Formula 1 | Hamilton: “Ingiusto condividere i dati con i compagni di squadra”

Lewis Hamilton ha chiesto alla Mercedes di porre fine alla condivisione dei dati sulla telemetria tra compagni di squadra, perché lo ritiene scorretto

A quasi un mese dall’inizio del campionato, Hamilton vuole mandare un chiaro messaggio al nuovo compagno di squadra Bottas. L’avvertimento riguarda le informazioni sulla telemetria: il campione inglese, infatti, trova ingiusto che i suoi dati vengano messi a disposizione del suo compagno di squadra.

Scendo in pista, completo i miei giri, raccolgo le informazioni e poi il mio compagno ha accesso al mio lavoro.” ha esordito nell’intervista rilasciata allo sponsor UBS.

I dati di un determinato pilota possono essere consultati dal compagno di squadra dopo le varie sessioni di prove, per questo Hamilton avrebbe chiesto alla Mercedes di porre fine alla prassi.

Ho fatto sapere al mio team che non intendo vedere i dati del mio compagno e non voglio che lui veda i miei, non lo ritengo giusto.” ha affermato il campione del mondo, aggiungendo: “Ovviamente abbiamo un tempo limitato ed è giusto che gli ingegneri condividano le informazioni per lavorare al meglio ma solo loro.”.

Hamilton, poi, spiega l’esempio dei punti di frenata: affermando che un pilota potrebbe semplicemente copiare quello che è stato fatto dal compagno.

Così permetti ad un avversario di avvicinarsi– ha continuato- quello che amavo dei kart era che non potevi vedere niente, dovevi contare solo sul tuo talento.”.

Secondo il pilota Mercedes, un professionista che corre Formula 1 dovrebbe avere l’autonomia necessaria, senza bisogno di aiuti.

“Se vieni assunto è perché sei il migliore e hai vinto nelle categorie precedenti. Tutti i piloti dovrebbero essere in grado di scendere in pista senza alcun supporto esterno.” ha affermato Hamilton.

Il tre volte campione del mondo, infine, punta il dito contro i giovani piloti provenienti dalle categorie minori come la Formula 3.

Prendiamo un ragazzino che viene dalla Formula 3, possiamo tranquillamente metterlo a lavorare al simulatore fino a quando non impara a fare le mie traiettorie. Non è giusto. L’essenza di un vero pilota è trovare il proprio limite da solo e se non riesci, non meriti quel posto e credetemi… in tanti non lo meritano.” ha concluso Hamilton.

Scritto da: Anna Polimeni

Anna Polimeni
Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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