Formula 1 | Jules Bianchi, un angelo vestito da pilota!

5 ottobre 2014, Suzuka 2014, Gran Premio del Giappone 2014, chiamiamolo come ci pare, ma tanto il pensiero che ci accomunerà tutti sarà per Jules Bianchi

Manca poco ormai al Gran Premio del Giappone, un Gran Premio che da due anni è diventato quasi un incubo. Oggi non posso fare a meno di pensare a Jules Bianchi, al suo splendido sorriso, al suo sogno distrutto, ad una tragedia che si doveva evitare e la rabbia prende il sopravvento. Come riesco ancora ad amare così tanto questo sport? La Formula 1 è passione ed emozione allo stato puro, ma con la vita dei piloti non si scherza.

In giornate come queste, non penso ad altro. Questa è l’unica cosa che odio così tanto della Formula 1. Il pilota non è un burattino, la sua vita deve essere la priorità sempre, deve andare oltre il maledetto spettacolo che tutti vogliono vedere a qualsiasi costo, perché in quelle vetture ci sono persone, che seppur hanno scelto di gareggiare, perché la Formula 1 è la loro vita, non sono di certo pagate per morire.

Si sa che la Formula 1 è uno sport pericoloso e imprevedibile, ma sono stanca di sentire che dopo che accadono tragedie del genere, si aumenterà la sicurezza. Perché non si aumenta prima questa maledetta sicurezza? Perché dobbiamo prima piangere e poi pensare di dover fare qualcosa? In giornate come queste, infiniti perché affollano i miei pensieri e l’unica cosa che riesco a fare e stare qui a scrivere, anche se vorrei poter fare molto più.

Ho il sorriso di Jules Bianchi impresso in mente, un sorriso così limpido e vero che mette quasi i brividi. Vorrei che fosse ancora qui, per realizzare i suoi sogni. Vorrei guardare il Gran Premio domenica e vederlo lì in pista, magari con la Ferrari, come avrebbe voluto lui. E invece no, guarderò il Gran Premio con la morte nel cuore, una morte che non accetto.

“Non lo so ma è tutto quanto perfettamente sbagliato” così ha scritto il mio cantante preferito Nesli in una sua canzone. Una frase più giusta di questa non sarei stata in grado di trovarla. È tutto così surreale e sbagliato, sono trascorsi due anni eppure la rabbia ed il dolore per ciò che è successo non cambia e non cambierà mai.

Come non cambierà mai il ricordo che tutti noi avremo sempre di Jules Bianchi, un angelo vestito da pilota, una persona umile che sapeva scaldare i cuori con un semplice sorriso, un ragazzo speciale che dovrebbe essere ancora qui. Jules ovunque tu sia abbi cura di splendere e se riesci dacci la forza per superare e provare ad accettare tutto questo.

Scritto da: Sabrina Aceto

Sabrina Aceto

Mi chiamo Sabrina ho 25 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l’aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

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