Formula 1 | GP Australia: da Rosberg a… Rosberg

Il primo appuntamento della nuova stagione è a Melbourne, riviviamo insieme la storia del GP d’Australia

Il countdown è ufficialmente iniziato: tra poco più di due giorni prenderà il via la nuova stagione di Formula 1 2017 con tante novità.

Le nuove vetture scenderanno in pista domenica per il primo appuntamento del campionato a Melbourne, in Australia. Il tracciato è quello dell’Albert Park, che si snoda per 5 303m, lungo il lago dell’omonimo parco. Normalmente queste strade sono adibite alla circolazione ordinaria: per questo, molte furono le proteste, soprattutto da parte degli ambientalisti, quando si decise di trasferire il GP in questa città nel 1996.

E’ arrivato, quindi, il momento di tuffarci nel passato e rivivere la storia del Gran Premio d’Australia.
La passione per la velocità non si è fermata difronte alla posizione non ideale dell’Oceania, vuoi anche per l’eredità che gli immigrati europei portarono con sé quando sbarcarono su queste coste.
Le prime notizie riguardo il Gran Premio D’Australia risalgono al 1927, disputatosi nei pressi di Sydney. La prima vera edizione, però, è quella dell’anno successivo tenutasi sul tracciato stradale di Phillip Island e vinta dall’inglese Waite.
Tuttavia, è solo nel dopoguerra che l’isola inizia la sua ascesa nel mondo delle corse: nel 1947 vi è la prima edizione post conflitto a Mount Panorama e, da lì in poi, inizia la rotazione tra vari circuiti. A queste gare spesso partecipano anche case automobilistiche europee, tra cui:  Maserati Cooper, ma si dimostrano poco competitive difronte alle vetture nazionali.

Più avanti, la fama di Jack Brabham e del neozelandese Bruce McLaren fanno aumentare l’afflusso di macchine nel Vecchio Continente: Lotus, Cooper e poi la stessa Brabham superano ben presto quelle di fabbrica australiana. Ciononostante, alle macchine di F1 viene limitata la potenza dei motori a 1.500 cc e molti piloti della categoria iniziano a guardare con un certo interesse le vetture australiane ancora dotate di motore 2.500 cc: nasce così la Formula Tasman.

Dal 1963 al 1969 durante la pausa invernale, infatti, i piloti volano in Oceania per prendere parte ai prestigiosi Gran Premi d’Australia e Nuova Zelanda, tra i protagonisti troviamo: Jim Clark, John Surtees, Jackie Stewart, Graham Hill, Jochen Rindt e Pedro Rodríguez; anche la Ferrari tenta l’impresa e propone corridori quali gli stessi Brabham e McLaren.

Per l’inserimento ufficiale nel calendario della Formula 1  occorre aspettare il 1985, quando ancora questo GP rappresentava l’ultima gara della stagione. Il primo a lasciare la firma sul circuito di Adelaide è Keke Rosberg con la Williams, proprio nel giorno in cui  Lauda dice definitivamente addio al mondo delle corse.

L’anno successivo il mondiale è ancora aperto: MansellProst Piquet sono i piloti a contenderselo ma il favorito rimane il “leone” inglese. A metà gara succede l’imprevedibile: la gomma della Williams di Mansell esplode, Piquet passa al comando ma viene subito richiamato ai box e il titolo va a Prost.

Nel 1987 la Williams ha già il mondiale in tasca e la vera star di questa edizione è Berger, l’austriaco si porta a casa: pole, giro veloce e vittoria, finendo davanti a Senna Alboreto ma il brasiliano verrà poi squalificato.
Quello del 1991, invece, passa alla storia come il Gran Premio più breve di sempre: appena 24 min, la causa è l’incessante pioggia torrenziale. Senna, fresco di titolo a Suzuka, si afferma anche in Australia mentre qualche parola di troppo causa il licenziamento di Prost da parte della Ferrari.

Ayrton Senna lascerà il segno anche nel 1993 con la sua ultima vittoria: memorabile il momento in cui il brasiliano stringe la mano al rivale di sempre Prost, che ottiene il suo quarto titolo.
L’anno successivo il contatto tra i due contendenti al mondiale: Schumacher Hill è oggetto di critica, il titolo va al tedesco ma sul gradino più alto ci sale Mansell, il quale chiude la sua carriera a quota 31 vittorie.

Nel 1995 Hakkinen è vittima di un incidente, per il finlandese si tratta di frattura cranica che lo costringe a tre giorni in terapia intensiva; mentre l’anno successivo uno spaventoso incidente coinvolge Martin Brundle che si ritrova catapultato in aria ma miracolosamente torna con le sue gambe ai box.

Il GP del 2001, purtroppo, è funestato dalla tragedia: Jacques Villeneuve tampona Ralf Schumacher e dal contatto tra i due si stacca un pneumatico che va a colpire mortalmente uno dei commissari presenti a bordo pista.

Il GP del 2005 è quello che vede per l’ultima volta un italiano salire sul gradino più alto del podio: Fisichella con la Renault, mentre la Ferrari si afferma nel 2007 con Raikkonen.

Arriviamo, infine, ai giorni nostri con il GP 2014 e il sogno di Ricciardo: primo pilota australiano a salire sul podio dall’ufficializzazione della gara nel calendario di F1, sfortunatamente l’illusione svanisce quando i commissari squalificano la sua RedBull per irregolarità nel flusso di carburante.

L’anno scorso è stata la volta di Rosberg, seguito dal compagno Hamilton e Vettel in Ferrari.

Ancora pochi giorni per gustare il ritorno dei motori della Formula 1 e scoprire metterà la firma a Melbourne.

Scritto da: Anna Polimeni

Anna Polimeni
Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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