Formula 1 | Austria 2002, la controversia continua… Ross Brawn: “Un errore che non rifarei”

Ross Brawn torna a parlare di quegli ordini di scuderia che costrinsero Barrichello a lasciar passare Schumacher sotto la bandiera a scacchi dell’A1 Ring

La Formula 1 degli anni 2000… aaah, quanta nostalgia! Ma non fu tutto rose e fiori, anzi!
È, infatti, Ross Brawn a farci tornare con i piedi per terra, ricordandoci cosa realmente successe sull‘A1 Ring austriaco il 12 maggio 2002.
Era la sesta prova del Mondiale e Rubens Barrichello, partendo dalla pole position, riuscì a mantenere la testa della corsa fino a pochi metri dal traguardo… quando, per alcuni ordini di scuderia, fu costretto a rallentare e lasciar platealmente passare Michael Schumacher al fine di garantirgli la miglior posizione possibile per la vittoria del Campionato.

L’ingegnere britannico, dopo quasi quindici anni dall’accaduto, ha spiegato che, prima della gara, si era tenuta una riunione tra i piloti ed i vertici di Maranello nella quale era stato deciso che “Rubinho” avrebbe contribuito alla vittoria di Schumi, lasciandolo passare in caso di necessità.
Ma una volta in griglia, il brasiliano cambiò idea, rifiutandosi di obbedire agli ordini dei propri superiori, cedendo, poi, a pochi metri da un successo ampiamente meritato.

La gara in Austria è stato un errore che, se potessi tornare indietro non rifarei – ha ammesso l’artefice dei cinque titoli consecutivi del Kaiser tedesco – Prima della gara abbiamo discusso di come avremmo gestito la situazione in caso di sorpasso, perchè sapevamo che Rubens aveva un passo migliore di Michael. Ad un certo gli abbiamo chiesto se poteva lasciarlo passare, ma lui ha risposto seccamente di no”.

Disse che quella era la sua grande occasione di vincere quella gara e non si capacitava del fatto che gli stavamo chiedendo una cosa del genere – ha continuato Ross Brawn – Dall’altra parte, Michael stava ascoltando in radio e voleva sapere quando Barrichello lo avrebbe lasciato passare come precedentemente concordato.
Come potevamo conciliare una situazione del genere? Ciò che avevamo deciso e quello che stava accadendo in pista? In ultima analisi, è stato proprio questo il motivo per cui abbiamo detto a Rubens ciò che doveva fare”.

Ciò che successe dopo, sul podio, è nella memoria di tutti: “Il pubblico reagì male alla vicenda sia nel momento del sorpasso sia quando i due salirono sul podio – ha concluso l’ingegnere britannico – La gente fischiava prepotentemente a Schumacher, quindi quest’ultimo decise di far salire Rubens sul gradino più alto, regalandogli tra l’altro la coppa del vincitore. Per questo motivo l’intero team Ferrari fu condannato al pagamento di una multa di un milione di dollari, proprio per non aver rispettato la consueta procedura di premiazione. Se ci ripenso, ripeto, fu un errore che non ripeterei mai e poi mai, perchè quella che era una questione interna della squadra divenne di punto in bianco una vicenda pubblica e politica”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi
Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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