto alla rovescia per sapere quanto manca al Gp d’Italia. Da grande vorrei diventare giornalista sportiva, perché ritengo che unire passione e professione sia la cosa migliore che un individuo possa attuare in tutta la propria vita.

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