Formula 1 | Il sacrilegio di Monza: demolito il ponte Dunlop

Nessuno è riuscito a tenerlo in piedi e così si è giunti alla sua demolizione: ecco che a Monza sparisce anche il ponte Dunlop

Prima è stato il turno dei vecchi box (che, in ogni modo, dovevano essere rimessi in sesto e cambiati di posto), poi delle due torri alte 12 metri che dal 1922 segnavano l’ingresso nell’autodromo di Monza.
In seguito il vecchio podio, ora allestito come piattaforma “volante” sopra il rettilineo principale, e poi il “Villaggio” utilizzato dai fan per attendere i propri beniamini nel tentativo di ottenere un autografo.

Oggi, il Tempio della Velocità, perde un altro pezzo di storia che lo ha da sempre contraddistinto: il ponte Dunlop, quel famoso cavalcavia utilizzato come passerella pedonale e che collegava la parte finale della curva Biassono con la Variante della Roggia.
Si trattava di un arco con la forma dei caratteristici pneumatici inglesi, poi ribattezzato negli anni Novanta come ponte Campari: pieno di sponsor, è stato anche sede di una delle postazioni dei commissari di pista e di una telecamera TV che trasmetteva i GP in mondovisione.

Poi, però, gradualmente è stato abbandonato e lasciato marcire. Il passo dal diventare pericoloso per la sicurezza in circuito è stato breve, e nemmeno brand importanti come Santander o Rolex lo hanno salvato, quindi… via, abbattuto nel giro di 24 ore.
Così facendo, andiamo a perdere un altro pezzo di storia dell’automobilismo, ma d’altro canto… c’era qualche alternativa?

Il Ponte Dunlop/Campari è stato abbattuto

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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