Formula 1 | Test Barcellona, Hasegawa: “Dobbiamo scusarci con la McLaren e i nostri piloti. Troveremo la soluzione al più presto”

Il responsabile del progetto Honda ha spiegato pubblicamente i problemi incontrati nei primi giorni. Ma il clima, alla McLaren, è già teso

Il numero di giri compiuti da Fernando Alonso nel terzo giorno di test – 72 – è forse l’unico aspetto positivo da registrare in casa McLaren-Honda. Per il resto – tempi sul giro e affidabilità – c’è da mettersi le mani nei capelli. Alonso ha trascorso la giornata di oggi a girare con una mappatura conservativa, che gli consentisse di compiere il numero di giri necessario per accumulare dati senza incappare in problemi di affidabilità, come era accaduto lunedì con lo stesso pilota spagnolo e ieri con Vandoorne.

Il decimo tempo dell’asturiano non è quindi da considerarsi troppo indicativo, vista la marea di guai tecnici che attanaglia la power unit giapponese. Se non altro il responsabile del programma Honda in Formula 1, Yusuke Hasegawa, ha deciso di metterci la faccia davanti ai media presenti a Barcellona, facendo il punto di una situazione sempre più imbarazzante: “Ovviamente non siamo soddisfatti, non è questo il modo in cui sognavamo di iniziare la preparazione al campionato. La cosa positiva è che i problemi sono emersi subito, così possiamo valutare in che modo risolverli”.

Il guaio principale si è verificato lunedì al serbatoio dell’olio (probabilmente da riprogettare), che ha causato alcuni problemi di lubrificazione. “Abbiamo trovato una soluzione temporanea a questo problema – ha spiegato Hasegawa – ma dopo questi test dovremo risolverlo definitivamente. Speriamo di farlo entro la settimana prossima. Riguardo al guasto accusato ieri da Vandoorne, ancora non sappiamo la causa. Il motore è stato spedito in Giappone per essere analizzato e probabilmente domani arriveranno notizie”.

Nel frattempo Alonso ha completato la prima vera giornata di test, dopo il calvario di due giorni fa. Un’ottima occasione per farsi un’idea di come sono le nuove monoposto e di quali battaglie potranno prospettarsi. Ma l’asturiano non è apparso troppo entusiasta: “Con questo livello di tecnologia il pilota conterà ancora meno – è l’analisi di Alonso – La potenza sarà ancora più determinante perché molte curve si faranno in pieno, quindi è come se fossero rettilinei. Se l’anno scorso ti mancavano 200 cavalli, perdevi 2 o 3 decimi. Quest’anno puoi arrivare a perdere anche mezzo secondo”.

L’aspetto positivo, secondo Alonso, risiede nel fatto di poter spingere di più: “Fino all’anno scorso era tutta una questione di gestione, delle gomme e della benzina. Quest’anno sembra che possiamo andare oltre: possiamo spingere di più e migliorare costantemente i tempi sul giro”.

Alonso tornerà in pista nella prossima sessione di test (quella dal 7 al 10 marzo): domani sarà di nuovo il turno di Stoffel Vandoorne.

Scritto da: Luca De Franceschi

Luca De Franceschi
Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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