Formula 1 | Honda, Hasegawa: “Non siamo sicuri di avere risolto i problemi”

Durante i pochi chilometri percorsi a Barcellona, la Honda ha incontrato una marea di problemi. Non tutti sono stati risolti, secondo Hasegawa

Non c’è pace alla Honda, dopo il disastro dei test invernali. Le ultime tre settimane sono state frenetiche per la Casa giapponese, che a Sakura ha tentato in tutti modi di mitigare i problemi riscontrati durante le uscite di Barcellona. Yusuke Hasegawa, responsabile del progetto Honda in Formula 1, ha parlato ai media mostrandosi piuttosto preoccupato in vista del primo appuntamento stagionale che, se andasse allo stesso modo dei test, rappresenterebbe una brusca battuta d’arresto dopo i progressi mostrati nel corso del 2016.

Le vibrazioni hanno costituito il problema principale – ha riconosciuto Hasegawa – perché poi queste si trasferivano al motore. Non sono sicuro di avere esorcizzato questo problema in vista della prima gara e, se dovesse ancora perseguitarci, sarebbe molto preoccupante”.

Ma le vibrazioni non sono state l’unico intoppo incontrato a Barcellona. “I primi giorni ci sono stati problemi di varia natura – ha continuato Hasegawa – per lo più legati al serbatoio dell’olio. Poi c’è stato un problema al motore di cui non rivelo la causa, ma posso assicurare di avere preso delle contromisure. Abbiamo poi avuto altre anomalie, come problemi elettrici e una perdita d’acqua del radiatore.

“Il serbatoio dell’olio è stato ridisegnato, perché i problemi di affidabilità nascevano dalla sua forma. Ma questo non era l’unico problema, come hanno voluto far credere alcuni”.

Come non bastasse, Alonso ha messo nel mirino anche una ormai cronica mancanza di potenza. Potenza che sarà difficile guadagnare in tempi brevi, visto anche l’esiguo chilometraggio coperto dalle McLaren-Honda durante i test di Barcellona (1.978 km contro 5.102 della Mercedes), che costituisce una base molto fragile da cui partire.

Non abbiamo raggiunto il target che ci eravamo prefissati – ha ammesso Hasegawa – Penso che la potenza di cui disponiamo ora sia superiore a quella che avevamo ad Abu Dhabi lo scorso anno, ma non dobbiamo dimenticare che la resistenza aerodinamica è maggiore. Questo, unito alle gomme larghe, può restituire al pilota la sensazione di andare più piano sul dritto”.

Scritto da: Luca De Franceschi

Luca De Franceschi
Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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