Formula 1 | Settantesimo Ferrari: il Cavallino di Baracca e la fortuna del Drake

In occasione del Settantesimo Ferrari, vi proponiamo la storia ultracentenaria del simbolo del cavallino rampante

Formula 1 | Settantesimo Ferrari: il Cavallino di Baracca e la fortuna del Drake

“Scuderia”, “La Rossa”, “Il Cavallino” sono tutte espressioni che indicano lo stesso significante, sono intercambiabili, valide. Il nome Ferrari è stato il brand più influente e celebre al mondo per decenni, trovando fortuna anche nel proprio logo che lo ha reso iconico. Quando si pensa alla Ferrari, infatti, è impossibile non associarvi la propria icona: il cavallino rampante nero su fondo giallo, imitato (a volte antiesteticamente deformato) in tutto il mondo nei modi più disparati per arricchire un’infinità di gadget.

Il design dello stemma del Cavallino è stato mantenuto con fierezza e onore, come un‘insegna romana di epoca augustea, resistendo nel tempo malgrado qualche ritocco e tenendo per mano la Ferrari durante la sua ascesa nel mondo dei motori. Il simbolo è legato alla figura di Francesco Baracca e ancora una volta emerge lo stretto legame della Scuderia con il territorio: l’aviatore italiano nacque nel 1888 a Lugo, in Emilia-Romagna, nel cuore di quella che è denominata “Motorvalley“.

Figlio di Enrico Baracca, noto uomo d’affari, e della contessa Paolina de Biancoli, fu ammesso all’Accademia Militare di Modena nel 1907 e due anni dopo frequentò il corso di specializzazione presso la Scuola di Cavalleria di Pinerolo. Qui nel 1909 venne assegnato al 2° reggimento di Cavalleria “Piemonte Reale” istituito dal Duca di Savoia nel 1692 e ritenuto uno fra i più prestigiosi reparti dell’esercito italiano. Come stemma araldico il reggimento porta un cavallino rampante argenteo rivolto a sinistra e con la coda abbassata. Tuttavia un pannello multistrato anteriore a Baracca dimostra che il cavallino è sempre stato nero, rampante però dalla parte opposta.

A tal proposito Baracca decise di adottare lo stemma, apportando alcune modifiche, come emblema personale alla luce del proprio amore per i cavalli e il valore militare. Il cavallino, però, non comparirà su un suo aereo fino al 1917, quando si trasferì alla 91a Squadriglia soprannominata “Squadriglia degli assi” grazie ai talentuosi membri scelti dall’aviatore stesso. L’unità ebbe in dotazione un nuovo caccia da parte dei francesi, il Nieuport 17 costruito in Italia alla Macchi, e Baracca vi dipinse il cavallino del 2° reggimento in nero per farlo spiccare maggiormente.

Il giovane Enzo Ferrari nel giugno 1923 incontrò per la seconda volta Enrico Baracca a Ravenna, ben 5 anni dopo la morte del valoroso figlio deceduto eroicamente a Nervesa della Battaglia, sul Montello. Successivamente incontrò anche la madre di Francesco Baracca, la quale gli consegnò il simbolo del Cavallino. La lettera del Drake allo storico romagnolo Giovanni Manzoni riporta infatti: “Fu essa a dirmi un giorno ‘Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna’. Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori con cui mi affidano l’emblema. Il cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena“.

Allora Enzo guidava un’Alfa Romeo RL-Targa Florio, ma nel 1929 con la fondazione della Ferrari il simbolo si legherà indissolubilmente alla figura del Drake e alla Scuderia. Pare che a spingere Ferrari a fare proprio il cavallino fossero l’amore per la poesia del Pascoli e l’ammirazione nei confronti di Baracca sorta nell’adolescenza.

 

Autore

Beatrice Zamuner

Mi chiamo Beatrice, ho 18 anni e frequento il Liceo Classico Franchetti a Mestre. Faccio parte di f1world da 2 anni, mentre dal giugno 2016 collaboro anche con rachf1.com, in inglese. L’interesse per la F1 è nato dalle vittorie di un giovane ma carismatico Fernando Alonso. Ho una venerazione per il circuito di Monza e ogni anno faccio il conto alla rovescia per sapere quanto manca al Gp d’Italia. Da grande vorrei diventare giornalista sportiva, perché ritengo che unire passione e professione sia la cosa migliore che un individuo possa attuare in tutta la propria vita.

1 Commento

  1. Fulvio

    Un bellissimo articolo, complimenti! Davvero ben scritto! Ha raccontato perfettamente la storia dell’origine dello storico simbolo della Ferrari e di Ferrari. Spero di potere leggere altri articoli dello stesso valore in futuro!

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