Formula 1 | Settantesimo Ferrari: Maranello fulcro di un’azienda tra passato e presente

Quando si parla della Ferrari è inevitabile non pensare a Modena e in particolar modo a Maranello, un vero e proprio museo a cielo aperto

La settimana prossima sarà davvero importante per la Ferrari che festeggerà un compleanno significativo. 70 anni che si portano dietro un sapore imprenditoriale e culturale prima di storico e sportivo. 70 anni di fatti, un mito racchiuso in una sequenza di immagini. Istantanee che bastano per evocare imprese indelebili che hanno reso la Ferrari una vera e propria leggenda, sia a livello sportivo ma soprattutto aziendale, la Rossa più amata di ogni tempo e in ogni parte del mondo. 70 anni non si festeggiano tutti i giorni e, se i risultati commerciali ottenuti nel 2016 possono essere definiti forse come la vittoria più bella dell’era Marchionne, i buoni tempi delle due sessioni di test invernali che si sono tenuti a Barcellona proprio in queste ultime settimane fanno ben sperare anche la sfera sportiva. Indipendentemente da come andranno le cose il 2017 sarà l’anno della Rossa.

Anche se suona strano dirlo (o in questo caso scriverlo), se non fosse stato per Enzo Ferrari il Cavallino Rampante non sarebbe mai esistito, o per lo meno, non si sarebbe trasformato da anatroccolo in quel meraviglioso cigno che oggi è conosciuto per essere la scuderia automobilistica più vincente al mondo.
Nel 1943 in piena Seconda Guerra Mondiale, per paura dei bombardamenti, il Drake preferì trasferire l’Auto Avio Costruzioni da Modena a Maranello, nel suo nuovo stabilimento, dove effettivamente prese forma e nacque la Scuderia Ferrari, costituita in ragione sociale proprio settant’anni fa.
Era il 12 marzo 1947, l’incipit della leggenda. Un mercoledì come tanti altri se non fosse stato che a Maranello usciva dallo stabilimento del Cavallino Rampante la 125S, la prima macchina, il primo prototipo, la prima opera incompiuta che appena pochi mesi dopo riuscì a trionfare con Franco Cortese, il primo pilota e collaudatore della Ferrari, al Gran Premio di Roma.

La controversa personalità del Drake, come era chiamato, ha sempre diviso la massa. Simpatie o antipatie a parte, non si può nascondere che Enzo Ferrari sia stato un vero e proprio pioniere dell’epoca, unico nel suo genere. Uomo di grandi vedute, imprenditore, manager e anche pilota. Nonostante siano passati la bellezza di settant’anni, il fondatore dell’azienda automobilistica più famosa del mondo continua a essere un mito per le generazioni attuali, un modello per gli innovatori. Un uomo che grazie alla sua determinazione e al suo genio ha fatto la storia del Made in Italy e continua a essere un punto di riferimento anche per tutti gli uomini e donne lavorano a Maranello.

Nella maggior parte dei casi è un aspetto che tendiamo a sottovalutare ma il vero fascino del marchio Ferrari è strettamente legato al territorio, un sodalizio bellissimo e altrettanto inarrivabile degno delle migliori storie d’amore. Il Commendatore, modenese di nascita, esattamente come i suoi corregionali, è un uomo orgoglioso delle proprie origini, della sua terra famosa per innovazione e sviluppo. Tante sono le imprese piccole o medie che sono riuscite a raggiungere altissimi standard di performance e la Ferrari è una di queste.
E quando si parla del Cavallino Rampante è inevitabile non pensare a Modena e in particolar modo a Maranello, un vero e proprio museo a cielo aperto dove in ogni suo centimetro è possibile scorgere i dettagli che hanno fatto diventare la Ferrari quella che conosciamo oggi.

Il fulcro è rappresentato dagli stabilimenti della Rossa, dalla Factory, dove fin dal 1943 ha iniziato a delinearsi la leggenda del Cavallino Rampante. Rispetto a settant’anni fa sono cambiate molte cose.
Sono oltre ottomila le supercars che escono dallo stabilimento di Maranello ogni anno, vetture di lusso curate in ogni minimo aspetto. Il complesso si è sicuramente ingigantito superando abbondantemente i 550 mila metri quadrati di superficie, una micro città con all’interno giardini, viali d’acqua, dove rumorosità, climatizzazione e impatto sull’ambiente sono aspetti strettamente tenuti sotto controllo che hanno permesso alla Ferrari di ottenere il premio di Best Place to Work in Europe.

La storia della Rossa ha letteralmente abbracciato tutto il territorio modenese, mettendo a disposizione della propria terra il marchio, un il rouge che ha trasformato la zona in una vera e propria attrazione turistica soprattutto da quando oltre al Museo Ferrari di Maranello a Modena ha aperto il MEF, polo museale che raccoglie tutta la storia dell’uomo che inizialmente immaginò la Ferrari riuscendo a portarla al successo. Un percorso che permette di conoscere meglio il contesto in cui si è sviluppata la più famosa eccellenza mondiale dell’automobilismo, cuore della motor valley che vuole dare il giusto contributo a tutte quelle persone che hanno contribuito a costruire il mito del Cavallino Rampante.

Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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