Formula 1 | Juan Pablo Montoya: “I piloti di oggi sono tutti mentalmente così deboli!”

In una recente intervista sul sito ufficiale della F1 è tornato a parlare Juan Pablo Montoya, ex pilota della Williams e della McLaren

Cosa rende vincente un pilota di Formula 1? Il talento, la velocità e la destrezza in pista?
O c’è qualcosa di più?
Ecco come la pensa Juan Pablo Montoya, ex pilota della Williams e poi della McLaren che ha gareggiato contro i migliori della classe dal 2001 fino all’uscita di scena anticipata nel 2006: qua di seguito la traduzione integrale della sua intervista ai microfoni del sito ufficiale F1, e la risposta non è così scontata…

D: Qual è stata la cosa più pazza che ti è capitata in F1?
R: “Quando ho vinto la mia prima gara a Monza, alla mattina ho fatto un incidente con la mia macchina sportiva prima di entrare in autodromo!
Ero secondo in fila, credevo che il tizio davanti si sarebbe dato una mossa ed invece è rimasto fermo: dovevo andare a prepararmi per la gara, quindi ho lasciato il numero della mia squadra per chiarire successivamente!”.

D: Quale delle tue sette vittorie è stata la migliore?
R: “La mia preferita è sicuramente quella di Monaco 2003!”.

D: Quale pilota ti ha portato al limite?
R: “Ad essere onesti, molti dei piloti con i quali ho corso mi hanno spinto verso i miei limiti. Quando gareggiavo con la Williams ho imparato molto da Ralf (Schumacher): era veramente veloce, ma sono convinto che i piloti europei di allora, come del resto quelli dei giorni nostri, sono molto deboli mentalmente. Non riesci ad entrare nella loro mente così facilmente: quando le cose vanno per il verso giusto sono molto forti. Per esempio, quando Lewis (Hamilton) vince è invincibile, ma appena qualcosa va storto entra in una spirale negativa dalla quale è molto difficile uscirne.
Se le vetture di oggi fossero più vicine a livello di prestazioni, probabilmente avremmo visto vincere piloti differenti nella scorsa stagione!”.

D: Ma allora anche Michael Schumacher era debole mentalmente?
R: “No, Michael era uno dei pochi piloti che era veramente forte a livello mentale. Suo fratello Ralf, invece, era quasi impossibile da battere quando era nella giornata giusta. Ma se riuscivi a mandargli alle ortiche qualcosa, riuscivi a condizionarlo. Tutti noi abbiamo delle debolezze, l’unica cosa da fare è riconoscerle e lavorare duramente per renderle nostre alleate”.

D: Ora dicci qualcosa sulle tue battaglie con Schumi: ti ricordi il tuo primo anno in F1 quando lo hai passato ad Interlagos nel 2001?
R: “Sinceramente non ricordo bene cosa successe: è stato un bel sorpasso, soprattutto per i fan alla TV, è stato divertente, avevamo delle buone macchine, la nostra Williams-BMW aveva un motore molto potente e sapevo che Michael, alla prima curva, avrebbe frenato in anticipo, quindi non ho fatto altro che allungare la mia di frenata tenendomi in scia sul rettilineo di arrivo. Così alla fine l’ho passato!”.

D: Hai mai pensato di poter tornare in F1, di rimanerci ancora un po’, di avere un’altra opportunità?
R: “Assolutamente no. Non ho alcun rimpianto. Certo, sarebbe stato bello finire la mia ultima stagione perchè stavamo sviluppando un nuovo pacchetto di sospensioni che avrebbe funzionato alla grande… ma no, è andata così e non rimpiango nulla”.

D: Quale dei piloti attuali ti impressiona di più?
R: “Sono convinto che Sebastian Vettel sia uno dei piloti più completi in griglia, ma allo stesso modo anche Fernando Alonso, con il quale ho avuto modo di battagliare durante la mia carriera. Sì, secondo me loro sono i due migliori piloti. Lewis sta facendo un ottimo lavoro ma dalla sua ha anche la macchina migliore. È molto facile pensare che se hai a disposizione la migliore vettura sei anche il miglior pilota. La domanda, quindi, si può rigirare andando a chiedersi come Hamilton potrebbe gestire le varie situazioni se non fosse al volante della monoposto più competitiva. Seb e Fernando stanno affrontando proprio questa situazione, e quindi penso siano i migliori che ci siano”.

D: Ed invece che ne pensi di Max Verstappen?
R: “Anche Max è un pilota forte, è nei pensieri dei fan, è molto aggressivo e questo lo induce a fare qualche errore di troppo, ma conosce la sua squadra e nella maggior parte dei casi non gli interessano i giudizi negativi delle persone. Va per la sua strada ed è giusto così”.

D: Pronostici per il prossimo anno?
R: “La Mercedes sarà ancora la vettura da battere, ma sarebbe bello rivedere la Ferrari o la Red Bull vincere ancora, stessa cosa per la Williams e per la McLaren: hanno tutti gli strumenti giusti a disposizione e Fernando si sta avvicinando. Forse non ci riuscirà nella prossima stagione, ma sarebbe bello poterlo veder battagliare nelle posizioni delle prime squadre in Campionato”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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