Formula 1 | Fernando Alonso e la Rossa, fu vero amore?

La mancanza di titoli mondiali nell’esperienza in Ferrari di Fernando Alonso pesa sulla valutazione di molti: cerchiamo di ricostruire la cavalcata in Rosso del pilota spagnolo

L’amore tra Fernando Alonso e la Ferrari è mai sbocciato del tutto? Grazie al contributo un ex-dipendente Ferrari cerchiamo di ricostruire tra fatti ed aneddoti l’esperienza in Rosso del pilota asturiano.

Il primo vero incrocio tra la Rossa e Fernando Alonso è da ricondurre al 2007 quando Fernando e la Ferrari erano vicinissimi alla chiusura dell’accordo: sembrava tutto fatto quando l’asturiano sorprendeva tutti annunciando che avrebbe corso per il team McLaren.

Il suo arrivo alla Ferrari, però, sarà solo ritardato. Il 30 novembre del 2009 la Ferrari annuncia l’ingaggio di Fernando Alonso, è l’inizio di una nuova era. Il suo arrivo è accolto da molto scetticismo, specie dagli operai del team, in quanto negli ultimi due anni con Renault, anche per via di una vettura poco competitiva, aveva ottenuto ben pochi piazzamenti di rilievo. Tale scetticismo deriva anche dal fatto che l’asturiano viene presentato come il nuovo Michael Schumacher, ma saprà esserne all’altezza?

Alle 16:30 di un pomeriggio pre-natalizio arriva una mail ad ogni dipendente della Gestione Sportiva del team Ferrari: è Fernando Alonso pronto a presentarsi all’azienda. Lo spagnolo decide di farlo in grande regalando una bottiglia di vino numerata ad ogni dipendente del team, è la prima volta che un pilota compie tale gesto verso tutta la GES del team.

L’inverno a cavallo degli anni 2009 e 2010 è tribolato a Maranello. L’addio di Gilles Simon come capo motorista ha visto la promozione di Luca Marmorini che si ritrova in mano un motore studiato dall’ex responsabile francese che da non poche problematiche, specie alle teste del propulsore, che costringerà a lavori extra nel pre-campionato.

Arriva il Gran Premio del Bahrain: la qualificazione dietro al compagno di team, Felipe Massa, sembra confermare lo scetticismo negli ambienti Ferrari ma la gara ribalterà tutto grazie alla vittoria del Gran Premio di Fernando Alonso, graziato da un problema di affidabilità accorso al pilota Red Bull Sebastian Vettel. Per la Ferrari è stato un vero trionfo: dietro all’asturiano si classifica Felipe Massa a completare la doppietta Rossa nel primo appuntamento stagionale. Quello del Bahrain, però, non fu un Gran Premio senza grattacapi in quanto Alonso rimase nell’ultimo giro senza aria nell’impianto: ancora un giro e lo spagnolo non avrebbe concluso la gara.

La vittoria al debutto con la F10 però, non venne seguita da ulteriori successi nella prima parte del campionato quando tra molte sfortune si ritrovò, al termine del Gran Premio di Silverstone, in quinta posizione nel mondiale piloti. Le chance di titolo erano ridotte al lumicino ed anche le speranze all’interno della Ferrari erano poche.
Arriva il Gran Premio di Monza, un evento che l’ex dipendente Ferrari ci definisce come una Finale Mondiale. La Ferrari si prepara al grande evento con una nuova miscela di carburante Shell che dovrebbe garantire più potenza al propulsore della Rossa. E’ il Gran Premio della svolta per l’ asturiano che ritrova la vittoria.

Il vero capolavoro, però, arriva nel GP successivo dove l’arcigna difesa della prima posizione su un arrembante Sebastian Vettel fa esaltare, non solo i tifosi, ma anche il reparto corse Ferrari. Anche i più diffidenti si cominciano a ricredere: Fernando Alonso sta prendendo in mano la Ferrari.

Tre podi nelle successive tre gare permettono a Fernando Alonso di arrivare all’ultimo appuntamento stagionale, il Gran Premio di Abu Dhabi, in testa alla classifica ma con ancora ben quattro contendenti. Mark Webber il primo inseguitore seguito da Sebastian Vettel ed uno staccato Lewis Hamilton con minime speranze di titolo . In casa Ferrari la festa è pronta: anche se la matematica ancora non laurea ancora lo spagnolo come Campione del Mondo le speranze sono alte.

Fernando Alonso si qualifica in terza posizione per l’evento arabo. Lo spagnolo terminando nelle prime due posizione non avrebbe bisogno di fare calcoli, il titolo sarebbe suo. L’inizio gara è caotico ed un contatto con il muro del primo rivale, Mark Webber, convince il box della Rossa a far effetturare ad Alonso una sosta anticipata. La scelta si rivela disastrosa: Fernando resta “tappato” dietro alla Renault di Vitaly Petrov per l’intero proseguo della gara, Sebastian Vettel vince gara e titolo mondiale.

Bisogna precisare che Fernando Alonso, a differenza delle voci sparsesi dopo il Gran Premio di Abu Dhabi del 2010, non cercò mai un capro espiatorio a riguardo dell’errata scelta strategica, ma volle solamente sapere chi prese tale scelta senza necessariamente colpevolizzarlo.

La stagione successiva, quella del 2011, sarà fallimentare dal punto di vista dei risultati anche per via(forse soprattutto) dello sfruttamento di un buco regolamentare da parte della Red Bull che riesce, grazie agli scarichi soffianti, a generar molto più carico aerodinamico rispetto ai contenders. Quello degli scarichi soffianti rimarrà una questione mal digerita in quanto vennero banditi per una gara per poi ri-essere dichiarate regolamentari. In quest’unica gara Fernando Alonso riuscì inoltre a vincere la corsa.

La stagione 2012 è quella dove Alonso si dimostra vero samurai. La vettura comincia la stagione nel peggiore dei modi prendendosi distacchi di oltre un secondo al giro nei primi appuntamenti del mondiale. Gare “pazze” con protagonisti acquazzoni ed un degrado gomme spropositato unito ad un Fernando in forma strepitosa riescono a mantenere a galla la Rossa riuscendo ad ottenere qualche risultato di rilievo come la vittoria il diluvio della Malesia ed il successo, dopo essere partito dalla tredicesima posizione, sul circuito cittadino di Valencia, insomma due veri capolavori. Dopo un inizio di mondiale prestazionalmente disastroso, la Ferrari richiama Rory Byrne il quale evidenzia un grave errore nella progettazione delle sospensioni della vettura(problemi di interasse).

Riviste le sospensioni la vettura comincerà a comportarsi nel modo giusto ed arriverà addirittura ad ottenere la pole position nel Gran Premio di Silverstone, su un circuito che premia il giusto equilibrio aerodinamico-meccanico delle vetture. Dall’appuntamento di Monza arriveranno sei podi su sette appuntenti intervallati solo dal ritiro in quel di Suzuka.

Arriva l’ultimo Gran Premio della stagione, siamo in Brasile. Come nel 2010 Sebastian Vettel e Fernando Alonso si giocano il titolo mondiale, questa volta a ruoli invertiti visto che il tedesco parte da un vantaggio di punti, sarà un gara epica.

Al primo giro Sebastian Vettel viene toccato, va in testacoda, subisce un forte urto sulla pancia sinistra della vettura ma nonostante questo riesce miracolosamente a ripartire, la sua gara sembra comunque fortemente compromessa. Ad animare l’evento conclusivo dell’anno è anche la pioggia mentre Sebastian Vettel non sembra subire il danno e inizia velocemente a rimontare. Dopo la metà gara un incidente in testa alla corsa tra la sorprendente Force India di Nico Hulkenberg e la McLaren di Lewis Hamilton mette fuori gioco i due. Fernando Alonso è in seconda posizione ma non basta perché Sebastian Vettel rimonta fino al sesto posto assicurandosi il titolo mondiale. E’ la seconda volta che l’asturiano perde il titolo all’ultimo appuntamento.

L’inizio della stagione 2013 è promettente, dopo le prime cinque gare senza l’incidente della Malesia ed il problema meccanico in Bahrain sarebbe stato senza problemi in testa alla classifica. La stagione si complica dal Gran Premio d’Inghilterra: durante il GP di Silverstone esplodono ben sei pneumatici di sei vetture di sei diversi team. La Pirelli decide di ritornare alla struttura delle gomme 2012, quelle che tanto avevano favorito la Red Bull…

La Ferrari non riesce a far funzionare in modo corretto i nuovi pneumatici e sarà questo a segnare l’inizio dei malumori di Fernando Alonso, già frustrato da due mondiali persi all’ultima gara. Nel Gran Premio d’Ungheria alla domanda: “Cosa vorresti per il compleanno?” Fernando risponde: “Una vettura competitiva”, attorno a questa frase si stanno per scatenare raffiche di polemiche.

Alla vigilia del Gran Premio d’Italia un altro fatto fa irritare Alonso: in una riunione con il team viene accusato di scarso impegno, voci che vengono anche riportate al Presidente Montezemolo. Il team radio nelle qualifiche dell’Italia “geni o scemi” è la fotografia di un momento pesante. Dopo il GP d’Italia l’asturiano dichiarerà alla squadra dopo un momento di nervosismo: “Ora vi mostro il vero valore della monoposto”. Sarà un Alonso meno guerriero, saranno gomme che mettono più in difficoltà la Ferrari ma Alonso, dopo Monza salirà sul podio solamente più in due occasioni.

Il 2014 nasce male: mal consigliato, il responsabile del progetto Power Unit, Luca Marmorini, delibera la progettazione di un motore con radiatori molto piccoli in quanto l’aerodinamica avrebbe dovuto compensare la mancanza di top speed. Il prospetto si rivela un flop e l’addio di Marmorini è il preludio ad una serie di saluti a Maranello. Il secondo Gran Premio, quello del Bahrain, porta alle dimissioni di Domenicali. Emblematico è il pugno alzato da Fernando Alonso sul traguardo dell’ultimo giro nel quale si esprime quanto si senta un leone in gabbia.

L’ex dipendente Ferrari ci racconta come l’arrivo di Mattiacci al board della Ferrari, avvenuto fisicamente poche ore prima del GP della Cina ma formalmente solo nel post-Cina, sancisca la fine dell’esperienza in Rosso di Fernando Alonso. Arriva un personaggio molto al di fuori del mondo del Motorsport, una chiara figura di ripiego che alludeva ad un periodo di transizione: senza progetto un pilota come Fernando Alonso non può rimanere, è arrivato il momento di dirsi addio.

Nel Gran Premio di Monza la sua Ferrari si ferma, così come poche settimane accade lo stesso alla sua esperienza in Rosso, il 20 novembre del 2014 la Ferrari annuncia l’ingaggio di Sebastian Vettel al posto di Fernando Alonso. La sua esperienza si chiude dopo cinque anni senza titoli ma per ben due volte arrivato all’ultima gara con la possibilità di vittoria. Alonso dichiarerà successivamente di aver lasciato la Ferrari perché stufo di arrivare secondo.

Fernando Alonso ha dato il proprio meglio alla Ferrari ma non è stato supportato in modo continuativo da tutto il team. La mancanza di titoli mondiali, comunque, non deve ridimensionare un campione che ha guidato spesso e volentieri oltre i limiti della vettura.

Scritto da: Samuele Fassino

Samuele Fassino
Mi chiamo Samuele, ho 19 anni. Sono un grande appassionato di motori, specie di Formula 1 nella quale spero di lavorare un giorno. Oltre ai motori le mie passioni si estendono al calcio ed alla filosofia anche se, più in generale, mi piace tenermi informato su qualsiasi tema. Sono molto determinato e cerco sempre ottenere il massimo da ogni situazione.

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