Formula 1 | Fernando Alonso e la Formula “noia”: “Le cose cambieranno”

Fernando Alonso individua delle similitudini tra le gare di oggi e quelle degli anni ’80, ma è fiducioso per un futuro più adrenalinico

Tante cose nel corso della vita si ripetono ciclicamente. Anche in Formula 1, e Fernando Alonso sembra aver colto appieno il meccanismo: secondo l’asturiano, il Circus iridato ha avuto la sua epoca d’oro durante gli anni 2000, mentre le lotte di vent’anni prima tra Ayrton Senna ed Alain Prost sono, a suo parere, fin troppo noiose.
Come del resto quelle dei tempi recenti, in quanto le modifiche al regolamento tra il 2014 ed il 2016 hanno fatto emergere solamente alcune squadre ed alcuni piloti, relegando tutti gli altri a semplici comparse.

La F1 degli anni ’80 era estremamente noiosa – ha affermato lo spagnolo della McLaren – Infatti, se oggi guardate le gare del 1985, del 1988 o del 1992, state certi che vi addormenterete come dei sassi: dopo tutto, c’erano solo quattro monoposto davvero competitive, che doppiavano tutte le altre e tra di loro mantenevano un distacco di quasi 30 secondi. E poi erano poco affidabili, dal momento che in media dieci vetture a GP non riuscivano a terminare la gara”.

Oggi è più o meno la stessa cosa: gli spettatori stanno diminuendo proprio come in quel periodo, quando Senna e Prost dovevano risparmiare carburante, pneumatici e cose di questo tipo. Il livello di noia è praticamente lo stesso”.
Ben diversa è stata l’era successiva, quella degli anni 2000 – ha continuato Fernando – Sono convinto che la F1 abbia conosciuto il proprio periodo d’oro in quell’epoca: c’erano un sacco di squadre, come la Toyota e la BMW, ed anche il numero di fan in circuito e davanti alla tv era aumentato. Abbiamo corso in Corea, India, Singapore, addirittura abbiamo disputato due GP in Spagna.
Quello è stato il momento migliore per il Circus iridato, poi gli organizzatori non sono riusciti a gestire più nulla: i costi sono arrivati alle stelle, le tecnologie sono diventate estreme ed alcuni costruttori hanno abbandonato il campo”.

Cos’è cambiato, invece, per quanto riguarda voi piloti? “La filosofia con la quale veniamo riconosciuti dal pubblico: quando smetti di correre diventi automaticamente un eroe, mentre quando sei ancora in pista vieni tempestato da qualsiasi tipo di critica. Basti vedere come sono stati acclamati i ritiri di Massa e Webber!”.
Ma questo è il nostro destino: i piloti della vecchia generazione sono tutti degli idoli, e così lo diventeremo anche noi quando appenderemo il casco al chiodo, dei miti per tutti quei ragazzini che oggi corrono con i go-kart”.

E che ne pensi della situazione odierna della Formula 1? “Personalmente sono frustrato – ha esclamato Alonso – Le regole attuali impediscono di sfruttare appieno le tecnologie a nostra disposizione: le risorse che abbiamo sono ottime, ma non abbiamo la sensazione di guidare delle macchine davvero di un’altra epoca. Sono troppo lente, soffriamo la mancanza di grip, siamo ai comandi di una monoposto ma la sensazione è quella di guidare una vettura da Gran Turismo!”.
Tuttavia sono fiducioso per la prossima stagione perchè le cose cambieranno – ha concluso lo spagnolo – I nuovi regolamenti ci permetteranno di assaggiare di nuovo l’adrenalina, quella vera, grazie a macchine decisamente più veloci sia in curva che in rettilineo. Non vedo l’ora di cominciare!”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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